sabato 25 aprile 2020

RESTA UN LUNGO CAMMINO


Relazione tra chiesa cattolica e omosessualità
21 aprile

La conversazione di questa sera e un po' atipica nel senso che in questi momenti siamo presi tutti da problemi urgenti diversi.
Parlerò invece un po' della relazione che esiste tra chiesa cattolica e omosessualità, un tema che in questo periodo ha subito una eclisse teologica quasi che le urgenze abbiano un po' frenato la ricerca, la discussione, il dibattito su questo argomento così vitale. Siccome da 57 anni sono in relazione con persone omoaffettive che vivono la loro omosessualità cercando una relazione come credenti nella chiesa cattolica, oggi rispondo ad alcune domande che mi sono pervenute proprio con l'intento di dare vita ad alcune informazioni.

Ecco la prima: quando è cominciato nel cristianesimo il pregiudizio contro gli omosessuali?
Il pregiudizio contro gli omosessuali non è iniziato proprio nel cristianesimo. Il cristianesimo l’ha recepito dalle culture antiche dove soltanto le classi elevate avevano alcuni principi liberali, la cultura diffusa e vincente, sia nella cultura romana che in quella greca, era già molto omofobica.
il cristianesimo è subentrato ricevendo questo impulso dalla cultura in cui era immerso e soprattutto poi con il quarto secolo quando si è istituzionalizzata la chiesa è avvenuta una svolta drammatica anche per conto della formulazione dogmatica ancora successiva del peccato originale e di una certa allergia a tutto ciò che veniva rispetto all’affettività e alla sessualità.

Ma ora con Papa Francesco è cambiato qualcosa nella riflessione e nelle nella pastorale cattolica?
Ma devo purtroppo dire che grandi grandi e profondi cambiamenti non sono avvenuti tant'è che pochi mesi fa è stato pubblicato un documento cui è stata data grande importanza della Pontificia commissione biblica “Che cos'è l'uomo”. Ebbene avendo letto interamente queste lunghissime complesse pagine, ho trovato da pagina 157 l'elenco delle modalità trasgressive dell’amore e sto per dirvi quali sono le modalità trasgressive dell'amore secondo questo volume che rappresenterebbe nella chiesa cattolica una grande novità.
La prima trasgressione e l'incesto, la seconda trasgressione è l'adulterio, la terza trasgressione è la prostituzione, la quarta trasgressione è l'omosessualità. Dobbiamo dire che mettere l'incesto, l'adulterio, la prostituzione e l'omosessualità nello stesso livello mi sembra non certo un grande passo in avanti e quindi sotto questo aspetto dobbiamo sapere che i passi sono ancora lenti e pochi e soprattutto contraddittori.
Qualche bella dichiarazione “chi sono io per dare un giudizio” non basta a cambiare le cose e non basta nemmeno cercare un linguaggio della misericordia, della comprensione, perché bisogna andare alla radice del dissesto, alla radice di un errore antropologico e teologico.

Ecco la terza domanda è che fondamento hanno i testi biblici usati contro l’omosessualità?
Devo dire che i testi biblici sono veramente usati contro l'omosessualità perché i due testamenti sia in Genesi 19 sia Romani sono stati veramente presi così come suonano senza tener conto che dietro questi testi non c'è la cultura che abbiamo noi oggi della omoaffettività, di una relazione: c'è piuttosto la condanna degli abusi, delle violenze, delle perversioni. Questo sì, ma in modo più diffuso e soprattutto nel primo testamento come anche nelle lettere di Paolo c'è una messa in guardia contro il paganesimo che faceva del sesso libero e selvaggio. Allora quando noi leggiamo i cosiddetti testi che vengono citati contro gli omosessuali dobbiamo tener conto che essi vengono tutti scritti, a partire da quelli del levitico, in un contesto dove non c'è la minima percezione e non c'è il minimo riferimento alla realtà dell'omosessualità come ne intendiamo parlare noi oggi.
L'abuso della Scrittura, ma questo non è un fatto che riguarda soltanto l'omosessualità. Noi sappiamo che la Scrittura è stata usata contro le donne, è stata usata spesso contro gli stranieri; se tu prendi una frase così come suona, non la contestualizzi, puoi fare di Dio un assassino. Rispetto all’omosessualità si è avverato uno scatenamento di ricerche, di passi che sono stati stravolti, usati e rivolti contro gli omosessuali. Uno dei peccati più grandi possiamo dire che la chiesa cristiana ha compiuto e nella quale la chiesa cattolica ancora molto spesso persevera è l'abuso delle Scritture, l'utilizzo delle Scritture contro qualcuno, anziché la Scrittura presa nel suo annuncio di amore inclusivo di Dio.

