«Nascondere, nascondere, nascondere», l'autrice e la traduttrice
Il 16 marzo 2020, da Berlino, dove vive, la scrittrice cinese Yan Geling (classe 1958 e autrice del libro, tra gli altri, che ha ispirato il film di Zhang Yimou «I fiori della guerra»), scrive un saggio letterario sulla pandemia Covid-19. Prende in prestito tre parole da un'antica poesia della poetessa Tang Wan (1130-1156), «Nascondere, nascondere, nascondere» (Man, man, man), per descrivere l'atteggiamento delle autorità cinesi nei confronti di questa epidemia e le ingiustizie che hanno colpito alcuni dei suoi connazionali tra cui il dottor Li Wenliang. Pubblicato sul WeChat cinese, il saggio è stato rapidamente censurato. O meglio, gli organi della censura hanno bloccato la circolazione virale del saggio in formato «testo», ma non hanno potuto frenare la diffusione in formato "immagine". È stato poi ripreso da alcuni media della diaspora cinese tra cui il "China Digital Times» e il «Berliner Bericht». Il saggio consiste in una riflessione intima sulla crisi sanitaria legata all'epidemia Covid-1 9 in Cina e sull'importanza di individuare le responsabilità di una tragedia umana che, per propagazione geografica e moltiplicazione quantitativa, non è una fatalità. Il testo analizza la "cultura della dissimulazione", espressione utilizzata da Yan Geling in una recente conversazione, per designare le menzogne e le mancanze del sistema cinese e per indicare un certo modo tutto cinese (ma, al contempo, totalmente universale) di (non) affrontare l'evidenza della catastrofe» imminente. Il tema, d'estrema attualità, è espresso con grande finezza letteraria e perspicacia nel captare una certa realtà socio-politica e la psicologia umana. L'approccio rende il testo universale e particolarmente evocatore per la situazione italiana.
La traduttrice del testo è Lara Maconi, sinologa e tibetologa, e specialista di letteratura e di storia culturale sino-tibetana moderna. Ricercatrice associata presso il Centro di Ricerca sulle Civilizzazioni dell'Asia Orientale (Crcao) di Parigi, Lara insegna all'Istituto Nazionale di Lingue e Civilizzazioni Orientali (Inalco).
(Il Manifesto 22 aprile)
Il 16 marzo 2020, da Berlino, dove vive, la scrittrice cinese Yan Geling (classe 1958 e autrice del libro, tra gli altri, che ha ispirato il film di Zhang Yimou «I fiori della guerra»), scrive un saggio letterario sulla pandemia Covid-19. Prende in prestito tre parole da un'antica poesia della poetessa Tang Wan (1130-1156), «Nascondere, nascondere, nascondere» (Man, man, man), per descrivere l'atteggiamento delle autorità cinesi nei confronti di questa epidemia e le ingiustizie che hanno colpito alcuni dei suoi connazionali tra cui il dottor Li Wenliang. Pubblicato sul WeChat cinese, il saggio è stato rapidamente censurato. O meglio, gli organi della censura hanno bloccato la circolazione virale del saggio in formato «testo», ma non hanno potuto frenare la diffusione in formato "immagine". È stato poi ripreso da alcuni media della diaspora cinese tra cui il "China Digital Times» e il «Berliner Bericht». Il saggio consiste in una riflessione intima sulla crisi sanitaria legata all'epidemia Covid-1 9 in Cina e sull'importanza di individuare le responsabilità di una tragedia umana che, per propagazione geografica e moltiplicazione quantitativa, non è una fatalità. Il testo analizza la "cultura della dissimulazione", espressione utilizzata da Yan Geling in una recente conversazione, per designare le menzogne e le mancanze del sistema cinese e per indicare un certo modo tutto cinese (ma, al contempo, totalmente universale) di (non) affrontare l'evidenza della catastrofe» imminente. Il tema, d'estrema attualità, è espresso con grande finezza letteraria e perspicacia nel captare una certa realtà socio-politica e la psicologia umana. L'approccio rende il testo universale e particolarmente evocatore per la situazione italiana.
La traduttrice del testo è Lara Maconi, sinologa e tibetologa, e specialista di letteratura e di storia culturale sino-tibetana moderna. Ricercatrice associata presso il Centro di Ricerca sulle Civilizzazioni dell'Asia Orientale (Crcao) di Parigi, Lara insegna all'Istituto Nazionale di Lingue e Civilizzazioni Orientali (Inalco).
(Il Manifesto 22 aprile)