L'amaca di Michele Serra
I vecchi e i giovani
Decine di maschi incravattati tra i cinquanta e gli ottanta (rarissime le donne, tracce di giovani solo nei collegamenti esterni) gremivano l'altra sera, e fino a notte fonda, quasi tutti i palinsesti per chiacchierare tra loro intorno a un'elezione orientata in modo determinante da ragazze e ragazzi sotto i trenta, molti dei quali scesi in piazza, e andati ai seggi, senza averlo mai fatto prima. E non perché non avessero l'età, ma perché non ne avevano il motivo e la voglia.
Niente dista di più dalle Sardine della Roma televisiva dei Vespa, degli opinionisti, dei direttori di giornale che si chiamano tra loro "direttore", dei sondaggisti, tutti amici, tutta gente per la quale la differenza tra destra e sinistra è a malapena un'incombenza professionale. Non gliene frega più di tanto, e si sente, e si vede. Ma le regionali in Emilia sono state un evento di fortissima emotività, di coinvolgimento personale profondo, di entusiasmo risvegliato, di rinascita civile, di autentica angoscia democratica. C'è gente che non ci ha dormito, sull'uno e sull'altro fronte.
Nemmeno mezza parola, neppure un'espressione facciale, nei chiacchieranti televisivi, dava conto della posta in palio, dei sentimenti di felicità e di frustrazione, della fatica umana prodotta attorno a quella battaglia. Si dice tanto dei partiti come vecchi involucri: ma Bonaccini, vi piaccia o no, è un funzionario di partito, ed è un partito, il Pd, che blocca la strada al sovranismo italiano. Tre quarti di quelli che discettano sulla vecchiezza dei partiti non ne hanno titolo. Vecchio è il cinismo, a qualunque età. Giovane la passione politica, anche dei funzionari di partito.
(la Repubblica 28 gennaio)
I vecchi e i giovani
Decine di maschi incravattati tra i cinquanta e gli ottanta (rarissime le donne, tracce di giovani solo nei collegamenti esterni) gremivano l'altra sera, e fino a notte fonda, quasi tutti i palinsesti per chiacchierare tra loro intorno a un'elezione orientata in modo determinante da ragazze e ragazzi sotto i trenta, molti dei quali scesi in piazza, e andati ai seggi, senza averlo mai fatto prima. E non perché non avessero l'età, ma perché non ne avevano il motivo e la voglia.
Niente dista di più dalle Sardine della Roma televisiva dei Vespa, degli opinionisti, dei direttori di giornale che si chiamano tra loro "direttore", dei sondaggisti, tutti amici, tutta gente per la quale la differenza tra destra e sinistra è a malapena un'incombenza professionale. Non gliene frega più di tanto, e si sente, e si vede. Ma le regionali in Emilia sono state un evento di fortissima emotività, di coinvolgimento personale profondo, di entusiasmo risvegliato, di rinascita civile, di autentica angoscia democratica. C'è gente che non ci ha dormito, sull'uno e sull'altro fronte.
Nemmeno mezza parola, neppure un'espressione facciale, nei chiacchieranti televisivi, dava conto della posta in palio, dei sentimenti di felicità e di frustrazione, della fatica umana prodotta attorno a quella battaglia. Si dice tanto dei partiti come vecchi involucri: ma Bonaccini, vi piaccia o no, è un funzionario di partito, ed è un partito, il Pd, che blocca la strada al sovranismo italiano. Tre quarti di quelli che discettano sulla vecchiezza dei partiti non ne hanno titolo. Vecchio è il cinismo, a qualunque età. Giovane la passione politica, anche dei funzionari di partito.
(la Repubblica 28 gennaio)