Prima
l’umano
Jacques Gaillot, vescovo di Partenia
Jacques Gaillot, vescovo di Partenia
Durante
un pranzo il mio vicino tavolo, che è prete, mi informa di aver
ricevuto una petizione per la firma: “Si chiede di anticipare
l’apertura dei luoghi di culto. Che ne pensi?”.
Questo tipo di richiesta mi provoca un moto di fastidio. Non sopporto che la Chiesa pensi a lei, si preoccupi di lei. L’emergenza è altrove. Sarebbe il colmo se i luoghi di culto potessero aprire prima di bar e ristoranti!
Questo tipo di richiesta mi provoca un moto di fastidio. Non sopporto che la Chiesa pensi a lei, si preoccupi di lei. L’emergenza è altrove. Sarebbe il colmo se i luoghi di culto potessero aprire prima di bar e ristoranti!
Non
è il culto ad essere la cosa principale. Né la pratica religiosa.
Ciò
che interessa di più all’uomo di Nazareth non è la religione, è
un mondo più umano, più solidale, più giusto.
La
sua felicità è vederci felici tutti, iniziando dagli ultimi. È
venuto per liberare gli oppressi. La sua missione è liberare, non
restaurare.
Essere
cristiani significa avere la passione dell’uomo.
Oggi
con la pandemia tante persone sono disoccupate, tante famiglie non
possono più pagare l’affitto,
tante
persone e i loro figli conoscono la fame, tante persone conoscono la
malattia e la solitudine...
Il
bel rischio della Chiesa è quello di stare al loro fianco. Senza
esitare. Senza aspettare. La Chiesa non è mai se stessa senza i
poveri.
Il
mio vicino aspetta la mia risposta: “Io sicuramente non firmerò
una richiesta del genere. L’importante non è ripartire come prima.
L’importante è andare verso i feriti della vita. Prima l’umano”.
Riflessione
pubblicata sulla pagina fb dell’autore il 28.04.2020
Traduzione
di Lorenzo TOMMASELLI