Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo
NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA
N°69 giugno '20
In evidenza:
INCONTRI COMUNITA' IN VIDEOCONFERENZA
- 2, 9, 16, 23 e 30/6: gruppi biblici
- 7, 14, 21 e 28/6: eucarestie
- 28/6: assemblea comunitaria
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
- Gruppo amicizia islamo - cristiana
- Comunità cristiane di base
RECENSIONI E SEGNALAZIONI
- P. Prini, Lo scisma sommerso…SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
DALLA NOSTRA COMUNITA'
- Questa comunità
APPUNTAMENTI DI COMUNITA' IN VIDEOCONFERENZA
(NB: per partecipare a gruppi biblici ed eucarestie è necessario chiedere di essere inseriti nell'indirizzario a cui viene inviato il link, scrivendo a francagonella49@gmail.com)
MAR 2 GIUGNO h 20:45 – Gruppo biblico: prepara Franco Barbero su Matteo 24.
DOMENICA 7 GIUGNO h 10 – Eucarestia: predicazione e canone Franco Barbero.
MAR 9 GIUGNO h 20:45 – Gruppo biblico: prepara Gilda Pozzato su Matteo 25.
DOMENICA 14 GIUGNO h 10 – Eucarestia: preparano Stefania P. e Esperanza O..
MAR 16 GIUGNO h 20:45 – Gruppo biblico: prepara Francesco G. su Matteo 26.
DOMENICA 21 GIUGNO h 10 – Eucarestia: pred.. Francesco G., canone Franca G.
MAR 23 GIUGNO h 20:45 – Gruppo biblico: prepara Esperanza O. su Matteo 27.
DOMENICA 28 GIUGNO h 10 – Eucarestia: predicazione di Ada Dovio, canone di Franca Gonella. A seguire assemblea comunitaria
MAR 30 GIUGNO h 20:45 – Gruppo biblico: prepara Walter Primo su Matteo 28.
ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero
MERCOLEDI' 3 GIUGNO alle ore 17:30 a Pinerolo: presso il giardino antistante la parrocchia di San Lazzaro, ci incontreremo per un momento di riflessione comune sulla vicenda della comunità di Bose, anche per produrre un documento costruttivo che esprima fiducia nel dialogo interno già in atto.
VENERDI' 19 GIUGNO alle ore 21 a Torino: incontro in videoconferenza con una parrocchia toscana sul tema "Una fede amica della vita".
MERCOLEDI' 24 GIUGNO alle ore 21 – Gruppo giovani: incontro in videoconferenza. Per info: Daniele e Francesco Melillo (333/2572941 - 334/7539956).
NB: le altre date sono da definire (si invita a seguire il blog di Franco Barbero).
NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI
Gruppo dell'amicizia islamo-cristiana di Pinerolo
Continua il ciclo di trasmissioni radiofoniche sul tema "Fede e sfide. Dialoghi tra religioni nel tempo presente" che, come gruppo dell'amicizia islamo-cristiana di Pinerolo, abbiamo proposto a Radio Beckwith (se utilizzate internet basta entrare nel sito della radio www.rbe.it, cliccando su "diretta"; se usate la radio la frequenza cambia in base alla zona: 87,8 FM per val Pellice, 88 FM per val Chisone, ecc…. trovate tutto sul sito internet di radio Beckwith).
Dal 16 febbraio al 31 maggio, sono ormai già 16 le puntate andate in onda ogni domenica alle ore 16:30 (replica tutti i martedì alle ore 22). Il ciclo, che prevede 18 puntate, si concluderà domenica 14 giugno.
