Carissime
e carissimi,
vorrei
condividere con voi questi pensieri che mi assillano in questo
periodo di
pandemia.
Quando
il governo ha deciso per il lock down sono stata più che
d'accordo.
Il
sacrificio di un po' di libertà personale a favore della salute di
tutti mi sembrava una cosa minima e doverosa, che si poteva fare,
soprattutto considerando che gli ospedali non erano attrezzati ad
una
emergenza di questa portata.
Man
mano però che passa il tempo, che ci si informa e si riflette non
pensando più con “la pancia” mi sono posta alcune domande e non
sono più d'accordo con questa modalità di contrasto al virus.
Intanto
devo dire che questi bravi italiani che si sono adeguati - così
sorprendentemente per tutti - alle regole, penso che lo abbiano
fatto
per una questione di paura. Penso che se il governo, per fare un
esempio, avesse obbligato tutti a non prendere l'auto ma solo i
mezzi
pubblici, le biciclette per 2 mesi forse ci sarebbero state pià
ribellioni, invece la paura aiuta a contenere un popolo e la paura
magistralmente orchestrata dai media che, con le pubblicità
incluse,
da due mesi a questa parte non parla che di covid19 e di
null'altro, ha saputo creare un clima di puro terrore.
E'
indubbio che i morti per covid siano stati molti. Bisogna però
anche
considerare che probabilmente molte di queste persone con una
salute
gravemente compromessa sarebbero comunque morte. Diciamo che il
covid
probabilmente ha aiutato e anticipato il decesso.
Abbiamo
tutti negli occhi i camion militari che portano via le bare dei
defunti, queste immagini rimarranno nella nostra memoria, però...
però
io mi domando come mai 26.000 (ventiseimila) bambini muoiono ogni
giorno di fame (rapporto Unicef) nel mondo e nessuno si
sconvolge.
Si potrebbero fare tantissime cose, nessuno ne parla, nessuno se
ne
fa cruccio, nessuno pensa di fare un minimo per ovviare a questa
bestemmia dell'umanità. Quando un virus tocca i Paesi del primo
mondo invece si ferma tutto.
Non
fraintendetemi, non voglio dire che non mi colpiscano i morti per
covid ma mi domando perchè altri numeri ben più alti non
sconvolgano nessuno, oltretutto si parla di bambini.
L'Italia
è il primo Paese d'Europa (primato proprio nelle zone rosse covid)
per morti per inquinamento da smog. Secondo Greenpeace in Italia
ci
sono circa 56.000 morti l'anno, secondo altre organizzazioni
80.000.
Questo ha mai fermato le auto? Ha mai fatto paura?
L'emergenza
c'è stata ed è stata grave e si spera che insegni che bisogna
pagare le tasse, che bisogna essere onesti nell'utilizzo dei soldi
pubblici, che bisogna pensare alla sanità statale non come ad
un'azienda che deve guadagnare.
Soltando
investendo sulla sanità pubblica si potranno avere posti e
personale
e presidi in grado di contenere pandemie e problematiche varie.
Però
adesso mi dovete spiegare che differenza ci sia dal fare la coda
fuori da una panetteria o da una farmacia o da un supermercato a
farla davanti ad un altro tipo di negozio perchè io non lo
capisco.
Così come non ho capito come mai non si potesse uscire da soli per
una passeggiata.
Così
come penso alle persone che in questi giorni hanno partorito da
sole,
o sono morte sole, o alle famiglie con figli autistici o
handicappati
da gestire, o alle donne maltrattate, tutti lasciati soli per la
nostra salute (sempre più importante di quella degli altri).
Ma
anche la nostra salute non è così tutelata: pensiamo ai problemi
che
avranno molte persone a riprendere un minimo di attività dopo un
così lungo e deleterio periodo chiuse in casa. Pensiamo alle
depressioni...
Così
come non capisco come mai i medici ora non ti facciano andare in
studio per via del covid. Ok non ho il covid ma se ho qualcosa di
grave? Qualcosa che mi fa star male? Null'altro conta più?
Temo
che questo distanziamento sociale ci porterà nuove modalità di
barriere sociali che saranno poi difficili da smantellare.
Pensate a quando
si sentirà qualcuno dare un colpo di tosse o uno starnuto, per
esempio....
Quello
che non riesco a capire è fino a quando dovremo andare avanti con
questa chiusura. Non saremo mica così ingenui da pensare che fra 4
o
5 mesi il virus sarà sconfitto? E se questo torna? E se ne
arriva un altro peggiore? Sono tutte ipotesi possibili ma non
dobbiamo essere terrorizzati.
Io
ho 60 anni. Non so quanto mi resti da vivere ma vorrei vivere con
i
miei cari, con le mie amiche ed i miei amici non “morire sana”
chiusa in casa per paura.
Scusate
lo sfogo ma avevo bisogno di condividere questi pochi e confusi
pensieri con voi. Spero di non essere fraintesa e non essere presa
per un'insensibile senza cuore. Vi abbraccio con affetto e spero
abbiate voglia di darmi qualche parere.
Silvia