Aciman "La polizia davanti alle sinagoghe è lo specchio del Paese"
«Vedo una sinagoga piantonata dalla polizia. Ed è così in tutta la città. È terribile».
Otto attacchi antisemiti in una settimana nella sola New York. Una citta da sempre simbolo di convivenza.
«Non me lo spiego. New York e la patria della diversità. E invece l QSIIO si sta insinuando sempre di PIU: Non parlo solo di antisemitismo. Ci sono stati attacchi contro i gay, i latinos, gli immigrati. L'odio verso chi è diverso trova proseliti anche qui. Specchio di un'America che sta divorando sé stessa. Nessuno ci attacca dall'esterno: americani attaccano altri americani. Lo chiamano terrorismo domestico, certo. Ma è soprattutto un attacco ai nostri valori, alla nostra identità di nazione».
A colpire cinque persone nella casa del rabbino di Monsey è stato un afroamericano. Come due settimane fa, quando una coppia affiliata al movimento Black Hebrew lsraelite ha ucciso quattro persone in un supermarket kosher a Jersey City...
«Che qualcuno, di qualsiasi colore, possa sentirsi superiore ad altri, deve spaventarci tutti. Ma non siamo davanti a una guerra razziale. Il problema è più grave e pernicioso. L'America sta sprofondando in un'atmosfera di odio. L'odio arriva dall'alto, da un presidente degli Stati Uniti come Donald Trump che non nasconde la sua simpatia per i suprematisti bianchi, e si propaga all'interno della società. Rilanciata da fanatici che soffiano via internet sui problemi delle minoranze, cercando di mettere tutti contro tutti».
Il governatore dello stato dl New York ha appena definito l'attentato "metastasi di un cancro interno alla politica".
«Sono d'accordo. A New York come nel resto d'America assistiamo all'uso dell'odio come strumento di potere, per manipolare gruppi storicamente oppressi mettendoli gli uni contro gli altri affinché dimentichino i veri problemi. Neri, messicani, ebrei. La narrativa di odio e violenza funziona per chiunque sia arrabbiato e frustrato».
Come se ne esce?
«Bisogna dire basta tutti insieme. Ripudiando le risse politiche. Ridefinendo il discorso pubblico. Abbandonando le parole di rabbia e violenza. Bisogna disinnescare questo clima tossico e ciascuno deve fare la sua parte».
An.Lo
(la Repubblica 29 dicembre 2019)
«Vedo una sinagoga piantonata dalla polizia. Ed è così in tutta la città. È terribile».
Otto attacchi antisemiti in una settimana nella sola New York. Una citta da sempre simbolo di convivenza.
«Non me lo spiego. New York e la patria della diversità. E invece l QSIIO si sta insinuando sempre di PIU: Non parlo solo di antisemitismo. Ci sono stati attacchi contro i gay, i latinos, gli immigrati. L'odio verso chi è diverso trova proseliti anche qui. Specchio di un'America che sta divorando sé stessa. Nessuno ci attacca dall'esterno: americani attaccano altri americani. Lo chiamano terrorismo domestico, certo. Ma è soprattutto un attacco ai nostri valori, alla nostra identità di nazione».
A colpire cinque persone nella casa del rabbino di Monsey è stato un afroamericano. Come due settimane fa, quando una coppia affiliata al movimento Black Hebrew lsraelite ha ucciso quattro persone in un supermarket kosher a Jersey City...
«Che qualcuno, di qualsiasi colore, possa sentirsi superiore ad altri, deve spaventarci tutti. Ma non siamo davanti a una guerra razziale. Il problema è più grave e pernicioso. L'America sta sprofondando in un'atmosfera di odio. L'odio arriva dall'alto, da un presidente degli Stati Uniti come Donald Trump che non nasconde la sua simpatia per i suprematisti bianchi, e si propaga all'interno della società. Rilanciata da fanatici che soffiano via internet sui problemi delle minoranze, cercando di mettere tutti contro tutti».
Il governatore dello stato dl New York ha appena definito l'attentato "metastasi di un cancro interno alla politica".
«Sono d'accordo. A New York come nel resto d'America assistiamo all'uso dell'odio come strumento di potere, per manipolare gruppi storicamente oppressi mettendoli gli uni contro gli altri affinché dimentichino i veri problemi. Neri, messicani, ebrei. La narrativa di odio e violenza funziona per chiunque sia arrabbiato e frustrato».
Come se ne esce?
«Bisogna dire basta tutti insieme. Ripudiando le risse politiche. Ridefinendo il discorso pubblico. Abbandonando le parole di rabbia e violenza. Bisogna disinnescare questo clima tossico e ciascuno deve fare la sua parte».
An.Lo
(la Repubblica 29 dicembre 2019)