Ecco argomenti, relatori/trici e link ai podcast delle 5 trasmissioni andate in onda nel mese di maggio (NB: per chi ha meno consuetudine, si ricorda che basta cliccare o attivare il link e dopo aver letto un breve testo introduttivo si può cliccare più sotto sul pulsante "play" per attivare l'audio):
1) Dom 3/5/20: "Come leggiamo nelle varie tradizioni religiose i testi antichi che orientano il nostro cammino di fede_II parte: l'approccio delle comunità islamiche" [relatore: Adnane Mokrani, teologo musulmano, professore di studi islamici e di relazioni islamo-cristiane presso il PISAI (Pontificio Istituto di Studi Arabi e d'Islamistica) di Roma e professore di lingua araba e islamistica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma]: https://rbe.it/2020/05/06/islamiche-testi/
2) Dom 10/5/20: "Il fine vita nelle varie tradizioni religiose. Accanimento terapeutico, eutanasia e testamento biologico_I parte: l'elaborazione della tradizione buddhista" (relatrice: Elena Seishin Viviani, guida spirituale dell'Enkuji, tempio buddhista Zen Soto a Torino): https://rbe.it/2020/05/13/buddhismo-finevita/
3) Dom 17/5/20: "Il fine vita nelle varie tradizioni religiose. Accanimento terapeutico, eutanasia e testamento biologico_II parte: l'elaborazione della comunità valdese" (relatore: Gianni Genre, pastore valdese di Pinerolo): https://rbe.it/2020/05/21/fine-valdese/
4) Dom 24/5/20: "Il dopo morte e la vita eterna nelle nostre tradizioni religiose_I parte: l'approccio della tradizione cristiana" (relatore: don Paolo Scquizzato, responsabile per l'Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Diocesi di Pinerolo): https://rbe.it/2020/05/29/cattolica-morte/
5) Dom 31/5/20: "Il dopo morte e la vita eterna nelle nostre tradizioni religiose_II parte: l'approccio della tradizione islamica" (relatore: Rouass Najib, vicepresidente della Federazione Islamica di Lombardia, in contatto con la comunità islamica pinerolese) https://rbe.it/2020/06/01/fine-islam/
Segnaliamo le ultime 2 trasmissioni che saranno trasmesse nel mese di giugno:
6) Dom 7/6/20: "Il dopo morte e la vita eterna nelle nostre tradizioni religiose_III e ultima parte: conclusioni" (relatore: don Paolo Scquizzato, responsabile per l'Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Diocesi di Pinerolo)
7) Dom 14/6/20: "L'amore diverso. LGBT e il male dell'intransigenza" (relatori: Gianni Genre, pastore valdese di Pinerolo, e don Paolo Scquizzato, responsabile per l'Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Diocesi di Pinerolo). Si tratta del tema che i relatori avrebbero dovuto affrontare il 27 febbraio nel penultimo incontro del ciclo "Discorsi a tavola: cene con riflessioni ecumeniche", rimandato a data da destinarsi a causa dell'emergenza covid19.
Ricordiamo che i files audio di ognuna di queste trasmissione verrà resa disponibile come podcast scaricabile sul sito di radio Beckwith (www.rbe.it) dopo la replica del martedì.
Comunità cristiane di base nazionali
Sabato 20 giugno alle ore 16 si svolgerà in videoconferenza la riunione del collegamento nazionale, utilizzando la piattaforma zoom. L'ordine del giorno prevede i seguenti punti:
- Vita comunitaria e Covid-19
- Seminario nazionale delle CdB: date, organizzazione, incontri preparatori
- Proposta della comunità di via Città di Gap sul prossimo Sinodo della Chiesa cattolica
- Varie ed eventuali
RECENSIONI E SEGNALAZIONI (a cura di Franco Barbero)
Pietro Prini, Lo scisma sommerso
‟Oggi il pubblico dei credenti è troppo estraneo dalla capacità e dal gusto di trattare i problemi quotidiani della propria condotta personale sul piano dei principi e delle regole disciplinari o con l'artificio raffinato delle analisi dei casi e delle circostanze. D'altro lato ci si lascerebbe sfuggire l'importante novità di quel mondo di valutazioni e di comportamenti pratici che si viene manifestando nel popolo dei credenti in maniera sempre meno facilmente contestabile, se ci si limitasse a qualificarli, come fino ad ora hanno fatto molti sociologi, come altrettante forme dell'allontanamento o dell'uscita dalla comunità ecclesiale o, in generale, dall'ortodossia e dalla pratica cattolica. Bisogna invece rendersi conto che siamo fronte, come ho già osservato, ad una specie di scisma. Non è uno scisma istituzionale, ossia tale da assumere, come è avvenuto spesso in passato, la forma di una società ecclesiale separata dalla Chiesa cattolica storicamente istituita. È piuttosto un distacco, semplicemente nascosto, o sommerso, di molti fedeli dalla soggezione agli insegnamenti della gerarchia ecclesiastica della quale non si accettano più posizioni dottrinarie o pratiche pastorali che si ritengono fuori dal tempo e dallo spazio della scienza; o, con espressione più precisa, inadeguate ad accogliere significati e valori dove la cultura meno contestabile di oggi non pare in contrasto con una presa di coscienza più autentica dei principi cristiani".
