Primo Piano Libri
La scommessa cubana
La salute pubblica e la ricerca scientifica a Cuba
L'ultraventennale collaborazione con l'università dell`Avana del fisico Angelo Baracca e gli studi sulle biotecnologie a Cuba della ricercatrice Rosella Franzoni sono alla base del saggio "Cuba: Medicina, Scienza e Rivoluzione 1959-2014" (ed. Zambon, 2019): un testo cronologicamente ineccepibile, meticolosamente descrittivo, chiaramente documentato con traduzione da un ricco repertorio bibliografico. Baracca descrive il cammino di Cuba da condizioni di estrema arretratezza a leader mondiale tra gli Stati in via di sviluppo in campo scientifico e nel trasferimento tecnologico Sud-Sud.
La piccola isola caraibica ha aiutato i paesi a basso reddito a sviluppare proprie capacità nella biotecnologia fornendo formazione tecnica e farmaci salvavita a basso costo.
Nella "Escuela Latino Americana de Medicina" studiano gratuitamente studenti di 122 paesi dell'America Latina, dell'Africa e dell'Asia a condizione che pratichino per cinque anni nel paese di origine o in paesi poveri. E la visita di tre Papi negli ultimi 15 anni ne è un riconoscimento!
Dal 2005 alle équipe mediche che già lavoravano e formavano medici in Venezuela e Bolivia, si aggiungono quelle che realizzano programmi sanitari completi in Belize. Repubblica Domenicana, Guatemala, Haiti, Honduras, Nicaragua e Paraguay. E poi i servizi di "cooperazione triangolare": Germania finanzia Cuba per sviluppo di sostegno sanitario in Niger e Honduras; Francia per Haiti; Giappone per vaccini ad Haiti e Usa per ospedale in Honduras, e altri.
Un report dell`Oms del 2016 riconosce che "i risultati di salute pubblica di Cuba si basano sul principio che la salute è un diritto della popolazione e sullo sviluppo delle seguenti aree: un sistema sanitario nazionale, la formazione delle risorse umane, lo sviluppo della ricerca e della produzione biofarmaceutica e la creazione di un programma internazionale di cooperazione sanitaria ed assistenza".
Sono questi i punti trattati dai due autori nelle 300 pagine del saggio. Baracca ripercorre l`iter degli oltre 60 anni dal gennaio 1959. Vittoria della rivoluzione, al 2014: i giovani e colti leader rivoluzionari perseguirono un obiettivo esposto da Fidel Castro nel 1960: "Il futuro di Cuba deve essere necessariamente un futuro di uomini e donne di scienza".
Si ripercorrono le politiche del governo cubano che hanno portato Cuba, dopo la fuga dell'intellighenzia all'inizio della rivoluzione, povera di risorse, in condizioni critiche di attacchi dal colosso statunitense, a sviluppare un sistema di scienze di base e ad applicarle al sistema sanitario simile a quello dei paesi più industrializzati. Con grande lungimiranza si è evitato che il sistema scientifico cubano dipendesse da un unico blocco politico ma ricavasse le proprie conoscenze da Stati più qualificati in quel settore ricercando la collaborazione con Francia. Italia, Spagna, Finlandia e, dalla presidenza Obama, anche con gli Usa. Con questi ultimi, dal 2015 ci sono accordi di cooperazione su politiche ambientali da decenni all'avanguardia a Cuba: biodiversità, cambiamenti climatici, protezione delle aree protette marine. Dal 1968 al 1973 furono create a Cuba scuole estive, guidate da fisici francesi. biologi italiani, scienziati sovietici che prepararono genetisti e biotecnologi cubani. Si sono raggiunti in tempi brevi livelli di valore internazionale nelle scienze biologiche, nella genetica e nello sviluppo delle biotecnologie.
Dal 2012 è stato creato il gruppo imprenditoriale BioCulmFarma, con 300 centri biotecnologici (nel 2013 aveva 21000 dipendenti) che si occupa di ricerca scientifica, produzione, servizi, marketing e altro e fornisce prodotti tecnologici d`avanguardia alla sua popolazione e vendite all'estero generando notevoli profitti.
Negli anni Novanta, superate le conseguenze della caduta dell'ex Urss, Cuba si è specializzata nel Campo delle biotecnologie. È riuscita a rilanciare così il proprio sviluppo, costruendo una "economia della conoscenza" divenuta pilastro e terzo cespite della propria economia generale.
