L'autogolpe del premier ungherese Orbán pieni poteri con l'alibi del virus
BERLINO - In nome e col pretesto della lotta al Coronavirus, la democrazia tramonta e viene surgelata virtualmente per sempre in Ungheria. Il Parlamento magiaro, seguendo i voleri del premier sovranista Viktor Orbán, gli ha concesso poteri eccezionali senza limiti di tempo: potrà prolungare senza limiti lo stato d'emergenza già in vigore, sciogliere l'assemblea legislativa quando vorrà, governare solo coi suoi decreti, abolire o irrigidire leggi esistenti, abrogare ogni elezione, introdurne di nuove, senza veri controlli degli altri poteri. E non è tutto: chi diffonde notizie ritenute fake news dal governo, anche critiche allo sfacelo della Sanità, sarà colpito con 5 anni di prigione.
A favore 137 voti (quelli della Fidesz, il partito di Orbán, e di alcuni deputati d'ultradestra), 53 contrari. E poi appena due ore dopo il capo dello Stato János Áder, uomo di fiducia del premier, ha firmato tutto: «È in regola con la Costituzione, al Parlamento resta il diritto formale di controllare l'operato dell'esecutivo, la Corte costituzionale ha il permesso di lavorare in smart working». In realtà Orbán adesso ha solo il dovere di informare con briefing-lampo il presidente della Camera e i capigruppo parlamentari, poi può fare tutto da solo.
L'Europa si divide. A Bruxelles, la Commissione ammonisce che «valuta ogni decisione d'emergenza presa a causa del coronavirus in base ai diritti dei cittadini, e ciò vale specie per queste scelte di Budapest». Ma i sovranisti, specie in Italia, fanno a corsa a lodare il premier magiaro. Salvini per primo gli ha augurato "buon lavoro", elogiando «la libera scelta democratica magiara». Giorgia Meloni ha affermato che «anche in Italia il governo ha poteri eccezionali e ha sospeso le elezioni». Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha subito risposto: «Noi vogliamo lottare contro il Coronavirus, i sovranisti ne approfittano per limitare e colpire libertà e diritti dei cittadini, ecco la differenza». Matteo Renzi ha dichiarato: «Sono sempre stato un fautore dell'integrazione europea, ma a questo punto la Ue dovrebbe espellere l'Ungheria di Orbán».
A Budapest, l'opposizione grida alla morte della libertà. «Orbán vuole governare come un militare e senza limiti di tempo né contropoteri», afferma l'ex premier europeista Ferenc Gyurcsány. Secondo Amnesty international, «stato d'emergenza e poteri eccezionali sono un duro colpo ai diritti umani». E i giornalisti ungheresi, già sottoposti a controlli censura e minacce, denunciano il nuovo colpo alla libertà d'informazione: «I media liberi ormai nella nostra patria sono caduti vittima del Coronavirus».
Andrea Tarquini
(la Repubblica 31 marzo)
BERLINO - In nome e col pretesto della lotta al Coronavirus, la democrazia tramonta e viene surgelata virtualmente per sempre in Ungheria. Il Parlamento magiaro, seguendo i voleri del premier sovranista Viktor Orbán, gli ha concesso poteri eccezionali senza limiti di tempo: potrà prolungare senza limiti lo stato d'emergenza già in vigore, sciogliere l'assemblea legislativa quando vorrà, governare solo coi suoi decreti, abolire o irrigidire leggi esistenti, abrogare ogni elezione, introdurne di nuove, senza veri controlli degli altri poteri. E non è tutto: chi diffonde notizie ritenute fake news dal governo, anche critiche allo sfacelo della Sanità, sarà colpito con 5 anni di prigione.
A favore 137 voti (quelli della Fidesz, il partito di Orbán, e di alcuni deputati d'ultradestra), 53 contrari. E poi appena due ore dopo il capo dello Stato János Áder, uomo di fiducia del premier, ha firmato tutto: «È in regola con la Costituzione, al Parlamento resta il diritto formale di controllare l'operato dell'esecutivo, la Corte costituzionale ha il permesso di lavorare in smart working». In realtà Orbán adesso ha solo il dovere di informare con briefing-lampo il presidente della Camera e i capigruppo parlamentari, poi può fare tutto da solo.
L'Europa si divide. A Bruxelles, la Commissione ammonisce che «valuta ogni decisione d'emergenza presa a causa del coronavirus in base ai diritti dei cittadini, e ciò vale specie per queste scelte di Budapest». Ma i sovranisti, specie in Italia, fanno a corsa a lodare il premier magiaro. Salvini per primo gli ha augurato "buon lavoro", elogiando «la libera scelta democratica magiara». Giorgia Meloni ha affermato che «anche in Italia il governo ha poteri eccezionali e ha sospeso le elezioni». Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha subito risposto: «Noi vogliamo lottare contro il Coronavirus, i sovranisti ne approfittano per limitare e colpire libertà e diritti dei cittadini, ecco la differenza». Matteo Renzi ha dichiarato: «Sono sempre stato un fautore dell'integrazione europea, ma a questo punto la Ue dovrebbe espellere l'Ungheria di Orbán».
A Budapest, l'opposizione grida alla morte della libertà. «Orbán vuole governare come un militare e senza limiti di tempo né contropoteri», afferma l'ex premier europeista Ferenc Gyurcsány. Secondo Amnesty international, «stato d'emergenza e poteri eccezionali sono un duro colpo ai diritti umani». E i giornalisti ungheresi, già sottoposti a controlli censura e minacce, denunciano il nuovo colpo alla libertà d'informazione: «I media liberi ormai nella nostra patria sono caduti vittima del Coronavirus».
Andrea Tarquini
(la Repubblica 31 marzo)