Questo scisma sommerso non può essere nascosto da ‟nessun affollamento di grandi piazze o di pellegrinaggi devoti o di giubilei millenari perché esso avviene nel nascondimento della coscienza dove si parla davvero con Dio" (pag. 55).
Perché, si domanda Prini, la gerarchia non capisce che si tratta di uno scisma sommerso in atto? Lucide parole profetiche, assolutamente disattese.
In libreria per Garzanti ed., Cernusco 1999, pp.77
SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE
Lettera al vescovo Derio Olivero
Carissimo vescovo Derio,
grazie di cuore per questa lettera aperta in cui si percepisce tutta la Sua profonda partecipazione umana personale. Non è una lettera tanto per scrivere, ma la trasmissione di un pensiero meditato e sentito. E' riuscito a trasmetterci l'urgenza che prova di fronte ad una necessità di cambiamento della nostra società ed anche della nostra chiesa.
Urgenza e cambiamento. Urgenza di un cambiamento. E' proprio questo il cuore della Sua lettera: "Non dobbiamo tornare alla Chiesa di prima. O iniziamo a cambiare la Chiesa in questi mesi o resterà invariata per i prossimi 20 anni".
Non un cambiamento qualsiasi, perché si sa, non tutti i cambiamenti sono proficui e benefici, alcuni rimangono solo cambiamenti di facciata, ma il cambiamento delle relazioni. Quelle che sono il fondamento della vita, che la sostengono. Le relazioni che permettono di modificare, di migliorare e talvolta di salvare la vita.
Nella Sua lettera ci sono parole che rappresentano un progetto dirompente: non dobbiamo tornare alla Chiesa di prima e dobbiamo sbrigarci o si sarà chiuso un tempo, avremo perso un'opportunità unica per dare un volto nuovo alla nostra Chiesa.
Le diciamo che questa urgenza ci ha fatto respirare una boccata d'aria fresca. Lei caro Derio, riveste una carica ufficiale e sentire un invito così pressante dal nostro vescovo, da chi rappresenta sul nostro territorio la Chiesa ufficiale ci ha fatto pensare con gioia che finalmente, (finalmente!) si sta creando lo spazio per muovere i primi passi in una chiesa che chiede con urgenza il cambiamento. Che bello!
Le voci in questo senso sono sempre state numerose, tuttavia provenivano e venivano portate avanti da singole parrocchie, da singoli preti, che isolatamente si sgolavano ed investivano la propria vita per essere ascoltati e senza esserlo quasi mai.
La Chiesa però si sa, si muove con lentezza, non ama le modifiche, teme i cambiamenti. Qualsiasi proposta di novità rivolta alla Chiesa porta già con se la risposta: "Ci vuole pazienza. Con calma, queste cose non avvengono cosi in fretta. I tempi per queste cose non sono ancora maturi".
In questo modo sono passati gli anni, i decenni... i secoli. E siamo giunti ad un punto in cui persino un papa che dà voce concretamente al vangelo e parla liberamente di chiesa povera è sentito come una grande novità, come un cambiamento. Quanto dovremo ancora aspettare per i cambiamenti? Perché essi continuano a fare paura e occorre tacere per non essere chiesa "eversiva"?
Rubiamo le Sue parole: "La chiesa è ripiegata su se stessa e sulla sua organizzazione." Nella Sua lettera Lei lancia la pietra: cambiamento affinché nelle nostre comunità ci sia cura degli altri, in cui le relazioni siano vere. Ci permettiamo di aggiungere: e perché tutti siano uguali.
Come fare perché queste parole non siano solo intenzioni su cui tutti inevitabilmente non possono che essere d'accordo? Come sgombrare il campo dal dubbio che non si tratti di un vogliamoci bene, ma che invece sia un inizio concreto, un passaggio dall'intenzione ai fatti, la traduzione dell'intenzione in realtà? La strada da percorrere è quella della concretezza.
