mercoledì 29 aprile 2020

RICEVO DA SILVIA AIRAUDO: UN'OCCASIONE DI CONFRONTO

Carissime e carissimi,
vorrei condividere con voi questi pensieri che mi assillano in questo periodo di pandemia.
Quando il governo ha deciso per il lock down sono stata più che d'accordo.
Il sacrificio di un po' di libertà personale a favore della salute di tutti mi sembrava una cosa minima e doverosa, che si poteva fare, soprattutto considerando che gli ospedali non erano attrezzati ad una emergenza di questa portata.
Man mano però che passa il tempo, che ci si informa e si riflette non pensando più con “la pancia” mi sono posta alcune domande e non sono più d'accordo con questa modalità di contrasto al virus.
Intanto devo dire che questi bravi italiani che si sono adeguati - così sorprendentemente per tutti - alle regole, penso che lo abbiano fatto per una questione di paura. Penso che se il governo, per fare un esempio, avesse obbligato tutti a non prendere l'auto ma solo i mezzi pubblici, le biciclette per 2 mesi forse ci sarebbero state pià ribellioni, invece la paura aiuta a contenere un popolo e la paura magistralmente orchestrata dai media che, con le pubblicità incluse, da due mesi a questa parte non parla che di covid19 e di null'altro, ha saputo creare un clima di puro terrore.
E' indubbio che i morti per covid siano stati molti. Bisogna però anche considerare che probabilmente molte di queste persone con una salute gravemente compromessa sarebbero comunque morte. Diciamo che il covid probabilmente ha aiutato e anticipato il decesso.
Abbiamo tutti negli occhi i camion militari che portano via le bare dei defunti, queste immagini rimarranno nella nostra memoria, però...
però io mi domando come mai 26.000 (ventiseimila) bambini muoiono ogni giorno di fame (rapporto Unicef) nel mondo e nessuno si sconvolge. Si potrebbero fare tantissime cose, nessuno ne parla, nessuno se ne fa cruccio, nessuno pensa di fare un minimo per ovviare a questa bestemmia dell'umanità. Quando un virus tocca i Paesi del primo mondo invece si ferma tutto.
Non fraintendetemi, non voglio dire che non mi colpiscano i morti per covid ma mi domando perchè altri numeri ben più alti non sconvolgano nessuno, oltretutto si parla di bambini.
L'Italia è il primo Paese d'Europa (primato proprio nelle zone rosse covid) per morti per inquinamento da smog. Secondo Greenpeace in Italia ci sono circa 56.000 morti l'anno, secondo altre organizzazioni 80.000. Questo ha mai fermato le auto? Ha mai fatto paura?
L'emergenza c'è stata ed è stata grave e si spera che insegni che bisogna pagare le tasse, che bisogna essere onesti nell'utilizzo dei soldi pubblici, che bisogna pensare alla sanità statale non come ad un'azienda che deve guadagnare.
Soltando investendo sulla sanità pubblica si potranno avere posti e personale e presidi in grado di contenere pandemie e problematiche varie.
Però adesso mi dovete spiegare che differenza ci sia dal fare la coda fuori da una panetteria o da una farmacia o da un supermercato a farla davanti ad un altro tipo di negozio perchè io non lo capisco. Così come non ho capito come mai non si potesse uscire da soli per una passeggiata.
Così come penso alle persone che in questi giorni hanno partorito da sole, o sono morte sole, o alle famiglie con figli autistici o handicappati da gestire, o alle donne maltrattate, tutti lasciati soli per la nostra salute (sempre più importante di quella degli altri).
Ma anche la nostra salute non è così tutelata: pensiamo ai problemi che avranno molte persone a riprendere un minimo di attività dopo un così lungo e deleterio periodo chiuse in casa. Pensiamo alle depressioni...
Così come non capisco come mai i medici ora non ti facciano andare in studio per via del covid. Ok non ho il covid ma se ho qualcosa di grave? Qualcosa che mi fa star male? Null'altro conta più?
Temo che questo distanziamento sociale ci porterà nuove modalità di barriere sociali che saranno poi difficili da smantellare.
Pensate a quando si sentirà qualcuno dare un colpo di tosse o uno starnuto, per esempio....
Quello che non riesco a capire è fino a quando dovremo andare avanti con questa chiusura. Non saremo mica così ingenui da pensare che fra 4 o 5 mesi il virus sarà sconfitto? E se questo torna? E se ne arriva un altro peggiore? Sono tutte ipotesi possibili ma non dobbiamo essere terrorizzati.
Io ho 60 anni. Non so quanto mi resti da vivere ma vorrei vivere con i miei cari, con le mie amiche ed i miei amici non “morire sana” chiusa in casa per paura.
Scusate lo sfogo ma avevo bisogno di condividere questi pochi e confusi pensieri con voi. Spero di non essere fraintesa e non essere presa per un'insensibile senza cuore. Vi abbraccio con affetto e spero abbiate voglia di darmi qualche parere.

    Silvia