giovedì 13 febbraio 2020

Ascoltare le donne, non parlare di loro

«Questo vorrei dire a Papa Francesco», esordisce Marinella Perroni nel suo intervento. «Di una cosa, in particolare, mi piacerebbe parlare, forse anche discutere con lui. A volte, quando tocca temi che riguardano le donne, dice che sarebbe importante e necessario elaborare una "teologia della donna". E io avrei voglia di poter ragionare un po' con lui perché, se uno percorre in su e in giù la storia della teologia, in fondo, da Tertulliano a Wojtyla, passando per Agostino, Tommaso o von Balthasar, tutti i teologi hanno sempre parlato della donna. (…). Più di una volta, poi, qualcuno ha addirittura proposto di dedicare un Sinodo dei vescovi al tema della donna. E io, con altre, abbiamo reagito con preoccupazione, abbiamo provato a mettere in guardia dal rischio, molto forte, nel quale la Chiesa cattolica incorrerebbe». L'emorragia di donne dalle Chiese è un grido, afferma Perroni, di quelle donne che «non vogliono che si continui a parlare di loro, ma vogliono, piuttosto, essere ascoltate», ma non come ospiti legittimate a parlare solo di alcuni argomenti: «Mai un titolo di libro fu così azzeccato come quello di Carmel E. McEnroy che, subito dopo il Concilio, ha raccontato l'assoluta novità della partecipazione di ventitré uditrici al Vaticano II: Guest in their own House (Ospiti a casa loro)». Di qui l'appello di Perroni: «Questo allora vorrei dire a papa Francesco. (…). Non parlate delle donne e, tanto meno, della donna continuando, di fatto, a parlare di voi. Troppo spesso, assistiamo a una sorta di "paternalismo femminista" che è una contraddizione in termini. Date l'esempio al mondo, anche quello che si ritiene "civilizzato" e che invece fa ancora tanta fatica ad accettare che, tra uomo e donna, non c'è uno che è soggetto (anche di parola) e l'altra che è oggetto (anche di parola), ma che, ormai, la soggettualità non può che essere condivisa. E ognuno parli di sé. Abbiamo gran bisogno di ascoltare uomini che parlano di maschilità. Anche nella Chiesa».

(Adista, 11 gennaio 2020)