La più grande bestemmia
Un grande profeta del nostro tempo, il vescovo brasiliano Pedro Casaldaliga così descrive il nostro sistema:
“La blasfemia dei nostri giorni, l’eresia suprema, che finisce per essere la macroidolatria del mercato globale e del dio denaro.
L’insensibilità delle religioni di fronte alla macroingiustizia istituzionalizzata oggi nel neoliberismo, che è peccato mortale, omicida e suicida. Perché il neoliberismo esclude e discrimina l’immensa maggioranza dell’umanità. Questo è il peccato del mondo e può essere il peccato della Chiesa”
L’analisi che fa il vescovo Pedro Casaldaliga, è simile a quella del profeta dell’Apocalisse per le prime comunità cristiane: ci fa leggere la realtà del nostro sistema economico-finanziario con altri occhi.
Un noto scrittore keniano – Ngugi O’ Thiongo – chiama questo percorso “decolonizzare la mente”. Significa mettere in crisi la maniera in cui abbiamo continuato a guardare al Continente Africa.
Trovo il libro “Il coraggio di inventare l’avvenire…” di Ezio Zucconi Mazzini e Gilberta Alpa, edito da Alpes Italia molto bello e in particolare i due capitoli: “I mali dell’Africa” e “Aiutiamoli a casa loro: la menzogna più ipocrita e crudele”.
Per me questo libro è stato una boccata d’ossigeno in questo momento di razzismo e xenofobia rampante in Europa e in Italia.
E’ una sfida enorme quella che ci sta davanti: o riusciremo a riconoscere l’Altro come una ricchezza, proprio perché diverso da me o saremo destinati a sbranarci vicendevolmente: e questo inizio di cambiamento evolutivo ed etico è quello studiato dagli Autori.
E’ quello che in Africa chiamiamo Ubuntu: io sono perché noi siamo. Un concetto così ben espresso dal vescovo di Oran (Algeria) Pierre Clavérie, ucciso nel 1996:
“Non c’è umanità se non al plurale e quando pretendiamo di possedere la verità o di parlare a nome dell’umanità, cadiamo nel totalitarismo o nell’esclusione”.
Tratto da Giorni Nonviolenti 2021