giovedì 28 maggio 2020

Francia, bufera sulla Renault
piano per chiudere 4 fabbriche

PARIGI - Quattro fabbriche francesi di Renault potrebbero essere chiuse o riconvertite. La notizia, non ancora confermata, ha già provocato aspre critiche politiche all'indomani della concessione di un prestito garantito dallo Stato pari a 5 miliardi di euro. A rischiare di chiudere, secondo il quotidiano les Echos, sono gli stabilimenti più piccoli di Choisy-le-Roi, nella Marna, con 260 dipendenti, di Caudan, in Bretagna, e Dieppe, in Normandia, ognuno con 385 dipendenti. Nel piano di risparmi per 2 miliardi che Renault potrebbe annunciare a breve, sarebbe coinvolta anche la fabbrica di Flins, a nordovest di Parigi, con i suoi 2.600 lavoratori, dove vengono assemblate l'utilitaria elettrica Zoe e la Nissan Micra. In questo caso si tratterebbe di una riconversione.
L'indiscrezione mette in imbarazzo il governo, primo azionista di Renault con il 15% del capitale. «Saremo estremamente attenti, anche intransigenti, alla conservazione dei siti in Francia», ha affermato il premier Edouard Philippe. «E saremo estremamente esigenti perché in Francia dimori il centro mondiale di Renault per l'ingegneria, la ricerca, l'innovazione e lo sviluppo», ha insistito. Il leader della Cgt, Philippe Martinez, è già sul piede di guerra. «È una decisione impensabile» ha detto il leader sindacale che aveva chiesto garanzie occupazionali in cambio del prestito garantito dallo Stato. Per accedere ai 5 miliardi di liquidità il costruttore si è impegnato solo a non versare dividendi.
È probabile che il governo porrà condizioni più rigide sia per Renault che per Psa nel piano di rilancio per il settore automobilistico. a.g.
(la Repubblica 21 maggio)