Spero che nella celebrazione spropositata e tutta politica, cioè finalizzata a far tacere la destra, papa Francesco ponga l'ultima pietra del suo scandaloso monumento a papa Woytila.
E' anche la sua resa incondizionata alla chiesa reazionaria e immobilista che, delle sue parole spirituali e delle sue lotte utopiche, si fa un baffo.
Il successo delle destre cattoliche é rendere immobile la chiesa a livello di scelte strutturali, teologiche e pastorali: un successo ormai ottenuto perché papa Francesco accudisce le pecore, ma l'ovile è malato e infetto, perché non si cambia l'aria.
Contento lui che parla a sinistra e governa una struttura di destra e tutti ormai tornano a casa felici e gaudenti.
Spero che Francesco si ricordi delle Madri di Plaza de Maio per le quali la gerarchia fu complice dell'assassinio dei figli desaparesidos.
Spero che si ricordi di quella blasfema benedizione e di quella comunione solenne date al dittatore Pinochet presentato ufficialmente e legittimato alla Moncada. Conservo una fotografia di quell'evento funesto e offensivo per tutto il popolo cileno.
Spero che Francesco si ricordi della crudele e ignorante persecuzione di questo custode dell'ortodossia su donne, aborto, contraccezione, omosessualità, copertura degli abusi sui minori, persecutore dei teologhi della liberazione, per altro poco pericolosi e tutti rientrati all'ovile, e molto più persecutore dei teologi europei e asiatici che mettevano in questione i nodi della cristologia, del papato, della transustanziazione, dell'intera costruzione dogmatica.
Questo "santo magno" va ricordato come grande nemico della ricerca teologica e come il promotore di quel ridicolo e dogmatico catechismo della chiesa cattolica tutt'ora in vigore e confermato da Francesco.
Spero che papa Francesco ricordi che Woytila fu il cancellatore del Concilio, il consolidatore della chiesa cattolica più reazionaria, quella polacca, e fu il vero promotore del più becero madonnismo e della scelta di una curia scandalosa e affarista e di un episcopato obbediente ai suoi ordini.
Il resto è fumo negli occhi. Con questo elogio papa Francesco, senza volerlo, ma ben consapevole, sa che anche lui sarà "santo subito".
Il potere non perdona. Anche una persona buona come Bergoglio, alla fine, passo dopo passo, si è allineato predicando giustizia e libertà, ma tutto interno alle dinamiche dei sacri palazzi . Questo è il mio saluto affettuoso e sincero a papa Francesco.
Franco Barbero