25 aprile: in memoria di Primo Levi
a cura di Guido Piovano
L'11 aprile, tra pochi giorni, nel 1987 moriva a Torino Primo Levi. Aveva 67 anni. Fu trovato suicida alla base della tromba delle scale della sua casa*. Levi come scrittore è stato autore di saggi, racconti, romanzi, poesie e memorie. Antifascista e partigiano, nel dicembre 1943 era stato arrestato dai fascisti, mandato in un campo di raccolta a Fossoli e poi, nel febbraio del 1944, in quanto ebreo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Sopravvissuto al lager, si dedicò a testimoniare le atrocità che aveva vissuto.
Levi non era credente, lo dichiara ne "I sommersi e i salvati", opera del 1986 « ... io, il non credente, e ancor meno credente dopo la stagione di Auschwitz ...» e in una intervista di Ferdinando Camon "Conversazione con Primo Levi", Guanda Editore 1997, dove dice «C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo».
Come dargli torto! Il Dio dei miracoli, quel Dio cui anche in questi giorni di coronavirus molti uomini di chiesa, a partire dal papa, si rivolgono perché fermi l'epidemia, potendolo fare, perché non ha impedito Auschwitz? Come si può credere ad un Dio miracoloso che non ferma Auschwitz! Se esiste quel Dio lì, è un Dio cattivo, che odia l'uomo, che interviene in suo favore come e quando gli pare e grazie alle intercezioni di Madonne e Santi. Non mi riesce di credergli!.
Allora a chi crediamo noi? La nostra fede va ad un Dio che ha scelto di parlare all'uomo attraverso la testimonianza dei suoi profeti, quelle persone che l'hanno saputo riconoscere nel creato e nelle creature. Il Dio che parla al nostro cuore e ci invita all'amore, alla solidarietà, alla cura. Se abbiamo avuto Auschwitz è anche perché l'uomo ha ignorato, dimenticato, tradito Dio.
Per ricordare Levi che da non credente ha saputo testimoniare Dio, gli dedico "Preghiera in Gennaio", testo scritto nel 1967 da Fabrizio De André.
a cura di Guido Piovano
L'11 aprile, tra pochi giorni, nel 1987 moriva a Torino Primo Levi. Aveva 67 anni. Fu trovato suicida alla base della tromba delle scale della sua casa*. Levi come scrittore è stato autore di saggi, racconti, romanzi, poesie e memorie. Antifascista e partigiano, nel dicembre 1943 era stato arrestato dai fascisti, mandato in un campo di raccolta a Fossoli e poi, nel febbraio del 1944, in quanto ebreo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Sopravvissuto al lager, si dedicò a testimoniare le atrocità che aveva vissuto.
Levi non era credente, lo dichiara ne "I sommersi e i salvati", opera del 1986 « ... io, il non credente, e ancor meno credente dopo la stagione di Auschwitz ...» e in una intervista di Ferdinando Camon "Conversazione con Primo Levi", Guanda Editore 1997, dove dice «C'è Auschwitz, dunque non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo».
Come dargli torto! Il Dio dei miracoli, quel Dio cui anche in questi giorni di coronavirus molti uomini di chiesa, a partire dal papa, si rivolgono perché fermi l'epidemia, potendolo fare, perché non ha impedito Auschwitz? Come si può credere ad un Dio miracoloso che non ferma Auschwitz! Se esiste quel Dio lì, è un Dio cattivo, che odia l'uomo, che interviene in suo favore come e quando gli pare e grazie alle intercezioni di Madonne e Santi. Non mi riesce di credergli!.
Allora a chi crediamo noi? La nostra fede va ad un Dio che ha scelto di parlare all'uomo attraverso la testimonianza dei suoi profeti, quelle persone che l'hanno saputo riconoscere nel creato e nelle creature. Il Dio che parla al nostro cuore e ci invita all'amore, alla solidarietà, alla cura. Se abbiamo avuto Auschwitz è anche perché l'uomo ha ignorato, dimenticato, tradito Dio.
Per ricordare Levi che da non credente ha saputo testimoniare Dio, gli dedico "Preghiera in Gennaio", testo scritto nel 1967 da Fabrizio De André.
Preghiera in gennaio
Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
Quando a te la sua anima
E al mondo la sua pelle
Dovrà riconsegnare
Quando verrà al tuo cielo
Là dove in pieno giorno
Risplendono le stelle
Quando attraverserà
L'ultimo vecchio ponte
Ai suicidi dirà
Baciandoli alla fronte
Venite in Paradiso
Là dove vado anch'io
Perché non c'è l'inferno
Nel mondo del buon Dio
Fate che giunga a Voi
Con le sue ossa stanche
Seguito da migliaia
Di quelle facce bianche
Fate che a voi ritorni
Fra i morti per oltraggio
Che al cielo ed alla terra
Mostrarono il coraggio
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Signori benpensanti
Spero non vi dispiaccia
Se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
Soffocherà il singhiozzo
Di quelle labbra smorte
Che all'odio e all'ignoranza
Preferirono la morte
Dio di misericordia
Il tuo bel Paradiso
L'hai fatto soprattutto
Per chi non ha sorriso
Per quelli che han vissuto
Con la coscienza pura
L'inferno esiste solo
Per chi ne ha paura
Meglio di lui nessuno
Mai ti potrà indicare
Gli errori di noi tutti
Che puoi e vuoi salvare
Ascolta la sua voce
Che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
Vedrai, sarai contento
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*Il suicidio di Levi rimane comunque un'ipotesi cui molti non aderiscono, poiché lo scrittore non aveva manifestato in alcun modo l'intenzione di uccidersi e anzi aveva in corso dei progetti per l'immediato futuro.
(da Insonnia mensile di Racconigi, aprile 2020, pag. 3 - contatti@insonniaracconigi.it)
