mercoledì 1 gennaio 2020

Televisione Giorgio Cappozzo
Natale in Brasile


Ispirato dal clima natalizio, il solerte presidente brasiliano ha deciso di regalare al suo elettorato la chiusura di Tv Escola, il canale didattico che dal 1995 trasmette documentari, cartoni, serie e programmi rivolti a docenti e studenti. Secondo Jair Bolsonaro il canale è inutile, troppo di sinistra e megafono della "ideologia di genere", il terribile mostro che divora le sue notti. I colonnelli hanno dichiarato: "E indegno pagare con i soldi pubblici questa discarica". Ma il vero obiettivo del delirio governativo è demolire la figura di Paulo Freire, il celebre pedagogista brasiliano scomparso nel 1997, riferimento intellettuale di generazioni di insegnanti non solo sudamericani a cui l'emittente si ispira. Accusato di essere una spia marxista ed esiliato dalla giunta militare, Freire ha scritto saggi sull'istruzione e l'alfabetizzazione "degli oppressi", modellando una riforma moderna e anticoloniale contro quella che definì con creatività "l'educazione bancaria", che vedeva nello studente un conto vuoto da riempire di nozioni. Dietro la censura di Bolsonaro ai danni di Tv Escola c'è il contributo ostinato del movimento Escola sem partido, guidato da Miguel Nagib, avvocato conservatore noto per analisi lisergiche sull'opera di Gramsci. La homepage del movimento sollecita le famiglie a denunciare i professori che s'ispirano al pensiero di Freire. Un invito alla delazione che va ben oltre la fine delle trasmissioni.

(Internazionale, 20 dicembre 2019)