mercoledì 15 aprile 2020

25 aprile: in memoria di Primo Levi
a cura di Guido Piovano


L'11 aprile, tra pochi giorni, nel 1987 moriva a Torino Primo Levi. Aveva 67 anni. Fu trovato suicida alla base della tromba delle scale della sua casa*. Levi come scrittore è stato autore di saggi,  racconti, romanzi, poesie e memorie. Antifascista e partigiano, nel dicembre 1943 era stato arrestato dai fascisti, mandato in un campo di raccolta a Fossoli e poi, nel febbraio del 1944, in quanto ebreo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Sopravvissuto al lager, si dedicò a testimoniare le atrocità che aveva vissuto.
Levi non era credente, lo dichiara ne "I sommersi e i salvati", opera del 1986 « ... io, il non credente, e ancor meno credente dopo la stagione di Auschwitz ...» e in una intervista di Ferdinando Camon "Conversazione con Primo Levi", Guanda Editore 1997, dove dice «C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo».
Come dargli torto! Il Dio dei miracoli, quel Dio cui anche in questi giorni di coronavirus molti uomini di chiesa, a partire dal papa, si rivolgono perché fermi l'epidemia, potendolo fare, perché non ha impedito Auschwitz? Come si può credere ad un Dio miracoloso che non ferma Auschwitz! Se esiste quel Dio lì, è un Dio cattivo, che odia l'uomo, che interviene in suo favore come e quando gli pare e grazie alle intercezioni di Madonne e Santi. Non mi riesce di credergli!.
Allora a chi crediamo noi? La nostra fede va ad un Dio che ha scelto di parlare all'uomo attraverso la testimonianza dei suoi profeti, quelle persone che l'hanno saputo riconoscere nel creato e nelle creature. Il Dio che parla al nostro cuore e ci invita all'amore, alla solidarietà, alla cura. Se abbiamo avuto Auschwitz è anche perché l'uomo ha ignorato, dimenticato, tradito Dio.
Per ricordare Levi che da non credente ha saputo testimoniare Dio, gli dedico "Preghiera in Gennaio", testo scritto nel 1967 da Fabrizio De André.



Preghiera in gennaio

Lascia che sia fiorito

Signore, il suo sentiero

Quando a te la sua anima

E al mondo la sua pelle

Dovrà riconsegnare

Quando verrà al tuo cielo

Là dove in pieno giorno

Risplendono le stelle



Quando attraverserà

L'ultimo vecchio ponte

Ai suicidi dirà

Baciandoli alla fronte

Venite in Paradiso

Là dove vado anch'io

Perché non c'è l'inferno

Nel mondo del buon Dio



Fate che giunga a Voi

Con le sue ossa stanche

Seguito da migliaia

Di quelle facce bianche

Fate che a voi ritorni

Fra i morti per oltraggio

Che al cielo ed alla terra

Mostrarono il coraggio

Signori benpensanti

Spero non vi dispiaccia

Se in cielo, in mezzo ai Santi

Dio, fra le sue braccia

Soffocherà il singhiozzo

Di quelle labbra smorte

Che all'odio e all'ignoranza

Preferirono la morte



Dio di misericordia

Il tuo bel Paradiso

L'hai fatto soprattutto

Per chi non ha sorriso

Per quelli che han vissuto

Con la coscienza pura

L'inferno esiste solo

Per chi ne ha paura



Meglio di lui nessuno

Mai ti potrà indicare

Gli errori di noi tutti

Che puoi e vuoi salvare



Ascolta la sua voce

Che ormai canta nel vento

Dio di misericordia

Vedrai, sarai contento

*Il suicidio di Levi rimane comunque un'ipotesi cui molti non aderiscono, poiché lo scrittore non aveva manifestato in alcun modo l'intenzione di uccidersi e anzi aveva in corso dei progetti per l'immediato futuro.
(da Insonnia mensile di Racconigi, aprile 2020, pag. 3 - contatti@insonniaracconigi.it)