lunedì 4 maggio 2020

Per un islam italiano
Una scuola di cittadinanza per guide spirituali di fede musulmana a Firenze




Formare i ministri di culto ha costituito nei secoli un fecondo terreno di confronto e di sperimentazione per le religioni: l'ebraismo, le differenti declinazioni del cristianesimo, l'islam hanno dato vita a strutture, più o meno formalizzate, indirizzate a tale scopo. Le scuole rabbiniche, le madrase musulmane, i più recenti seminari cattolici, e istituti similari in ambito ortodosso e protestante, hanno svolto un ruolo fondamentale in tal senso.
Se però per ebraismo e cristianesimo in Europa tali percorsi formativi godono di una sedimentazione lunga molti secoli (cfr. Pastori pope preti rabbini. La formazione   del ministro di culto in Europa - secoli XVI-XIX, a cura di M. Sangalli, Carocci, Roma 2005), solo recentemente i paesi europei hanno cominciato a porsi il problema della formazione delle guide spirituali islamiche. È questione recente anche perché, meno in stati come Francia, Germania e Inghilterra, di più in un paese come il nostro, relativamente recenti sono e sono stati i flussi migratori da contesti islamici. La Germania, che ha comunque dalla sua una tradizione ininterrotta (a partire dalle riforme protestanti di età moderna) di formazione pubblica dei ministri di culto. tramite le facoltà teologiche. ha deciso di dare vita a progetti pubblici di formazione teologica anche delle guide religiose di fede musulmana, pur dovendo scontare la diffidenza delle locali comunità islamiche, nei confronti di progetti calati dall'alto.
In Italia, essendosi costituito nel 2015 presso il ministero dell`Interno il Consiglio per le relazioni con l'islam italiano, coordinato da Paolo Naso, e con la successiva sottoscrizione al Viminale del Patto nazionale per l'islam italiano, il 1° febbraio 2017, hanno cominciato a svilupparsi iniziative di formazione di questo tipo.
PERCORSI
Per citarne una, tra maggio e settembre del 20l7, la direzione centrale degli affari dei culti del medesimo ministero ha promosso a Ravenna un corso di formazione per guide spirituali di comunità religiose che non hanno stipulato Intese con lo stato italiano, non limitato dunque a quelle islamiche, teso a permettere di accostare maggiormente i partecipanti alla conoscenza delle basi dell`ordinamento repubblicano, con attenzione ai temi della libertà religiosa e alle interazioni con le istituzioni (cfr. Religione, immigrazione e integrazione. Il modello italiano per la formazione civica dei ministri di culto stranieri, a aura di P. Consorti, Pisa University Press, Pisa 2018).
Un percorso simile, ancorché non identico, è stato intrapreso nel corso del 2019 dall'Istituto Sangalli per la storia delle culture religiose di Firenze, ente laico e aconfessionale, impegnato, tra le altre cose, in azioni concrete indirizzate al dialogo tra religioni differenti, in ambito scolastico, universitario, a contatto con le comunità religiose e con vari attori all`interno della società italiana.
Il percorso non è identico innanzitutto perché l'iniziativa è partita da un'istituzione privata, attiva dal 2014, e che ha saputo aggregare intorno a sé enti pubblici, regione Toscana e Comune di Firenze, e la Fondazione Cassa di risparmio di Firenze, che ha deciso di cofinanziare il progetto, anche con l'erogazione di borse di studio per i partecipanti. Ma soprattutto l`iniziativa è nata in stretta collaborazione, sin dalle prime battute, con l`Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (UCOII), presieduta prima da Izzeddin Elzir, attuale imam di Firenze, e dal 2018 da Yassine Lafram: era imprescindibile il coinvolgimento di una delle più importanti associazioni islamiche del nostro paese, affinché il progetto potesse essere vissuto come un momento di condivisione e di 'costruzione' comune e non come una decisione presa dall'esterno. E la condivisione è stata totale: dall`individuazione del corpo docente alla selezione delle guide spirituali partecipanti al corso.
