"Papa Francesco lascia la chiesa"
Voglio spiegarmi bene. Non se n'è andato dal Vaticano, ma si occupa di altro…
Firma e conferma i più orridi documenti vaticani, anche l'ultimo rispetto alle parrocchie e ai ministeri, ma ogni giorno difende i diritti dei migranti, lascia dichiarazioni contro ogni forma di violenza, contro l'industria delle armi. Il tutto con grande coraggio.
Del resto su quei terreni c'è tanto vangelo vissuto e predicato nelle chiese cristiane. Ma per lui non è un terreno pericoloso. Al più qualcuno lo definisce un po' comunista.
Francesco ha capito che per fare il papa deve tenere le porte chiuse o aprire qualche spiraglio perché entri un po' di aria fresca e un po' di luce e poi immediatamente chiudere su tutti i terreni teologici, biblici e dogmatici. Si è rassegnato a "lasciare la chiesa", cioè a lasciare le redini del potere agli scribaccini di curia che sono molto legati ai riti, alle devozioni, alle strutture sacrali e patriarcali, con lo sguardo all'indietro, per conservare tutte le reliquie del passato.
Del resto il passato teologico di Francesco non conosce il rigore biblico e le ricerche storiche. Non sono il suo pane.
Soprattutto Francesco, cedendo alle pressioni degli ultraconservatori, ha firmato gli ultimi indecorosi documenti vaticani per far giungere un richiamo al sinodo della chiesa cattolica tedesca affinché non si inoltri sui "terreni pericolosi". Ho l'idea di un Francesco stanco, attorniato da lupi rapaci, che aspetti solo la morte di Ratzinger per dimettersi.
Detto in sostanza, è un'illusione sperare nel papa riformatore. Bisogna imparare a trasgredire e a far crescere la chiesa dal basso. Altrimenti si procede come i gamberi. Apprezziamo alcune timide aperture di papa Francesco, ma oggi ci vuole ben altro per "salvare la chiesa".
Solo un percorso sinodale, come quello in atto nella chiesa cattolica tedesca, può incidere realmente in questo cattolicesimo fatto di nostalgie e di paure, senza una reale evoluzione dei contenuti.
La chiesa delle belle parole, del vitalismo, del pauperismo, delle infinite devozioni in realtà continuerà ad esistere per quelle persone che hanno bisogno di essere guidate.
Voglio spiegarmi bene. Non se n'è andato dal Vaticano, ma si occupa di altro…
Firma e conferma i più orridi documenti vaticani, anche l'ultimo rispetto alle parrocchie e ai ministeri, ma ogni giorno difende i diritti dei migranti, lascia dichiarazioni contro ogni forma di violenza, contro l'industria delle armi. Il tutto con grande coraggio.
Del resto su quei terreni c'è tanto vangelo vissuto e predicato nelle chiese cristiane. Ma per lui non è un terreno pericoloso. Al più qualcuno lo definisce un po' comunista.
Francesco ha capito che per fare il papa deve tenere le porte chiuse o aprire qualche spiraglio perché entri un po' di aria fresca e un po' di luce e poi immediatamente chiudere su tutti i terreni teologici, biblici e dogmatici. Si è rassegnato a "lasciare la chiesa", cioè a lasciare le redini del potere agli scribaccini di curia che sono molto legati ai riti, alle devozioni, alle strutture sacrali e patriarcali, con lo sguardo all'indietro, per conservare tutte le reliquie del passato.
Del resto il passato teologico di Francesco non conosce il rigore biblico e le ricerche storiche. Non sono il suo pane.
Soprattutto Francesco, cedendo alle pressioni degli ultraconservatori, ha firmato gli ultimi indecorosi documenti vaticani per far giungere un richiamo al sinodo della chiesa cattolica tedesca affinché non si inoltri sui "terreni pericolosi". Ho l'idea di un Francesco stanco, attorniato da lupi rapaci, che aspetti solo la morte di Ratzinger per dimettersi.
Detto in sostanza, è un'illusione sperare nel papa riformatore. Bisogna imparare a trasgredire e a far crescere la chiesa dal basso. Altrimenti si procede come i gamberi. Apprezziamo alcune timide aperture di papa Francesco, ma oggi ci vuole ben altro per "salvare la chiesa".
Solo un percorso sinodale, come quello in atto nella chiesa cattolica tedesca, può incidere realmente in questo cattolicesimo fatto di nostalgie e di paure, senza una reale evoluzione dei contenuti.
La chiesa delle belle parole, del vitalismo, del pauperismo, delle infinite devozioni in realtà continuerà ad esistere per quelle persone che hanno bisogno di essere guidate.
Franco Barbero