venerdì 29 maggio 2020

GLI ULTRA' DI DESTRA ALL'ATTACCO

Le curve non bastano, serve la piazza gli ultrà di destra invadono la politica
L'unica defezione, per ora, è quella degli atalantini: nel loro tempio, la curva Nord, una volta sventolavano le bandiere del Che ma, negli anni, gli ultrà bergamaschi hanno sempre rivendicato di essere apolitici. Certamente incompatibili con un'iniziativa che nella politica (destra e estrema destra) ha invece il suo tratto distintivo, e da lì trae linfa. La notizia è questa: il 6 giugno a Roma andrà in scena la prima manifestazione politica nella storia degli ultrà in Italia. Non era mai successo. Il calcio per una volta - almeno ufficialmente - non c'entra. Migliaia di tifosi si sono dati appuntamento nella capitale per protestare contro la gestione dell'emergenza coronavirus, contro «chi ha distrutto il nostro Paese» e ha «ammazzato il lavoro». E quindi, in buona sostanza, contro il governo. Dalle curve alla piazza. Un'iniziativa sorprendente per chi conosce il mondo delle tifoserie, inedita non tanto nelle modalità quanto per i contenuti. Perché se è vero e lo è - che sia i promotori (gli ultrà del Brescia, Brigata Leonessa) sia le curve che hanno aderito (le vedremo tra poco) sono tutti accomunati da idee di estrema destra, va pure detto che non si erano mai visti i supporter organizzati del calcio schierarsi apertamente contro un governo. E per di più su temi che nulla hanno a che vedere con le partite, i campionati e gli stadi.
Ma andiamo con ordine. Tutto inizia tre giorni fa, quando da Brescia rimbalza sui siti sportivi e chat di tifosi un comunicato in stile-convocazione: il sedicente gruppo "Ragazzi d'Italia" chiama a raccolta tutte le formazioni ultrà che "hanno a cuore il bene e il destino del nostro Paese". L'appello, un po' a sorpresa - visto che sono i giorni in cui i vertici nazionali dello sport stanno discutendo la ripartenza del campionato - vira subito sul tema gestione emergenza coronavirus, lockdown e ripartenza dell'Italia. «La cosa è partita da noi di Brescia - scrivono i promotori - città massacrata dal coronavirus e umiliata, come tutte le città italiane, dall'inadeguatezza di questa classe politica». Poi i dettagli. «Abbiamo coinvolto in primis i nostri ‘nemici' bergamaschi e veronesi (le tifoserie di Brescia, Atalanta e Verona sono divise da una rivalità storica, ndr ) per poi espandere la richiesta a tutti ». Tutti vuol dire, al momento, oltre a quelli dell'Hellas Verona, gli ultrà di Lazio e Roma, Inter, Juve, tra gli altri. Curve controllate da gruppi di dichiarate simpatie di estrema destra, in alcuni casi - come Lazio e Verona - ideologie radicate ed esibite, tra saluti romani, cori inneggianti a Mussolini, Hitler e striscioni razzisti e antisemiti. Motivo del forfait degli ultrà dell'Atalanta. 
Che, prima con il leader Claudio Galimberti (detto "Bocia"), poi con un comunicato, hanno messo in chiaro: «La Curva Nord Bergamo mai sarà coinvolta in iniziative che non c'entrano con il mondo ultras ed è per questo che prendiamo le distanze da tutto questo. Ognuno - spiegano da Bergamo è sempre libero di pensare e agire come meglio crede, di partecipare ad ogni iniziativa che ritiene opportuna ma senza coinvolgere una curva che da sempre si è distinta per apoliticità e che ha fatto dell'unione la propria forza». Ma che corteo sarà quello del 6 giugno a Roma (quattro giorni dopo la kermesse sovranista e anti-governo della destra by Salvini e Meloni in nome dell' "orgoglio italiano")? Sentite che cosa dicono i "Ragazzi d'Italia": «Abbiamo chiesto a tutti di partecipare senza sciarpe o senza simboli ma con una maglietta bianca. Abbiamo riposto (momentaneamente) le rivalità storiche e gruppo dopo gruppo hanno aderito quasi tutti». Poi una curiosa citazione storica dall'Illiade. «Noi vogliamo essere il cavallo di Troia, perché abbiamo gente con testa e esperienza per esserlo. Dietro di noi ci sarà il popolo, i vostri amici artigiani, impiegati, disoccupati, padri e madri di famiglia che niente hanno a che fare con la curva ma che saranno difesi e rappresentati da noi». Insomma: gli ultrà come movimento di popolo. «Siamo pronti a tutto», è la sfida dei curvaioli. Una sfida dal chiaro sapore nazionalista. La propaganda ultrà corre sui social, dove sono stati postati video-spot che omaggiano lavoratori - in particolare infermieri e trasportatori - alle prese con lo tsunami del Covid 19 nelle città più colpite del Nord Italia. Il messaggio su Fb si chiude con un «dedicato a chi ha reso la nostra Italia lo splendido Paese che è oggi, e contro chi ha distrutto il nostro Paese. Riporteremo l'Italia al suo antico splendore. Il 6 giugno tutti a Roma… pronti a tutto». Radio curva fa sapere che dietro la sigla "Ragazzi d'Italia" si muovono gruppi e formazioni politiche nere molto note: da Forza Nuova (e i suoi fuoriusciti: Rete delle comunità forzanoviste) al Veneto Fronte Skinhead, da Lealtà Azione (presente nella curva nord dell'Inter) alla veronese Fortezza Europa (vicina alla curva dell'Hellas). Tra i pochi dubbi, ne spunta uno: niente sciarpe, Ma le mascherine?

Paolo Berizzi, La Repubblica 21 maggio