Pasqua
12 aprile
Questa
sera visto che siamo alla conclusione della festa pasquale in cui c'è
stata una ingordigia di ritualità e di spettacolarizzazione
religiosa, tra sindone reliquie della santa croce vorrei invece
concentrare un momento una riflessione sui dati essenziali del
messaggio della Pasqua un eccesso di video di messaggi crea in noi
l'esigenza di cercare poi di capire che cosa è essenziale e che
cos'è ritualità aggiunta. Non si può capire la Pasqua cristiana
se non si conosce la sua radice ebraica, come festa del passaggio
dalla schiavitù alla libertà, un passaggio mai finito nella vita
del mondo e nella vita delle persone.
La
Pasqua cristiana, che non può mai accantonare questa dimensione del
Dio che ci libera e che ci chiama ad essere attivi operai nella
liberazione dalle ingiustizie, ha poi concentrato tutto il messaggio
pasquale attorno alla Pasqua come risurrezione di Gesù, il passaggio
che Dio ha operato in Gesù dalla morte ad una nuova dimensione di
vita.
Gesù
non è finito nel nulla ma nella vita piena di Dio.
Dio
affida a noi il compito di proseguire questa sua opera cioè di far
vivere Gesù con la sua memoria il suo messaggio nella vita di ogni
giorno . In campo cristiano è nata una confusione tra linguaggi e
messaggi. Molti continuano nel mondo cristiano e nella pastorale
quotidiana delle nostre chiese, a leggere i cosiddetti racconti di
risurrezione, tanti e diversi tra di loro nei vari Vangeli, come
fossero delle vere e proprie cronache. Questi racconti costituiscono
il modo con cui gli scrittori dei Vangeli e Paolo vollero farci
percepire che il risuscitamento ad opera di Dio non era una
illusione. Essi avevano alle spalle una letteratura biblica in cui i
simboli, le immagini, le metafore, giocavano una partita importante.
Erano avvezzi più di noi a racconti a simboli.
E'
impossibile, anzi del tutto impossibile, che non distinguessero tra
mito, racconto, significato, noi spesso invece abbiamo perso questa
capacità di puntare al senso dentro un racconto simbolico. Se noi
leggessimo come cronache la vita di Abramo, di Isacco, di Esaù, di
Ester, di Giuditta cadremmo nel ridicolo. Dobbiamo imparare a vedere
nei racconti di risurrezione dove sta il significato. La tomba
vuota e le apparizioni sono due generi letterari per esprimere che in
Gesù Dio ha vinto la morte. Non è che i discepoli e le discepole
andarono e trovarono una tomba vuota con la pietra rotolata: questa è
la costruzione letteraria in cui si vuole trasmettere un messaggio:
non cercate Gesù tra i morti perché Dio ha operato in lui una
vita nuova.
Certo,
la risurrezione di Gesù non è la rianimazione del suo cadavere, che
può essere marcito come marcirà il nostro, ma è l'opera di Dio che
ha dato a lui una vita nuova in una dimensione diversa: la
risurrezione quindi è reale ma non fisica.
Chi
di mai potrebbe dire che Dio non è per noi una realtà? Ma Dio non
è fisicamente dimostrabile. Tutta la nostra fede non può fare
questo errore tragico di confondere la realtà con la fisicità.
Dio è realissimo ma non dimostreremo mai nemmeno la sua esistenza.
Il cristiano confessa per fede, e non per dimostrazione che, come è
stato per Gesù, anche per ognuno di noi la morte non ha l'ultima
parola.
Questo
messaggio della fede affida Dio ciò che solo Dio può fare. Ma la
risurrezione che tocca a noi oggi significa prendere questi giorni
della nostra vita e renderli a servizio della liberazione-
risurrezione. Si tratta di lavorare, di progettare qualcosa di
veramente altro da questa società che soffoca ogni progetto di
uguaglianza e di dignità di mezzo mondo.
Ma
come si può guarire da questa mania di leggere le Scritture come
cronaca? Si può guarire soltanto mediante una prassi competente,
rigorosa, aperta di lettura biblica. E' esattamente ciò che manca di
più nella chiesa. Tanti riti, tante leggende ,dal santo sepolcro
alla sindone ma pochissima lettura biblica ed allora si diventa
dipendenti dalle cronache dalle leggende, dai dogmi.
Esiste
nel circuito ecclesiale una vera tossicodipendenza dai dogmi. A mio
avviso, solo una liberante, rigorosa competente lettura della Bibbia,
con il cuore aperto e appassionato, ci renderà capaci di capire il
senso dell’azione che Dio ha compiuto in Gesù, una vita nuova per
sempre con lui. Questa è la sua storia che sarà la nostra, ma non
possiamo immaginare le modalità perché Dio ci accoglie in una
dimensione nuova, che non è quella del nostro corpo; è una
dimensione che sta nell'amore, nella creatività che è solo in mano
a Dio.
Ora
lasciando a Dio ciò che spetta solo a Dio, facciamo la nostra parte
come “figli e figlie della risurrezione”, incarnando uno stile di
vita in contrasto con i valori dominanti in questa società
buona
serata a voi Ciao Ciao.
Franco
Barbero
(
Trasposizione dal vocale del 12 aprile 2020 a cura di Franca Gonella
e Fiorentina Charrier)