Non che la nostra voce sia più importante di altre ma riflettendo su tutto ciò e proprio perché Lei si è rivolto a tutti noi, ci permettiamo di fare la nostra proposta. Vorremmo partire dalle donne. Questa componente della Chiesa, presente, assidua. Questa componente così poco ascoltata così "diversamente uguale" all'interno della società e purtroppo anche della Chiesa. L'Italia è un paese in cui l'opinione pubblica ha ritenuto di dover creare l'espressione "quote rosa" per designare il diritto delle donne ad avere cariche decisionali all'interno delle istituzioni. Noi pensiamo che sia una vergogna. Nessuno mai ha pensato di chiamare quote azzurre i ruoli destinati agli uomini.
La chiesa ufficiale ci tiene sempre, nei grandi discorsi, a sottolineare il ruolo delle donne al suo interno, al valore che esse hanno nella catechesi, nella preghiera.
Facendo bene attenzione però a non superare certi limiti. E' sempre ben tracciata una linea di demarcazione che noi non possiamo oltrepassare dove è scritto a caratteri cubitali "Tu ti devi fermare qui". Chissà se nessun uomo della Chiesa ufficiale ha mai pensato concretamente: "Se non ci fossero le donne come sarebbe la nostra chiesa?" Chissà se qualcuno ha mai pensato: "Se tutte le donne facessero sciopero all'interno della Chiesa?". Certo è una provocazione, ma riflettiamoci. Ci sentiamo di dire che sicuramente le chiese sarebbero più sporche, meno curate (perché sono in maggioranza le donne a svolgere questo servizio nelle parrocchie) ma soprattutto a messa mancherebbe il 70 % dei fedeli, per non dire poi tutti i bambini. Perché nella maggior parte delle famiglie sono le mamme che curano questo aspetto.
Non vogliamo addentrarci sul terreno teologico, che lasciamo a studiosi preparati, e restando sul pratico, partendo cioè dai piccoli passi, vorremmo giungere a due nostre piccole proposte
La prima è il permesso ufficiale all'interno della nostra diocesi che le donne leggano il Nuovo Testamento.
Non abbiamo infatti mai capito perché potessero leggere i Salmi, e tutto l'Antico Testamento ma assolutamente mai il Nuovo.
Quale è il problema? Come mai possiamo dare la Comunione, ma non leggere il Vangelo?
Non siamo forse tutti uguali davanti a Dio?
In realtà la domanda da porre sarebbe più radicale e cioè come mai le donne nella Chiesa Cattolica non possano presiedere la messa e l'eucarestia. Non possano diventare presbiteri. Lasciamo però qui da parte questo punto spinoso e che ci ridurrebbe all'immobilismo.
La seconda proposta concreta è che le donne nella nostra diocesi abbiamo uno spazio nella predicazione. Che esse possano dare un contributo concreto ed assumere la responsabilità delle meditazioni che vengono offerte alla comunità durante la messa.
E' tempo di passare all'opera, di compiere sì gesti concreti, ma ufficiali, che potrebbero essere presi ad esempio da altre parrocchie. Gesti ufficiali. Questo è il punto. Ci rivolgiamo quindi a Lei perché intervenga per avviare il cambiamento, per modificare questa realtà a nostro parere senza giustificazione plausibile. E' disposto a darci una mano? A mettersi dalla parte della componente femminile della Chiesa ad impegnarsi perché questi piccoli cambiamenti siano visibili nella nostra diocesi ed abbiamo una risonanza ufficiale?
Noi donne ci contiamo molto. Da sempre siamo costrette a rivolgerci agli uomini per ottenere ciò che dovrebbe essere legittimo e dovuto. Il diritto di voto ne è un esempio.
L'importante però è affrontare le difficolta superare gli scogli e camminare, andare avanti sul terreno dell'inclusione. Come Lei scrive nella sua lettera: "Non sprechiamo quest'occasione".
Caro vescovo Derio,
con l'augurio che la sua salute continui a migliorare e che Lei a poco a poco possa riacquistare le forze, La ringraziamo per la sua attenzione e per la Sua risposta.
Un caloroso e affettuoso saluto.
Manuela Brussino e Silvia Airaudo
Grandi manovre nella destra tradizionalista: Bose e dintorni
Nulla di grave è successo nella comunità monastica di Bose. La sua realtà comunitaria, solida e costruttiva, non aveva bisogno di un intervento vaticano così altisonante e imperioso. I normali problemi intercomunitari trovano soluzione con il normale dialogo.