Marisa Cioce
(Mosaico di pace, aprile 2020)
La scommessa cubana
La salute pubblica e la ricerca scientifica a Cuba
L'ultraventennale collaborazione con l'università dell`Avana del fisico Angelo Baracca e gli studi sulle biotecnologie a Cuba della ricercatrice Rosella Franzoni sono alla base del saggio "Cuba: Medicina, Scienza e Rivoluzione 1959-2014" (ed. Zambon, 2019): un testo cronologicamente ineccepibile, meticolosamente descrittivo, chiaramente documentato con traduzione da un ricco repertorio bibliografico. Baracca descrive il cammino di Cuba da condizioni di estrema arretratezza a leader mondiale tra gli Stati in via di sviluppo in campo scientifico e nel trasferimento tecnologico Sud-Sud.
La piccola isola caraibica ha aiutato i paesi a basso reddito a sviluppare proprie capacità nella biotecnologia fornendo formazione tecnica e farmaci salvavita a basso costo.
Nella "Escuela Latino Americana de Medicina" studiano gratuitamente studenti di 122 paesi dell'America Latina, dell'Africa e dell'Asia a condizione che pratichino per cinque anni nel paese di origine o in paesi poveri. E la visita di tre Papi negli ultimi 15 anni ne è un riconoscimento!
Dal 2005 alle équipe mediche che già lavoravano e formavano medici in Venezuela e Bolivia, si aggiungono quelle che realizzano programmi sanitari completi in Belize. Repubblica Domenicana, Guatemala, Haiti, Honduras, Nicaragua e Paraguay. E poi i servizi di "cooperazione triangolare": Germania finanzia Cuba per sviluppo di sostegno sanitario in Niger e Honduras; Francia per Haiti; Giappone per vaccini ad Haiti e Usa per ospedale in Honduras, e altri.
Un report dell`Oms del 2016 riconosce che "i risultati di salute pubblica di Cuba si basano sul principio che la salute è un diritto della popolazione e sullo sviluppo delle seguenti aree: un sistema sanitario nazionale, la formazione delle risorse umane, lo sviluppo della ricerca e della produzione biofarmaceutica e la creazione di un programma internazionale di cooperazione sanitaria ed assistenza".
Sono questi i punti trattati dai due autori nelle 300 pagine del saggio. Baracca ripercorre l`iter degli oltre 60 anni dal gennaio 1959. Vittoria della rivoluzione, al 2014: i giovani e colti leader rivoluzionari perseguirono un obiettivo esposto da Fidel Castro nel 1960: "Il futuro di Cuba deve essere necessariamente un futuro di uomini e donne di scienza".
Si ripercorrono le politiche del governo cubano che hanno portato Cuba, dopo la fuga dell'intellighenzia all'inizio della rivoluzione, povera di risorse, in condizioni critiche di attacchi dal colosso statunitense, a sviluppare un sistema di scienze di base e ad applicarle al sistema sanitario simile a quello dei paesi più industrializzati. Con grande lungimiranza si è evitato che il sistema scientifico cubano dipendesse da un unico blocco politico ma ricavasse le proprie conoscenze da Stati più qualificati in quel settore ricercando la collaborazione con Francia. Italia, Spagna, Finlandia e, dalla presidenza Obama, anche con gli Usa. Con questi ultimi, dal 2015 ci sono accordi di cooperazione su politiche ambientali da decenni all'avanguardia a Cuba: biodiversità, cambiamenti climatici, protezione delle aree protette marine. Dal 1968 al 1973 furono create a Cuba scuole estive, guidate da fisici francesi. biologi italiani, scienziati sovietici che prepararono genetisti e biotecnologi cubani. Si sono raggiunti in tempi brevi livelli di valore internazionale nelle scienze biologiche, nella genetica e nello sviluppo delle biotecnologie.
Dal 2012 è stato creato il gruppo imprenditoriale BioCulmFarma, con 300 centri biotecnologici (nel 2013 aveva 21000 dipendenti) che si occupa di ricerca scientifica, produzione, servizi, marketing e altro e fornisce prodotti tecnologici d`avanguardia alla sua popolazione e vendite all'estero generando notevoli profitti.
Negli anni Novanta, superate le conseguenze della caduta dell'ex Urss, Cuba si è specializzata nel Campo delle biotecnologie. È riuscita a rilanciare così il proprio sviluppo, costruendo una "economia della conoscenza" divenuta pilastro e terzo cespite della propria economia generale.
Marisa Cioce
(Mosaico di pace, aprile 2020)