domenica 26 aprile 2020

CELEBRAZIONE EUCARSTICA DI DOMENICA 26 APRILE 2020


BUSSA AI NOSTRI CUORI

P. Saluto all’assemblea

G. Assaporiamo insieme la gioia di essere donne e uomini che cercano amore e solidarietà.

T. O Dio di Gesù, Tu hai deposto e acceso
nei nostri cuori e nelle nostre menti
il fuoco della vita e la torcia dell’amore.
Ci hai regalato le ali dei sentimenti
perché possiamo volare audaci verso la libertà.
Tieni vivi in noi la consapevolezza dei Tuoi doni
e il desiderio di una vita semplice e solidale.

G. Ricorda sorella, ricorda fratello:
il giorno in cui non sei più in cammino… la tua vita è finita.

T. O Dio, Tu che cammini nelle vie del mondo
e cerchi ospitalità nei nostri cuori,
bussa a casa nostra e fai udire la Tua parola.

LETTURE BIBLICHE

Predicazione a cura di Ines Rosso

Abacuc è profeta nel periodo precedente l’esilio (600 a.c.)
Abacuc è il nome di un fiore, di una pianta. Un fiore ricorda i colori, i profumi … qualcosa di bello, di vivo. E’ una parola viva. Un nome che profuma di vita. E già questa è una cosa bella. Abacuc ha una preoccupazione che è quella di un mondo nella disperazione. Dopo la descrizione di una disperazione infinita, il suo piccolo libro di tre capitoli termina con una preghiera positiva, una preghiera di fiducia: dalla difficoltà della vita si passa alla fiducia nel Signore. Le difficoltà della vita vanno a confluire nella gioia del Signore.

Abacuc 3, 16-19. 16) Io sento questo rumore e sono profondamente sconvolto: le mie labbra fremono, il mio corpo è indebolito, le mie gambe vacillano. Aspetto in silenzio che il giorno dell’angoscia colpisca il popolo che ci assale. 17) Anche se il fico non germoglia più, le vigne non danno più uva, gli ulivi non producono niente. Se i campi non forniscono raccolto, le greggi scompaiono dai recinti, i buoi dalla stalle. 18) Io trovo la mia gioia nel Signore, sono felice perché Dio è il mio salvatore. 19) Dio, il Signore è la mia forza, egli rende i miei piedi agili come quelli delle cerve, mi fa camminare sulle vette dei monti.

Dopo un elenco di ciò che sembra la fine, il degrado, viene la fiducia. Una fiducia che dà gioia, che dà forza. Dà forza per camminare persino sulle alture. Le “alture” nel senso ebraico rappresentano le difficoltà della vita. L’ andare in salita, l’arrancare in salita tra le fatiche della vita. Ma, nonostante il cammino in salita, ci dice Abacuc, Dio rende la camminata leggera e i piedi agili. Il messaggio è che la fiducia in Dio paga e rende felici.
Anche nel nuovo testamento si parla spesso di fiducia che salva (che salva dalla disperazione). Quanti passi del vangelo riferendosi all’insegnamento di Gesù parlano della salvezza per fede: “La tua fede ti ha salvato”. E’ necessario, quindi, imparare una fiducia che restituisca la gioia, la felicità. Anche tra le mille difficoltà della vita tornare, anche solo per un momento a Dio, rende felici.
Tornare alla gioia di Dio è tornare alla gioia di essere se stessi, dice Drewermann. È tornare a sapere chi siamo”. E per Daniel Marguerat, nel suo libroLa preghiera salverà il mondo”, “è indispensabile, oggi più che mai, ritagliare con regolarità spazi di meditazione dalla vita frenetica che conduciamo, concentrarsi su di sé e porsi davanti a Dio. Pregare, dice, non è tanto parlare a Dio quanto stare di fronte a Lui lasciando che la preghiera ci trasformi interiormente”.



INTERVENTI LIBERI

  1. O Dio di Gesù, profeta degli oppressi e delle oppresse,
Dio di tutte le persone baciate dal sole,
Tu sei l’amorosa Madre del creato
che accoglie le nostre lacrime e i nostri sorrisi.
  1. Accompagnaci, accompagnaci ancora e sempre:
Tu conosci i deserti del mondo e dei cuori,
Tu trasformi la steppa in terra feconda
E fai in modo che la sabbia diventi una roccia.
  1. Solo Tu, Dio, che hai fatto spuntare la vita,
puoi farci ritrovare i sentieri della felicità
quando noi ci inoltriamo in vicoli ciechi.
Tu, più impetuoso del vento, ci sospingi verso la vita.
  1. Ti preghiamo per chi non ha pace e giustizia,
per chi non riesce ad uscire dalle prigioni
dell’illusione, del denaro, dell’egoismo.
Per chi cerca mani amiche e non le trova.

T. O Dio, di’ ancora ogni giorno al nostro orecchio:
“Abramo parti e va’… mettiti in cammino”.
Mettici tra le mani la chitarra e le canzoni di Miriam,
perché la nostra vita sia cammino tra la gente.

G. Facciamo insieme memoria del pasto che Gesù celebrò con le sue amiche e i suoi amici.

T. O Dio di Gesù, oggi ricordiamo insieme quel pane spezzato. Gesù alzò gli occhi al cielo come era solito fare quando parlava di Te. Il suo cuore era in tempesta. Da te sperava l'aiuto per affrontare l'ultima tappa del suo cammino di profeta fedele e appassionato. Spezzando ora questo pane, noi ricordiamo che Tu hai accompagnato Gesù e accompagni ciascuno e ciascuna di noi sui sentieri della condivisione. Aiutaci a “spezzare”, a condividere ogni giorno qualcosa di noi e di nostro. “Io infatti ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso; il Signore Gesù nella notte in cui veniva tradito prese del pane e dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo, dopo a ver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga” (1Corinzi 11,23-26)

P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE

COMUNIONE

PADRE NOSTRO

PREGHIERA SPONTANEA

P. Amiche e Amici:
Dio cammini con oi,
ma soprattutto,
cerchiamo noi
di camminare con Lui.
Comunità Cristiana di Base di Via Città di Gap, 13 – Pinerolo 26 aprile 2020.

Con gioia abbiamo condiviso questa celebrazione alcune persone della comunità nascente e con alcuni da Genova e dalla Germania.
Buona domenica a tutti e tutte.