Il vero problema è la prepotenza con cui il vaticano è intervenuto producendo gravi sofferenze a tutti indistintamente e a quanti nella chiesa cattolica e ben oltre avevano un riferimento positivo evangelico in questa comunità.
Che cosa penso?
Penso che si sia voluto coinvolgere papa Francesco in un momento particolarmente fragile e contraddittorio del suo ministero.
E' ben chiaro che qui è in atto una congiura della destra cattolica più reazionaria che cerca di destabilizzare questa ultima fase del pontificato di papa Francesco, usando ogni episodio anche locale per creare attorno a Francesco sconcerto e confusione. A Bose non c'è un'ombra di eresia o di dissenso.
La partita è totalmente altra e gli attori principali sono le destre cattoliche e politiche in forte espansione e la destra curiale piena di intrighi e tranelli. Questa destra ha già vinto alcune partite come la riammissione della messa tridentina, le indulgenze, la soppressione e la bocciatura delle migliori istanze del Sinodo panamazzonico e il NO totale al ministero delle donne.
Ma queste destre vogliono impedire che il Sinodo tedesco e quello australiano possano esprimere un sostanziale rinnovamento rispetto al ministero di uomini probati e di donne.
In sostanza vogliono dire chiaramente a papa Francesco che non si azzardi alla benché minima apertura. Queste destre reazionarie vogliono seppellire totalmente il Concilio Vaticano II e ricondurre tutta la chiesa cattolica al Concilio di Trento sotto l'aspetto dottrinale, disciplinare e ministeriale.
Forse ci rendiamo poco conto di quanto sia vasta questa rete di tradizionalisti, sovranisti, fondamentalisti e fascisti nel tessuto sociale ed ecclesiale.
Sono pieni di denaro e di finanziamenti dei più squallidi movimenti family day e dispongono di mezzi di comunicazione davvero potenti.
Ormai sono presenti in tutte le diocesi.
Dentro questo contesto si svolgono le grandi manovre dei cardinali all'insegna del motto: "E' meglio che ci teniamo pronti". Parlano e progettano rivolti al futuro conclave. Sanno ancora attendere, ma la rete cresce.
Per loro è importante che l'antipapa Ratzinger resti in vaticano come punto di riferimento e come ispiratore delle manovre di successione.
Se volete una documentazione precisa di tutta questa mano d'opera anti-evangelica leggete gli studi di Luigi Sandri su CONFRONTI 4-5-6 del 2020.
E noi che cosa possiamo fare?
1) Siamo nel dolore e vogliamo essere vicini alla comunità di Bose e ad Enzo Bianchi perché, pur nelle posizioni differenti sui grandi temi della cristologia, abbiamo sempre ritenuto positivo il loro impegno biblico ed ecumenico.
2) Dobbiamo chiedere ed esigere che venga allontanato dal Vaticano Joseph Ratzinger, la vera disgrazia di questa nostra chiesa, affinché cessi di fare dei guai come ispiratore e tessitore di progetti reazionari e perché, con enorme rispetto, venga collocato agli arresti domiciliari per i reati di complicità nel coprire gli abusi sui minori.
Qualcuno ricorderà che 7 anni e due mesi fa scrissi una lettera in cui esprimevo il mio presentimento dei danni che un antipapa avrebbe arrecato alla chiesa.
3) Non lasciamoci deprimere. Queste perfide manovre non possono spegnere la luce e la forza del Vangelo. Il Dio di cui Gesù ci ha dato testimonianza ci spinge a guardare avanti oltre il potere di questi molossi dell'ortodossia tridentina e a continuare dal basso la nostra umile testimonianza .
4) Ripeto: dal basso; ribadisco: dal basso.
Se ci aspettiamo che la chiesa rinasca da un trono, siamo degli illusi.....Tocca a noi credere che Dio fa sorgere donne e uomini profetici che già sono in mezzo a noi e ci invitano a camminare con fiducia verso il futuro.
Oggi a livello ufficiale cattolico è stata indetta la giornata mondiale di preghiere perché Dio liberi il mondo dalla pandemia. Vorrei procedere dopo una breve riflessione critica ad una proposta molto costruttiva. Esiste effettivamente la deviazione di credere in un Dio interventista che dall'alto dei cieli possa fare tutto, un Dio che esaudisce le nostre richieste, guarisce le malattie, punisce il male, premia il bene.
