Relazione
tra chiesa cattolica e omosessualità
21
aprile
La
conversazione di questa sera e un po' atipica nel senso che in questi
momenti siamo presi tutti da problemi urgenti diversi.
Parlerò
invece un po' della relazione che esiste tra chiesa cattolica e
omosessualità, un tema che in questo periodo ha subito una eclisse
teologica quasi che le urgenze abbiano un po' frenato la ricerca, la
discussione, il dibattito su questo argomento così vitale. Siccome
da 57 anni sono in relazione con persone omoaffettive che vivono la
loro omosessualità cercando una relazione come credenti nella chiesa
cattolica, oggi rispondo ad alcune domande che mi sono pervenute
proprio con l'intento di dare vita ad alcune informazioni.
Ecco
la prima: quando è cominciato nel cristianesimo il pregiudizio
contro gli omosessuali?
Il
pregiudizio contro gli omosessuali non è iniziato proprio nel
cristianesimo. Il cristianesimo l’ha recepito dalle culture antiche
dove soltanto le classi elevate avevano alcuni principi liberali, la
cultura diffusa e vincente, sia nella cultura romana che in quella
greca, era già molto omofobica.
il
cristianesimo è subentrato ricevendo questo impulso dalla cultura in
cui era immerso e soprattutto poi con il quarto secolo quando si è
istituzionalizzata la chiesa è avvenuta una svolta drammatica anche
per conto della formulazione dogmatica ancora successiva del peccato
originale e di una certa allergia a tutto ciò che veniva rispetto
all’affettività e alla sessualità.
Ma
ora con Papa Francesco è cambiato qualcosa nella riflessione e nelle
nella pastorale cattolica?
Ma
devo purtroppo dire che grandi grandi e profondi cambiamenti non sono
avvenuti tant'è che pochi mesi fa è stato pubblicato un documento
cui è stata data grande importanza della Pontificia commissione
biblica “Che cos'è l'uomo”. Ebbene avendo letto interamente
queste lunghissime complesse pagine, ho trovato da pagina 157
l'elenco delle modalità trasgressive dell’amore e sto per dirvi
quali sono le modalità trasgressive dell'amore secondo questo volume
che rappresenterebbe nella chiesa cattolica una grande novità.
La
prima trasgressione e l'incesto, la seconda trasgressione è
l'adulterio, la terza trasgressione è la prostituzione, la quarta
trasgressione è l'omosessualità. Dobbiamo dire che mettere
l'incesto, l'adulterio, la prostituzione e l'omosessualità nello
stesso livello mi sembra non certo un grande passo in avanti e quindi
sotto questo aspetto dobbiamo sapere che i passi sono ancora lenti e
pochi e soprattutto contraddittori.
Qualche
bella dichiarazione “chi sono io per dare un giudizio” non basta
a cambiare le cose e non basta nemmeno cercare un linguaggio della
misericordia, della comprensione, perché bisogna andare alla radice
del dissesto, alla radice di un errore antropologico e teologico.
Ecco
la terza domanda è che fondamento hanno i testi biblici usati contro
l’omosessualità?
Devo
dire che i testi biblici sono veramente usati contro l'omosessualità
perché i due testamenti sia in Genesi 19 sia Romani sono stati
veramente presi così come suonano senza tener conto che dietro
questi testi non c'è la cultura che abbiamo noi oggi della
omoaffettività, di una relazione: c'è piuttosto la condanna degli
abusi, delle violenze, delle perversioni. Questo sì, ma in modo
più diffuso e soprattutto nel primo testamento come anche nelle
lettere di Paolo c'è una messa in guardia contro il paganesimo che
faceva del sesso libero e selvaggio. Allora quando noi leggiamo i
cosiddetti testi che vengono citati contro gli omosessuali dobbiamo
tener conto che essi vengono tutti scritti, a partire da quelli del
levitico, in un contesto dove non c'è la minima percezione e non c'è
il minimo riferimento alla realtà dell'omosessualità come ne
intendiamo parlare noi oggi.
