Torre Pellice e Pomaretto: quale futuro per gli ospedali?
Nelle
ultime settimane la sanità del territorio è stata al centro del
dibattito pubblico regionale avendo l'amministrazione piemontese
istituito un gruppo di lavoro diretto dall'ex ministro della salute
Ferruccio Fazio e appositamente finalizzato alla sua (ri)costruzione.
Nel frattempo, resta alta, anche se non più drammatica, la pressione
sulle strutture sanitarie impegnate a gestire un'epidemia che qui in
Piemonte fatica ancora a frenare. Da questo punto di vista le strutture
ospedaliere di Pomaretto e Torre Pellice si sono rivelate una risorsa
importante per gestire le degenze di pazienti Covid 19 in via di
guarigione e allentare il carico per l'ospedale di Pinerolo.
E
così si scrive un altro capitolo della lunga storia degli ospedali
valdesi che inizia nei primi anni 20 del XIX secolo a Torre Pellice e
nel 1839 a Pomaretto. Una storia fatta di successi e riconoscimenti, ma
anche di fasi buie ed emblematiche di un declino della centralità della
sanità pubblica, specialmente nelle zone più lontane dei grandi centri.
Nel 2003 gli ospedali valdesi sono stati ceduti alla regione Piemonte e
sotto la giunta regionale di Roberto Cota, hanno rischiato addirittura
la chiusura.
Negli
ultimi anni le strutture sono state in parte rilanciate e trasformate
utilizzandole come Cavs(centri di continuità assistenziale a valenza
sanitaria).
Nel mese di aprile l'Asl To3 ha avviato il percorso per
adattare alle nuove esigenze gli ex Ospedali valdesi di Pomaretto e
Torre Pellice: si è partiti dalla verifica della situazione sanitaria,
individuando i soggetti positivi interni alla struttura e procedendo al
contenimento del focolaio.
Successivamente entrambi i piani sono stati
riconvertiti in reparti dedicati a pazienti covid 19 in fase post acuta,
mantenendo al pianoterra una serie ridotta di altri servizi. Il
personale è stato dotato di dispositivi di protezione individuale, sono
state definite idonee aree per il cambio fra area di "sporco" e area di
"pulito" "e definiti e separati percorsi puliti e sporchi.
Alla fine di
aprile erano 22 i pazienti ospitati a Pomaretto, mentre 16 si trovavano a
Torre Pellice.
L'Asl To3 ha comunicato che la degenza dei pazienti è
stata proficua e ben gestita e circa un terzo dei pazienti erano in via
di guarigione nel momento in cui è stato scritto l' articolo.
Fondamentale
in quest' ottica la gestione di percorsi separati, problema che si è
rivelato assai spinoso in diverse strutture della nostra regione. Aldilà
del presente di emergenza è lecito domandarsi quale futuro si sta
progettando per due presidi storicamente punti di riferimento del
territorio, dopo anni di difficoltà e insicurezze. La situazione
odierna ha messo in luce l'urgenza che necessita di strumenti in grado
di soddisfare la richiesta di salute a livello capillare e strutture
come Pomaretto e Torre Pellice potrebbero rappresentare ottimi punti di
partenza. Al momento non è dato sapere di più, ma se la sanità di
territorio vuole davvero ripartire e far fronte a esigenze sanitarie
sempre più urgenti dovrà inevitabilmente ripensare anche a queste
strutture.
L'Eco delle valli Valdesi 13 maggio