Tra queste, si è puntato a ottenere adesioni sia dagli imam sia dalle murshidat, le donne chiamate a insegnare e predicare, figure queste poco conosciute nel nostro paese, e più in generale in Europa, ma ben presenti e operanti all`interno dei paesi di fede musulmana. È stato pertanto selezionato un primo gruppo di dodici partecipanti, provenienti dal centro-nord Italia, nel quale l`elemento femminile raggiunge il 40% del totale dei corsisti e tra le donne buona parte lavora come mediatrice culturale all'interno delle carceri, nell'ambito di un progetto promosso dal ministero dell'Interno contro la radicalizzazione dei detenuti di fede musulmana.
"Formare per conoscere, conoscere per convivere. Religioni e cittadinanza" ha preso dunque il via a Firenze, nella sede dell`Istituto Sangalli, Sabato 25 gennaio 2020 e continuerà per sei sabati consecutivi.
Coordinato da Massimo Carlo Giannini e da Maurizio Sangalli, rispettivamente direttore scientifico e presidente dell`Istituto Sangalli, il progetto prevede otto moduli di lezioni frontali (ma anche di confronto diretto e di dibattito tra docenti e discenti): educazione alla cittadinanza; ebraismo e cristianesimo tra passato e presente; "Fare gli italiani" dall`unità a oggi; religioni e mass-media; sociologia e religioni; psicologia e religioni; sguardi sull'arte italiana. Si è ritenuto fondamentale offrire sia percorsi formativi alla cittadinanza, alla storia della cultura e della civiltà italiana, in modo da fornire ai partecipanti una serie di coordinate culturali essenziali e indispensabili all`esercizio di una cittadinanza democratica, ma anche spunti di riflessione relativi alle altre due grandi religioni monoteistiche, oggetto principale del lavoro di conoscenza e confronto portato avanti negli ultimi anni dall'Istituto Sangalli di Firenze.
Non solo, altri due sono i punti qualificanti di questo progetto, che si concluderà, per questa prima edizione, a fine marzo 2020: dei laboratori interculturali, curati da Luca Facchinelli e Cecilia Lamanna, esperti psicologi che hanno lavorato e lavorano nel mondo delle iniziative indirizzate al miglior inserimento degli immigrati nel contesto italiano. È una tre giorni di corso intensivo per insegnanti delle scuole medie inferiori e superiori della Toscana, che avranno la possibilità di confrontarsi con docenti universitari su temi come ebraismo, cristianesimo e islam oggi in Italia e in Europa: diritto e religioni; arte islamica; antropologia e culture in Africa, Asia e Americhe. Per terminare con un laboratorio che li vedrà dialogare con le guide spirituali che avranno appena concluso il corso e un incontro finale collegiale di dialogo e confronto con un rabbino, Amedeo Spagnoletto; un teologo cattolico, Brunetto Salvarani; e un imam, Yassine Lafram.
Un percorso di condivisione, conoscenza, fraternità e dialogo, quello che ha preso il via a Firenze il 25 gennaio 2020, con un'inaugurazione presso la sede del Consiglio regionale della Toscana e che ha visto anche la presenza di un rappresentante della Conferenza Episcopale Italiana, don Giuliano Savina, e ha avuto come momento `forte` la lectio magistralis dello storico e scrittore Alessandro Vanoli su Lo studio della storia come prospettiva per il dialogo.
Un percorso virtuoso che è auspicabile possa essere replicato anche in altre città e regioni del nostro paese. Un percorso inclusivo che ha volutamente puntato su figure, quale quella della guida spirituale e dell'insegnante, che quotidianamente si pongono, nei loro rispettivi ambiti operativi, come mediatori sul difficile cammino dell'integrazione ma allo stesso tempo come intermediari tra singoli, comunità e istituzioni pubbliche. Perché conoscersi, confrontarsi, aprirsi all'altro resta antidoto fondamentale contro le manifestazioni di odio e di razzismo, sia quelle che si palesano sempre più frequentemente con concreti atti discriminatori, sia quelle circolanti sui social media, non meno preoccupanti (cfr. C. Ferrini, O. Paris, I discorsi dell'odio. Razzismo e retoriche xenofobe sui social network, prefazione di M. Danesi, Carocci 2019).
Maurizio Sangalli, Docente di Storia moderna presso l'Università per stranieri di Siena. Presidente dell'Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose di Firenze.
(Mosaico di pace, marzo 2020)