Allora se Dio esaudisce me, perché non ha esaudito il mio vicino di casa? Un Dio che guarisse A e ignora B è un Dio che veramente dobbiamo lasciarci alle spalle.
Oggi questa concezione del Dio elargitore della grazia è una perversione ancora abbastanza frequente. Dobbiamo proprio cambiare mentalità, cambiare prospettiva.
Abbiamo dimenticato quello che Gesù ci ha insegnato e che tutta la Bibbia ci conferma: si prega solo Dio.
Gesù ci ha insegnato a rivolgerci a Dio, non si è mai sognato di pregare qualche altro o di dire che pregassero lui. Gesù ha sempre fatto centro, come la Scrittura ebraica gli ha insegnato a pregare Dio. Siamo noi che poi nel corso dei secoli, mettendo un po' da parte Dio e mettendolo lassù come colui che dirige e comanda, abbiamo cominciato a pregare Gesù( cosa che gli avrebbe fatto drizzare i capelli)e poi come non bastasse la Madonna e poi i santi e poi inventare nel 12º 13º e poi 15º secolo il rosario e poi i santi come i tirapiedi di Dio che intercedano presso di lui.
Che devastazione che divagazione.
Oggi noi sappiamo bene che le malattie si curano con la medicina, sappiamo bene che le devozioni sono spesso delle idolatrie e quindi sarebbe molto bene che noi imparassimo a ritornare all'essenziale della preghiera.
Dio non ha bisogno di intercessori, di intermediari che essendo più vicino a lui gli presentino le nostre richieste.
Dietro un fiume di parole devozionistiche, abbiamo dimenticato che la preghiera parte da un profondo ascolto, da un silenzio. Cercare di praticare il silenzio come il tempo dell'attesa è una cosa formidabilmente importante. Quando noi preghiamo (e lo dico con rispetto per tanti modi diversi) la preghiera è alimento della fede. Come ci educhiamo ad una sana alimentazione, così bisogna educarci ad una sana e adulta alimentazione della fede.
Nel mio blog raccolgo spesso testimonianze di uomini e donne che pregano e vorrei dire a ciascuno di noi ti è per caso successo che hai smesso di pregare personalmente?
Certo in alcuni culti ti hanno fatto andar via la voglia di pregare, ma tu cerca dei riferimenti, una comunità con cui pregare insieme Anche nel passato tradizionale ci sono state esperienze da non buttare, certe preghiere in famiglia, certi momenti di ringraziamento e di lode a Dio prima del pasto.
Quando ero bambino io ricordo che, portandomi nei rifugi durante i bombardamenti, si pregava. Sapevamo bene che le bombe non le cacciava via Dio, però pregavamo per darci fiducia, per guardare avanti insieme e vorrei dire qualche cosa di molto costruttivo.
Come cercare le vie di una preghiera adulta, di una preghiera che faccia veramente maturare in noi la fede?. Il teologo Lenaers grande teologo i cui libri sono editi dall'Editore Massari in Italia scrive: "Che cos'è la preghiera? La preghiera è l'esperienza di un incontro più o meno cosciente con il Tu divino quali parole riempiano questo incontro e quale immagine aiutino ad esprimerlo è abbastanza secondario. Nella preghiera occorre trovare le immagini per fare il centro della questione le immagini però sono stampelle il centro della questione è l'incontro che abbiamo previsto con Dio. Abbiamo bisogno di linguaggi chi prega non vuole capire Dio vuole incontrarlo in un certo senso il linguaggio della preghiera, continua il teologo Lenaers, è simile al linguaggio degli innamorati perché è anche un meta linguaggio un linguaggio in cui le parole sono semplicemente la personificazione di rapporti e sentimenti e non hanno lo stesso ruolo che hanno nel linguaggio quotidiano. Sono la busta non la lettera che è in essa".
E un'altra bellissima riflessione la compì Agostino di Ippona e quindi siamo nel quarto secolo. "Davanti agli occhi del mio spirito volevo l'intero creato tutto ciò che ne possiamo scorgere ossia la terra, il mare, l'aria, gli astri, gli alberi, gli animali mortali e tutto ciò che ci rimane invisibile avvolte penetrata da ogni parte da te Signore che pure rimanevi in tutti i sensi unico mare che contenga nel suo interno una spugna grande a piacere però finita e ripiene evidentemente in ogni sua parte del mare immenso. Così concepivo la tua creazione finita e ripiena di te infinito dicevo ecco Dio ecco le creature di Dio".
