accompagnamento di Marisa Orbecchi
24 gennaio 1928 - 19 aprile 2020
Dal diario della mamma: "Chi lascia eredità di affetti non muore dimenticato" perciò dico al mio sposo, alle mie figlie e a mio figlio, alle nipoti, alle bisnipoti, ai parenti, alle amiche, agli amici: al mio funerale piangete pure se vi fa piacere, ma non disperatevi perché la mia felicità è ricca di una gratitudine infinita per aver vissuto, insieme a tutti voi, la meravigliosa esperienza che Dio, o chi volete, offre a chi si rende disponibile a cercarne un senso.
La vita della mamma, come per tanti/e della sua generazione è stata una vita lunga e intensa: nata tra le due guerre, è passata attraverso il conflitto mondiale, ha vissuto il dopoguerra e la ricostruzione, ma ha saputo trarre anche dalle disgrazie e dai lutti tanta forza, energia, entusiasmo, coraggio che l'hanno accompagnata per tutta la sua vita e fino alla fine dei suoi giorni quando, con serenità, ha saputo accettare le fragilità della vecchiaia.
In questi giorni anomali e drammatici dove vediamo scomparire tante persone spesso senza il calore dei loro affetti, noi abbiamo avuto la fortuna di potere accompagnarla e stringerla in un tenero ed accogliente abbraccio.
E allora vogliamo celebrare la sua vita standole vicini anche in quest'ultimo tratto di strada prima di affidarla nella braccia amorevoli del Dio che sempre l'ha sostenuta ed ispirata in ogni giorno della sua esistenza terrena e che ora l'accoglie all'inizio della sua nuova vita.
Dal capitolo 14 del vangelo di Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via".
I discepoli e le discepole capiscono che Gesù sta per andarsene e il loro cuore è scosso: per seguirlo hanno lasciato tutto e hanno vissuto con lui per tre anni, spostandosi e facendo l’esperienza che la vera casa sono le relazioni e che le persone che amiamo abitano il nostro cuore. E ora Gesù chiede loro di fidarsi nuovamente "attraverso la mia vita e le mie scelte, abbiate fede in Dio": è la fiducia in un profeta che non li ha mai traditi, che adesso chiede di non lasciarsi prendere dalla paura e indica una direzione di speranza anche in un tempo buio. Gesù ci dice che la nostra casa è davanti a noi, è una meta che ci attende con certezza; allo stesso tempo è un posto da preparare, verso il quale noi siamo sempre persone in cammino. Marisa ha fatto sue queste parole: nella sua vita terrena ha tenuto fede a queste scelte, ha saputo con saggezza ed onestà costruire una solida ed accogliente casa fatta di dolcezza, tenacia, amore, fiducia, serenità, solidarietà, generosità. Nei suoi ultimi mesi "sazia di giorni" benediceva quanto aveva sempre ricevuto e si preparava per entrare nella casa del Signore.
O Dio della vita, ti ringraziamo per avercela donata.
dal Salmo 92
È bello dar lode al Signor
e cantare al tuo nome, o Altissimo,
annunciare al mattino il tuo amore
e la tua fedeltà ogni notte,
sulla lira a dieci corde e sulla cetra,
con la melodia dell'arpa!
Poiché tu m'hai rallegrato con le tue meraviglie, o Signore
io canto di gioia per le opere delle tue mani.
Come sono grandi le tue opere, o Signore!
Come sono profondi i tuoi pensieri!
Tu mi dai la forza del bufalo;
mi cospargi di olio fresco.
Il giusto fiorirà come la palma,
crescerà come il cedro del Libano;
quelli che sono piantati nella casa del Signore
fioriranno nei cortili del nostro Dio.
Porteranno ancora frutto nella vecchiaia;
saranno pieni di vigore e verdeggianti,
per annunciare che il Signore è giusto;
egli è la mia roccia, e non v'è ingiustizia in lui.
Alla fine dell'inverno, non c'è più l'inverno, ma la primavera.
Alla fine della notte, non c'è più la notte, ma l'alba.
Alla fine del cammino, non c'è più il cammino, ma la casa di Dio.
Alla fine della vita c'è ancora e sempre la vita.
Che la strada sia lieve ai tuoi piedi, il vento di Dio soffi leggero alle tue spalle, il sole brilli sul tuo volto, le piogge fecondino i tuoi pensieri e Dio ti custodisca nel palmo della sua mano
Ciao mamma, ciao nonna, ciao bis, ciao amica
Rivalta di Torino, martedì 21 aprile 2020