FEDE
E OMOSSESSUALITA’
Trentacinque
persone da diverse parti d’Italia: Genova, Foggia, Palermo, Torino,
Roma, Olbia, Pistoia… si sono collegate in video conferenza per
ascoltare la relazione di Don Franco Barbero e per condividere le
proprie riflessioni.
Don
Franco Barbero ha esordito dicendo che a tutt* noi interessa che
l’AMORE si possa esprimere in ogni sua forma e che ogni creatura ha
il diritto di amare pienamente chi desidera.
Nella
sua relazione ha menzionato i vari documenti ufficiali della Chiesa
cattolica, approvati purtroppo anche da papa Bergoglio, che
continuano a denigrare l’amore delle persone LGBTI fino a
paragonarlo all’incesto, alla prostituzione e all’adulterio, come
viene riportato nel libro:” Che cosa è l’uomo?” della
Pontificia Commissione Biblica (Ed. Libreria editrice vaticana), del
2019.
Franco
ha sottolineato che i passi delle Scritture bibliche, spesso
utilizzati per condannare l’omosessualità, costituiscono un
autentico abuso delle Scritture in quanto la Bibbia non è un
prontuario di ricette morali e i singoli testi vanno collocati e
letti dentro il contesto storico e culturale in cui sono stati
redatti.
Dopo
una questa carrellata di affermazioni antievangeliche e
antiscientifiche da parte della gerarchia cattolica, Don Franco
Barbero ha incoraggiato ciascuno/a di noi a venire allo scoperto
nelle parrocchie, nelle comunità di fede, per dare spazio ad un
profondo rinnovamento evangelico personale e comunitario. In realtà
alcuni presbiteri, operatori e operatrici ecclesiali si muovono in
una direzione costruttiva e costituiscono una presenza informata e
coerente, ma purtroppo ancora molto scarsa sul piano numerico.
Una
mamma ci ha raccontato che suo figlio, proprio a causa
dell’atteggiamento retrogrado, a 12 anni ha tentato il suicidio,
gettandosi dal secondo piano. Ma lei, ancor oggi, continua nella sua
parrocchia a portare testimonianza.
Molte
persone LGBTI non sentendosi accolte nella propria parrocchia
rischiano di perdere anche la fiducia in Dio. Questo non deve
accadere ed è necessario che tutt* ci diamo da fare in mille modi.
Dio non è la Chiesa e se non si mantiene questa distinzione, si
rischia che Dio non interessi più a nessun*
Da
alcuni partecipanti è nata l’esigenza di continuare in qualche
modo a sostenerci e specialmente a dare voce ai ragazz*LGBTI che in
prima persona vivono questa esperienza.
Si
proponeva, nel prossimo incontro, di invitare alcuni giovan* a
narrare la loro storia di vita all’interno della Chiesa o fuori di
essa per motivi vari. Chi desiderasse proporsi per questo intervento
lo comunichi a giorgio.grazia@gmail.com.
Tutt*
possono inviare proposte, riflessioni sulla serata vissuta insieme.
Ci
daremo un nuovo appuntamento in videoconferenza nel mese di giugno.
Un
affettuoso saluto a tutt*
Maria
Grazia Bondesan e Giorgio Violato