Che bello questo tenere insieme il Dio e la creazione.
Ma dire Tu rivolgendosi a Dio è un modo adulto di pregare? A mio avviso esiste un Tu che quasi vuole essere la fotografia di Dio, come se fosse come un uomo o una donna, ma il Tu detto a Dio è un Tu funzionale alla relazione amorosa, che usa questo pronome personale come una cifra amorosa del mistero di Dio.
So bene che non è il Tu di mio padre, di mia madre, di un altro uomo, di una donna, coi capelli o calvo eccetera, in carne e ossa, non è il Tu dell'iconografia sacra. Sono linguaggi simbolici per indicare una relazione d'amore. Pensate questo Tu come suona spesso nella Bibbia nella varietà e nella pregnanza dei vari linguaggi allusivi e simbolici . "Tu buon pastore, Tu sole mio, Tu sorgente, Tu acqua che zampilla sempre, Tu pozzo, Tu fuoco che non si spegne, Tu energia che riempie il mondo, Tu custode dei miei giorni, Tu sapienza che mi guida ,Tu mio rifugio, Tu mio pastore, Tu mio custode, Tu difensore del povero dell'orfano, della vedova dello straniero, Tu tenero come un padre, Tu l'aquila che porta i suoi figli Tu il mio aiuto Tu che raccogli le lacrime, Tu che ascolti il grido, Tu che mandi la benedizione".
Nella bibbia ebraica il Tu non è sempre un teismo, non è la raffigurazione di una persona fisica, ma è un immaginario espansivo e affettivo. Chi dice "Tu Sei il pozzo" non ha l'immagine di uomo.
"Tu sei il pastore" non ha l'idea di fissare l'immagine di Dio; "Tu sei l'acqua" "Tu sei la sorgente". Qui non si definisce Dio, ma si allude a lui in una relazione di amore: è il tu di Gesù al Padre.
Scrive Molari in un recente libro: "il rapporto che si stabilisce, si sviluppa nella preghiera è di carattere strettamente personale perché termina alla realtà suprema e alla fonte della nostra struttura di creature. Non c'è alcun rischio di confusione. La creatura non è Dio. Nella preghiera Dio è accolto in modo eminente, più eccelso è più grande di tutte le sue creature".
Non c'è nessun linguaggio, nulla che dica tutto di Dio, le nostre sono espressioni allusive. Pensate al Salmo 131: Dio è colui che tiene noi in braccio come una madre tiene in braccio il bambino. Pensate al Salmo 8, il salmo della meraviglia, di questo Dio che ha creato le cose, di questo Dio che ci guarda e siamo noi di fronte a Dio.
Meraviglia, silenzio, ascolto poche parole spesso e di nuovo silenzio e di nuovo ascolto perché per fare un buon rifornimento bisogna che ci sia uno spazio vuoto dentro di noi. Ma pensate l'immaginario bello con cui un grande credente Arturo Paoli disse in una meravigliosa preghiera "o Dio tu sei il porto che attende ciascuno di noi".
Ecco allora che cosa volevo prefiggermi con questa riflessione. Educhiamoci ad una preghiera essenziale, liberante, una preghiera che non cambi la volontà di Dio, che cambi le nostre vite, che ci nutra che ci apra alla creazione, che ci apra alla solidarietà che apra le nostre mani i nostri cuori. Noi non preghiamo perché Dio ci esaudisca ma perché facciamo spazio alla ricerca della sua volontà e vogliamo cercare di compierla. Sì, la preghiera è fatta per cambiare la nostra vita, per accogliere il soffio leggero della volontà, voce di Dio e poi per prendere sul serio l'energia creativa di Dio che ci spinge a vivere con cura, con impegno, con gioia le nostre relazioni con le creature. La relazione con Dio sfocia e conduce necessariamente, se la nostra è una fede vera, ad aprirci a tutte le creature in un atteggiamento di compagnia umile e di solidarietà fattiva e calda. Vi auguro che questo Tu, che questi nomi che diamo a Dio, che questo approssimarci a Lui faccia crescere il senso del mistero, gli spazi del silenzio, gli spazi dell'ascolto, il tempo dell'attesa. E' in questo cammino che troviamo le creature alle quali stringere la mano perché nella compagnia di Dio c'è la compagnia di tutto il creato. Buona serata, buonanotte a voi amici e amiche.
