IL
PERICOLO DELL’ IGNORANZA E DELLA MEMORIA DISTORTA
(Beppe
Manni Gazzetta di Modena 28 1 20)
E’
stata una buona cosa rimettere il tema di storia all’esame di
maturità.
Solo studiando ‘scientificamente’ la storia, si può
arrivare ad una verità condivisa. In tal modo si può ‘imparare’
dalla storia, per evitare gli errori del passato: guerre, stermini,
sopraffazioni, razzismi. Oggi sembra che in Italia viviamo in un
paradiso artificiale incoscienti di quello che può capitare da un
momento all’altro se cala ad esempio il livello di benessere, se
aumentano gli sconvolgimenti ecologici, se la guerra a due passi
oltre il ‘canale’ ci aggredisce con i suoi strumenti di morte già
pronti e stivati anche nei nostri arsenali. Assistiamo a una continua
strumentalizzazione di pezzi di storia per uso politico o ideologico
spesso ‘scopertamente’ in difesa di interessi inconfessabili.
Le storie trasmesse attraverso testimoni, memorie familiari o
gruppi di potere possono tacere parti di verità o deformare la
verità storica. Alcuni esempi. Ero in seminario a Nonantola pochi
anni dopo il fatto di Villa Emma, quando cittadini e sacerdoti
avevano salvato 80 giovani ebrei. I preti non ce ne parlarono mai. La
feroce contrapposizione tra chiesa e comunismo tappò le bocche per
la paura di essere presi per partigiani rossi. Essere antifascista
voleva dire essere comunisti.
Questo silenzio e ambiguità, permise
allo scrittore Pansa morto da poco, nel suo libro ‘Il sangue dei
Vinti’ di raccontare un pezzo di storia ‘pilotato’ del
dopoguerra fatto di vendette personali strascico delle violenze della
guerra civile appena terminata. Tace i molti uccisi dai fascisti e
riscatta in qualche modo le morti di coloro che combatterono i
partigiani facendone dei martiri. E’ stata strumentalizzata in
chiave anti partigiana e anticomunista, anche la tragica morte di un
seminarista di San Valentino ucciso da delinquenti sedicenti
comunisti. Se ne sta addirittura promuovendo la beatificazione.
In questi giorni un documentario sui campi di
concentramento tedeschi parlava dei ‘poveri’ soldati italiani che
dopo l’8 settembre furono rinchiusi nei lager. Ricordiamo che
quegli stessi militari avevano attaccato la Iugoslavia e la Grecia
facendo ai partigiani locali, quello che i nazifascisti facevano qui
in Italia.
Solo da qualche anno sono state pubblicate e commentate
dai giornali con rilevanza, le leggi razziali antiebraiche fatte dal
governo fascista del 38 che gli italiani hanno accettato, salvo
qualche eccezione pagata con l’esilio e la morte. La tragica pagina
dell’Esodo istriano (10 febbraio giornata del ricordo)
di 350 mila italiani fuggiti dalle foibe e dalle persecuzioni titine,
frutto perverso dell’ultima guerra e anche dell’occupazione
fascista di quella terra che aveva perseguitato gli sloveni.
invito:
visitate il nuovo museo sulla Repubblica di Montefiorino nel castello
del paese. E’ un esempio di come si possa raccontare una pagina di
storia modenese in modo oggettivo con reperti, documenti e filmati.
Il non sapere, l’ignoranza è il nemico peggiore della democrazia e
della pace. Questo vuole significare la Giornata della memoria.