L'abuso
della Scrittura, ma questo non è un fatto che riguarda soltanto
l'omosessualità. Noi sappiamo che la Scrittura è stata usata
contro le donne, è stata usata spesso contro gli stranieri; se tu
prendi una frase così come suona, non la contestualizzi, puoi fare
di Dio un assassino. Rispetto all’omosessualità si è avverato uno
scatenamento di ricerche, di passi che sono stati stravolti, usati e
rivolti contro gli omosessuali. Uno dei peccati più grandi possiamo
dire che la chiesa cristiana ha compiuto e nella quale la chiesa
cattolica ancora molto spesso persevera è l'abuso delle Scritture,
l'utilizzo delle Scritture contro qualcuno, anziché la Scrittura
presa nel suo annuncio di amore inclusivo di Dio.
Ancora
una domanda: esiste una realtà di omosessuali e lesbiche credenti
che vivono in piena libertà la loro identità e la loro fede?
Questo
è il tentativo che molti credenti specialmente negli ultimi 50 60
anni, iniziarono quando si sono aperte le grandi lotte sociali su
questi terreni. Devo dire che esistono finalmente dei credenti che
hanno deciso quello che scrivevo ben 40 anni fa, di non chiedere
permesso. Bisogna vivere la propria realtà senza chiedere permesso
ad un autorità umana.
Siccome
le scienze umane ormai hanno depennato l'omosessualità dal codice
delle patologie è chiaro che la chiesa dovrà pure arrivare ad un
certo punto a chiedersi come mai; ma il vero problema non sta tanto
nell’aspettare, anche se è desiderabile che la chiesa a livello
gerarchico cambi opinione, ma sta nel cambiare il nostro rapporto,
cioè non avere più la mentalità di chi dipende e di chi deve
chiedere permesso. Questo è importante per una chiesa dove ci siano
donne e uomini che sanno avere il gusto e la pratica della libertà.
Noi non possiamo accontentarci di una qualche strappata benedizione.
No, anche nella chiesa ci deve essere il matrimonio paritario, come
nella società civile. Dobbiamo chiederlo.
L'amore
deve essere accettato, eterosessuale, omosessuale che sia L'amore
di Dio è inclusivo. le categorie culturali, che sono ancora
del
medioevo devono lasciare il posto ad una nuova libertà anche
liturgica.
Un'ultima
domanda le chiese cristiane riusciranno mai ad essere una casa
ospitale per tutti e per tutte?
Questo
è il problema che interessa veramente tutti e tutte noi e che
fuoriesce dall’ambito della omosessualità delle donne lesbiche
degli omosessuali dei queer dei bisessuali, ma il vero problema è
che la chiesa finora ha fatto come un esame di buona condotta per
l'appartenenza, come se fosse la detentrice dei confini e del
territorio.
Ma
la chiesa non ha altro compito se non quello di annunciare l'amore
totalmente inclusivo di Dio.
Ebbene
questo è un cammino ancora lento lento e che cos'è che serve?
Serve una lettura biblica che denunci gli abusi sul testo biblico,
serve anche un cammino psicologico di liberazione, servono nella
catechesi cristiana e nella predicazione dei toni diversi che la
smettano di dire compassione e accoglienza.
La
chiesa o accetta la persona nella sua integralità umana affettiva,
nella sua sessualità, nei suoi sentimenti, e nelle sue relazioni
sane oppure è una casa per pochi, una casa dove c'è sempre qualcuno
che si sente escluso. Quante sofferenze hanno provocato? la chiesa
sovente è un luogo di esclusione che nega l'amore inclusivo di
tutti.
Queste
tematiche non sono marginali perché riguardano milioni e milioni di
donne e di uomini che nella società, come nelle chiese, ancora
soffrono di essere ai margini e quasi debbono chiedere perdono di
essere a questo mondo.
Per
farla breve, direi che la chiesa cattolica ufficiale è ancora
prigioniera della ideologia del modello unico di famiglia e parla al
singolare. Noi abbiamo elaborato il diritto al matrimonio paritario e
la consapevolezza che la famiglia ora è coniugata al plurale.
Buona
serata a voi arrivederci Ciao
Franco
Barbero
(Trasposizione
del vocale del 21 aprile a cura di Franca Gonella e Fiorentina
Charrier).