Franco Barbero
(trasposizione messaggio audio del 14/5/20, a cura di F. Gonella e F. Charrier)
Dio e gli idoli
Credo che uno dei problemi più concreti con i quali ci troviamo a fare i conti è quella forma di secolarismo che cancella Dio dall'orizzonte della vita e dalla relazione dei viventi. Ma spesso l'azzeramento di Dio non conduce affatto alla eliminazione degli idoli.
Chi non ha un Dio in cielo può avere tanti idoli sulla terra. "Una pioggia di dei sta cadendo dal cielo sui riti funebri dell'unico Dio..." (Kolakowski]. Anzi lo "spazio" un tempo occupato dal Dio biblico può venire invaso da una legione di idoli che ci imprigionano nei loro "templi" e hanno i loro "santi". Intanto dimmi cosa compri, quando compri, quanto compri, come compri, dove compri e ti dirò esattamente chi sei o - meglio - chi credi di essere e quale "dio" adori.
Franco Barbero
DALLA NOSTRA COMUNITA'
· Auguri vivissimi a don Lorenzo di Firenze che il 28 di giugno compirà 100 anni.
· Stiamo vivendo una stagione così problematica ed impegnativa a livello mondiale che non pensavamo sopraggiungesse una tale pesantezza. Si aprono davanti a noi, senza adeguate risposte, numerosi spettri di miseria, di fame, di violenze, di razzismo e fascismo crescenti. Il cristiano non può estraniarsi o cercare vie di fuga. La solidarietà nelle relazioni interpersonali e l'impegno nel tessuto sociale e politico diventano percorsi necessari e intimamente connessi con il nostro cammino di fede.
· La nostra chiesa ufficiale è sotto ricatto. Le destre hanno fermato le più promettenti speranze che il Concilio aveva formulato. Papa Francesco è stato spinto ed ha ceduto a gravi compromessi. La madonna sostituisce la Bibbia, tante parole profetiche non trovano espressione nelle scelte pastorali... Ci sembra di rivedere rinvigorita la chiesa del Concilio di Trento.
· In questo contesto l'impegno della variegata realtà del dissenso costruttivo, deve esprimersi soprattutto dando voce e corpo, ad esperienze comunitarie di rigoroso impegno teologico e di concreta testimonianza evangelica.
· Non possiamo dismettere o disgiungere l'impegno di ricerca teologica dalle pratiche di solidarietà con chi perde lavoro, dignità e diritti. Siamo persone e realtà fragili, ma ognuno/a di noi può portare un contributo, un sassolino perché la giustizia prevalga sulle crescenti disuguaglianze.
· Speriamo di potere presto riabbracciarci, ma gli incontri comunitari hanno lo scopo di connetterci interiormente per immettere fiducia e calore nelle nostre esistenze quotidiane.
· Non dimentichiamoci mai di guardare i fiori dei campi, il loro colore e i loro profumi, di gustarci il verde vitalizzato degli alberi e il cinguettio caldo e spensierato degli uccelli, gli sguardi amorevoli degli animali.
· Soprattutto non dimentichiamo di fare una telefonata a chi è solo e ammalato in situazione di disagio. E guardiamo avanti amando i giorni che la vita ci regala accogliendoli come un prezioso dono di Dio.
Il nostro notiziario
Grazie alla spedizione via e-mail abbiamo ridotto il numero di copie cartacee del notiziario. Per ricevere il notiziario via e-mail contattare Francesco (320-0842573).
- Franca Avaro: 339-8426075
- don Franco Barbero: 0121-72857; e-mail: donfrancobarbero24@gmail.com
- Fiorentina Charrier: 339-4018699; e-mail: francoefiore3@gmail.com
- Ada Dovio: 340-473813
- Francesco Giusti: 320-0842573; e-mail: fragiu0168@gmail.com
- Franca Gonella: 338-5622991; e-mail: francagonella49@gmail.com
- Ines Rosso: 339-8310247