Ancora una domanda: esiste una realtà di omosessuali e lesbiche credenti che vivono in piena libertà la loro identità e la loro fede?
Questo è il tentativo che molti credenti specialmente negli ultimi 50 60 anni, iniziarono quando si sono aperte le grandi lotte sociali su questi terreni. Devo dire che esistono finalmente dei credenti che hanno deciso quello che scrivevo ben 40 anni fa, di non chiedere permesso. Bisogna vivere la propria realtà senza chiedere permesso ad un autorità umana.
Siccome le scienze umane ormai hanno depennato l'omosessualità dal codice delle patologie è chiaro che la chiesa dovrà pure arrivare ad un certo punto a chiedersi come mai; ma il vero problema non sta tanto nell’aspettare, anche se è desiderabile che la chiesa a livello gerarchico cambi opinione, ma sta nel cambiare il nostro rapporto, cioè non avere più la mentalità di chi dipende e di chi deve chiedere permesso. Questo è importante per una chiesa dove ci siano donne e uomini che sanno avere il gusto e la pratica della libertà. Noi non possiamo accontentarci di una qualche strappata benedizione. No, anche nella chiesa ci deve essere il matrimonio paritario, come nella società civile. Dobbiamo chiederlo.
L'amore deve essere accettato, eterosessuale, omosessuale che sia L'amore di Dio è inclusivo. le categorie culturali, che sono ancora
del medioevo devono lasciare il posto ad una nuova libertà anche liturgica.

Un'ultima domanda le chiese cristiane riusciranno mai ad essere una casa ospitale per tutti e per tutte?
Questo è il problema che interessa veramente tutti e tutte noi e che fuoriesce dall’ambito della omosessualità delle donne lesbiche degli omosessuali dei queer dei bisessuali, ma il vero problema è che la chiesa finora ha fatto come un esame di buona condotta per l'appartenenza, come se fosse la detentrice dei confini e del territorio.
Ma la chiesa non ha altro compito se non quello di annunciare l'amore totalmente inclusivo di Dio.
Ebbene questo è un cammino ancora lento lento e che cos'è che serve? Serve una lettura biblica che denunci gli abusi sul testo biblico, serve anche un cammino psicologico di liberazione, servono nella catechesi cristiana e nella predicazione dei toni diversi che la smettano di dire compassione e accoglienza.
La chiesa o accetta la persona nella sua integralità umana affettiva, nella sua sessualità, nei suoi sentimenti, e nelle sue relazioni sane oppure è una casa per pochi, una casa dove c'è sempre qualcuno che si sente escluso. Quante sofferenze hanno provocato? la chiesa sovente è un luogo di esclusione che nega l'amore inclusivo di tutti.
Queste tematiche non sono marginali perché riguardano milioni e milioni di donne e di uomini che nella società, come nelle chiese, ancora soffrono di essere ai margini e quasi debbono chiedere perdono di essere a questo mondo.
Per farla breve, direi che la chiesa cattolica ufficiale è ancora prigioniera della ideologia del modello unico di famiglia e parla al singolare. Noi abbiamo elaborato il diritto al matrimonio paritario e la consapevolezza che la famiglia ora è coniugata al plurale.
Buona serata a voi arrivederci Ciao
Franco Barbero
(Trasposizione del vocale del 21 aprile a cura di Franca Gonella e Fiorentina Charrier).