martedì 11 febbraio 2020

IL PERICOLO DELL'IGNORANZA .........

IL PERICOLO DELL’ IGNORANZA E DELLA MEMORIA DISTORTA
 (Beppe Manni Gazzetta di Modena 28 1 20)
E’ stata una buona cosa rimettere il tema di storia all’esame di maturità. 
Solo studiando ‘scientificamente’ la storia, si può arrivare ad una verità condivisa. In tal modo si può ‘imparare’ dalla storia, per evitare gli errori del passato: guerre, stermini, sopraffazioni, razzismi. Oggi sembra che in Italia viviamo in un paradiso artificiale incoscienti di quello che può capitare da un momento all’altro se cala ad esempio il livello di benessere, se aumentano gli sconvolgimenti ecologici, se la guerra a due passi oltre il ‘canale’ ci aggredisce con i suoi strumenti di morte già pronti e stivati anche nei nostri arsenali. Assistiamo a una continua strumentalizzazione di pezzi di storia per uso politico o ideologico spesso ‘scopertamente’ in difesa di interessi inconfessabili. 
Le storie trasmesse attraverso testimoni, memorie familiari o gruppi di potere possono tacere parti di verità o deformare la verità storica. Alcuni esempi. Ero in seminario a Nonantola pochi anni dopo il fatto di Villa Emma, quando cittadini e sacerdoti avevano salvato 80 giovani ebrei. I preti non ce ne parlarono mai. La feroce contrapposizione tra chiesa e comunismo tappò le bocche per la paura di essere presi per partigiani rossi. Essere antifascista voleva dire essere comunisti. Questo silenzio e ambiguità, permise allo scrittore Pansa morto da poco, nel suo libro ‘Il sangue dei Vinti’ di raccontare un pezzo di storia ‘pilotato’ del dopoguerra fatto di vendette personali strascico delle violenze della guerra civile appena terminata. Tace i molti uccisi dai fascisti e riscatta in qualche modo le morti di coloro che combatterono i partigiani facendone dei martiri. E’ stata strumentalizzata in chiave anti partigiana e anticomunista, anche la tragica morte di un seminarista di San Valentino ucciso da delinquenti sedicenti comunisti. Se ne sta addirittura promuovendo la beatificazione. In questi giorni un documentario sui campi di concentramento tedeschi parlava dei ‘poveri’ soldati italiani che dopo l’8 settembre furono rinchiusi nei lager. Ricordiamo che quegli stessi militari avevano attaccato la Iugoslavia e la Grecia facendo ai partigiani locali, quello che i nazifascisti facevano qui in Italia. 
Solo da qualche anno sono state pubblicate e commentate dai giornali con rilevanza, le leggi razziali antiebraiche fatte dal governo fascista del 38 che gli italiani hanno accettato, salvo qualche eccezione pagata con l’esilio e la morte. La tragica pagina dell’Esodo istriano (10 febbraio giornata del ricordo) di 350 mila italiani fuggiti dalle foibe e dalle persecuzioni titine, frutto perverso dell’ultima guerra e anche dell’occupazione fascista di quella terra che aveva perseguitato gli sloveni.
invito: visitate il nuovo museo sulla Repubblica di Montefiorino nel castello del paese. E’ un esempio di come si possa raccontare una pagina di storia modenese in modo oggettivo con reperti, documenti e filmati. Il non sapere, l’ignoranza è il nemico peggiore della democrazia e della pace. Questo vuole significare la Giornata della memoria.