martedì 26 maggio 2020

QUALE FUTURO PER I NOSTRI OSPEDALI?

Torre Pellice e Pomaretto: quale futuro per gli ospedali? 

Nelle ultime settimane la sanità del territorio è stata al centro del dibattito pubblico regionale avendo l'amministrazione piemontese istituito un gruppo di lavoro diretto dall'ex ministro della salute Ferruccio Fazio e appositamente finalizzato alla sua (ri)costruzione. Nel frattempo, resta alta, anche se non più drammatica, la pressione sulle strutture sanitarie impegnate a gestire un'epidemia che qui in Piemonte fatica ancora a frenare. Da questo punto di vista le strutture ospedaliere di Pomaretto e Torre Pellice si sono rivelate una risorsa importante per gestire le degenze di pazienti Covid 19 in via di guarigione e allentare il carico per l'ospedale di Pinerolo. 
E così si scrive un altro capitolo della lunga storia degli ospedali valdesi che inizia nei primi anni 20 del XIX secolo a Torre Pellice e nel 1839 a Pomaretto. Una storia fatta di successi e riconoscimenti, ma anche di fasi buie ed emblematiche di un declino della centralità della sanità pubblica, specialmente nelle zone più lontane dei grandi centri. 
 Nel 2003 gli ospedali valdesi sono stati ceduti alla regione Piemonte e sotto la giunta regionale di Roberto Cota, hanno rischiato addirittura la chiusura. 
Negli ultimi anni le strutture sono state in parte rilanciate e trasformate utilizzandole come Cavs(centri di continuità assistenziale a valenza sanitaria). 
Nel mese di aprile l'Asl To3  ha avviato il percorso per adattare alle nuove esigenze gli ex Ospedali  valdesi di Pomaretto e Torre Pellice: si è partiti dalla verifica della situazione sanitaria, individuando i soggetti positivi interni alla struttura e procedendo al contenimento del focolaio. 
Successivamente entrambi i piani sono stati riconvertiti in reparti dedicati a pazienti covid 19 in fase post acuta, mantenendo al pianoterra una serie ridotta di altri servizi. Il personale è stato dotato di dispositivi di protezione individuale, sono state definite idonee aree per il cambio fra area di "sporco" e area di "pulito" "e definiti e separati percorsi puliti e sporchi. 
Alla fine di aprile erano 22 i pazienti ospitati a Pomaretto, mentre 16 si trovavano a Torre Pellice. 
L'Asl To3 ha comunicato che la  degenza dei pazienti è stata proficua e ben gestita e circa un terzo dei pazienti erano in via di guarigione nel momento in cui è stato scritto l' articolo. 
Fondamentale in quest' ottica la gestione di percorsi separati, problema che si è rivelato assai spinoso in diverse strutture della nostra regione. Aldilà del presente di emergenza è lecito domandarsi quale futuro si sta progettando per due presidi storicamente punti di riferimento del territorio, dopo anni di difficoltà e  insicurezze. La situazione odierna ha messo in luce l'urgenza che necessita di strumenti in grado di soddisfare la richiesta di salute a livello capillare e strutture come Pomaretto e Torre Pellice potrebbero rappresentare ottimi punti di partenza. Al momento non è dato sapere di più, ma se la sanità di territorio vuole davvero ripartire e far fronte a esigenze sanitarie sempre più urgenti dovrà inevitabilmente ripensare anche a queste strutture. 

L'Eco delle valli Valdesi 13 maggio