BUSSA
AI NOSTRI CUORI
P. Saluto
all’assemblea
G. Assaporiamo
insieme la gioia di essere donne e uomini che cercano amore e
solidarietà.
T. O
Dio di Gesù, Tu hai deposto e acceso
nei
nostri cuori e nelle nostre menti
il
fuoco della vita e la torcia dell’amore.
Ci
hai regalato le ali dei sentimenti
perché
possiamo volare audaci verso la libertà.
Tieni
vivi in noi la consapevolezza dei Tuoi doni
e
il desiderio di una vita semplice e solidale.
G.
Ricorda sorella, ricorda fratello:
il
giorno in cui non sei più in cammino… la tua vita è finita.
T. O
Dio, Tu che cammini nelle vie del mondo
e
cerchi ospitalità nei nostri cuori,
bussa
a casa nostra e fai udire la Tua parola.
LETTURE
BIBLICHE
Predicazione
a cura di Ines Rosso
Abacuc
è profeta nel periodo precedente l’esilio (600 a.c.)
Abacuc
è il nome di un fiore, di una pianta. Un fiore ricorda i colori, i
profumi … qualcosa di bello, di vivo. E’ una parola viva. Un nome
che profuma di vita. E già questa è una cosa bella. Abacuc ha una
preoccupazione che è quella di un mondo nella disperazione. Dopo la
descrizione di una disperazione infinita, il suo piccolo libro di tre
capitoli termina con una preghiera positiva, una preghiera di
fiducia: dalla difficoltà della vita si passa alla fiducia nel
Signore. Le difficoltà della vita vanno a confluire nella gioia del
Signore.
Abacuc
3, 16-19. 16) Io sento questo rumore e sono profondamente
sconvolto: le mie labbra fremono, il mio corpo è indebolito, le mie
gambe vacillano. Aspetto in silenzio che il giorno dell’angoscia
colpisca il popolo che ci assale. 17) Anche se il fico non germoglia
più, le vigne non danno più uva, gli ulivi non producono niente. Se
i campi non forniscono raccolto, le greggi scompaiono dai recinti, i
buoi dalla stalle. 18) Io trovo la mia gioia nel Signore, sono felice
perché Dio è il mio salvatore. 19) Dio, il Signore è la mia forza,
egli rende i miei piedi agili come quelli delle cerve, mi fa
camminare sulle vette dei monti.
Dopo
un elenco di ciò che sembra la fine, il degrado, viene la fiducia.
Una fiducia che dà gioia, che dà forza. Dà forza per camminare
persino sulle alture. Le “alture” nel senso ebraico
rappresentano le difficoltà della vita. L’ andare in salita,
l’arrancare in salita tra le fatiche della vita. Ma, nonostante il
cammino in salita, ci dice Abacuc, Dio rende la camminata leggera e i
piedi agili. Il messaggio è che la fiducia in Dio paga e rende
felici.
Anche
nel nuovo testamento si parla spesso di fiducia che salva (che salva
dalla disperazione). Quanti passi del vangelo riferendosi
all’insegnamento di Gesù parlano della salvezza per fede: “La
tua fede ti ha salvato”. E’ necessario, quindi,
imparare una fiducia che restituisca la gioia, la felicità. Anche
tra le mille difficoltà della vita tornare, anche solo per un
momento a Dio, rende felici.
”Tornare
alla gioia di Dio è tornare alla gioia di essere se stessi,
dice Drewermann. È tornare a sapere chi siamo”. E
per Daniel Marguerat, nel
suo libro “La
preghiera salverà il mondo”, “è indispensabile, oggi
più che mai, ritagliare con regolarità spazi di meditazione dalla
vita frenetica che conduciamo, concentrarsi su di sé e porsi
davanti a Dio. Pregare, dice, non è tanto parlare a Dio quanto stare
di fronte a Lui lasciando che la preghiera ci trasformi
interiormente”.
INTERVENTI
LIBERI
- O Dio di Gesù, profeta degli oppressi e delle oppresse,
Dio
di tutte le persone baciate dal sole,
Tu
sei l’amorosa Madre del creato
che
accoglie le nostre lacrime e i nostri sorrisi.
- Accompagnaci, accompagnaci ancora e sempre:
Tu
conosci i deserti del mondo e dei cuori,
Tu
trasformi la steppa in terra feconda
E
fai in modo che la sabbia diventi una roccia.
- Solo Tu, Dio, che hai fatto spuntare la vita,
puoi
farci ritrovare i sentieri della felicità
quando
noi ci inoltriamo in vicoli ciechi.
Tu,
più impetuoso del vento, ci sospingi verso la vita.
- Ti preghiamo per chi non ha pace e giustizia,
per
chi non riesce ad uscire dalle prigioni
dell’illusione,
del denaro, dell’egoismo.
Per
chi cerca mani amiche e non le trova.
T. O
Dio, di’ ancora ogni giorno al nostro orecchio:
“Abramo
parti e va’… mettiti in cammino”.
Mettici
tra le mani la chitarra e le canzoni di Miriam,
perché
la nostra vita sia cammino tra la gente.
G. Facciamo
insieme memoria del pasto che Gesù celebrò con le sue amiche e i
suoi amici.
T. O
Dio di Gesù, oggi ricordiamo insieme quel pane spezzato. Gesù alzò
gli occhi al cielo come era solito fare quando parlava di Te. Il suo
cuore era in tempesta. Da te sperava l'aiuto per affrontare l'ultima
tappa del suo cammino di profeta fedele e appassionato. Spezzando ora
questo pane, noi ricordiamo che Tu hai accompagnato Gesù e
accompagni ciascuno e ciascuna di noi sui sentieri della
condivisione. Aiutaci a “spezzare”, a condividere ogni giorno
qualcosa di noi e di nostro. “Io infatti ho ricevuto dal Signore
quello che a mia volta vi ho trasmesso; il Signore Gesù nella notte
in cui veniva tradito prese del pane e dopo aver reso grazie, lo
spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate
questo in memoria di me”. Allo stesso modo, dopo a ver cenato,
prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza
nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di
me. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo
calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga”
(1Corinzi 11,23-26)
P. PREGHIERA
DI CONDIVISIONE
COMUNIONE
PADRE
NOSTRO
PREGHIERA
SPONTANEA
P.
Amiche e Amici:
Dio
cammini con oi,
ma
soprattutto,
cerchiamo
noi
di
camminare con Lui.
Con gioia abbiamo condiviso questa celebrazione alcune persone della comunità nascente e con alcuni da Genova e dalla Germania.
Buona domenica a tutti e tutte.