“SIAMO TUOI DISCEPOLI E TUE DISCEPOLE,
GESU’ DI NAZARETH?”
*Ascolto di un brano musicale che prepara il nostro cuore alla preghiera.
G. Grazie, O Dio, che permetti di incontrarci!
La celebrazione dell’Eucarestia ci offre l’occasione di vederci, di pregaTi, di accogliere la Tua Parola nel nostro cuore e di scambiarci delle riflessioni sulla nostra vita.
Grazie, non tutte e tutti hanno il dono di una Comunità e per questo Ti benediciamo, Dio della Vita e dell’Amore.
Letture bibliche tratte dal Vangelo di Marco
CAP.8,34
4 Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 35 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. 36 Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? 37 E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? 38 Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».
CAP.9,33-37
33 Giunsero a Capernaum; quando fu in casa, domandò loro: «Di che discorrevate per strada?» 34 Essi tacevano, perché per via avevano discusso tra di loro chi fosse il più grande. 35 Allora, sedutosi, chiamò i dodici e disse loro: «Se qualcuno vuol essere il primo, sarà l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». 36 E preso un bambino, lo mise in mezzo a loro; poi lo prese in braccio e disse loro: 37 «Chiunque riceve uno di questi bambini nel nome mio, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato».
CAP. 10,17-22
17.
Mentre
usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e,
gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono,
che cosa devo fare per avere la vita eterna?». 18 Gesù
gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio
solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non
commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non
frodare, onora il padre e la madre».
20 Egli allora gli
disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia
giovinezza». 21 Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli
disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai
poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». 22 Ma
egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché
aveva molti beni.
CAP.10,28-31
28 Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». 29 Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, 30 che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. 31 E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi».
Breve commento di M.Grazia B. e riflessioni comunitarie
Questi brani mi hanno sempre molto colpita.
Ho raccolto in sequenza la condizione del discepolo e della discepola e le dinamiche che si instaurano tra i discepoli. La Comunità di Marco, 70 anni dopo la morte di Gesù, si sarà interrogata molto su cosa significhi essere discepoli del loro Maestro, così sono nati questi scritti.
Dirò solo alcune sollecitazioni per dare spazio a ciascun* di esprimersi su un tema così importante per la nostra vita.
CAP.8,34
Queste parole messe in bocca a Gesù mi ricordano l’invito che aveva ricevuto Abramo come ce lo racconta il libro della Genesi
“Il
Signore disse ad Abram:
«Vàttene dal tuo paese, dalla tua
patria
e dalla casa di tuo padre,
verso il paese che io ti
indicherò”.
Per la costruzione del Regno è necessario abbandonare delle sicurezze, ma in questo abbandono ci viene promesso che troveremo noi stess*, cioè la nostra anima.
CAP. 10,17-22
Gesù fa richieste radicali a tutt*, anche a noi che siamo come l’uomo ricco, sì perché in confronto alla maggioranza dell’umanità siamo ricchi: abbiamo una casa calda, cibo in abbondanza, la possibilità di curarci anche a pagamento, non tutti hanno questi doni.
Lidia Maggi nel suo commento scrive” Quest’uomo è troppo pieno, troppo pieno di sé, pieno dei suoi insegnamenti ma soprattutto è troppo pieno di beni. Quello che risponde Gesù una sola cosa ti manca, qualcosa da aggiungere a questa pienezza che in realtà è un sottrarre: va’ vendi tutto quello che hai distribuiscilo ai poveri e poi vieni e seguimi. Marco ci svela il cuore del discepolato: essere disposti a vivere quanto egli ha vissuto, chiede ai suoi la disponibilità a consegnare la propria vita, a perdere la propria vita per lui”.
Siamo troppo pieni per fare spazio a Dio nella nostra vita? Ma quanto è difficile essere così radicali…
In questi giorni i musulmani vivono il Ramadan. Najate, appena ci siamo conosciute, mi diceva, spiegandomene il significato: “Tutti/e dobbiamo provare cosa si prova a non mangiare e bere, per capire veramente chi non ha cibo e acqua”.
Io credo di non aver mai provato ad avere veramente fame, a non mangiare da giorni, come posso capire chi non ha i soldi per comprare da mangiare?
CAP.9,33-37
Interessanti sono le dinamiche relazionali: i discepoli si interrogano su chi è il più bravo..
Anche dentro di noi scattano questi meccanismi di rivalità, siamo umani e la nostra storia a volte ci porta a gareggiare, a giudicare, a creare piccoli dissidi. La vita di una Comunità, e lo sappiamo bene noi che da 40 anni siamo insieme, è complessa, nel nostro piccolo, perché siamo umani, viviamo le stesse dinamiche che sperimentiamo nella società.
Ma Gesù ci dona la chiave di tutto: metterci al servizio degli altri/e. Mettere a disposizione la nostra persona, le nostre piccole competenze, ciò che sappiamo e che può essere di aiuto ad un altro/a, ciò che possediamo senza toglierci il necessario, ma condividendo e, sappiamo bene che condividendo ce ne sarà per tutti/e.
Ma Gesù ci insegna a sperimentare un modo nuovo di rapportarci: impariamo dai bambini la semplicità, ma specialmente la capacità di non portare rancori e di non fare ripicche.
Insieme, aiutandoci anche su questo, possiamo imparare!
CAP.10,28-31
Ma tutti abbiamo sperimentato in questi lunghi anni della nostra vita che quando riusciamo a mettere in pratica un centesimo degli insegnamenti di Gesù come per miracolo si aprono possibilità nuove per noi: conosciamo altre persone, altri mondi, altre mentalità, è come se il nostro cuore si dilatasse e riceviamo il centuplo di quello che abbiamo donato. Inoltre in modo inaspettato Dio apre delle possibilità nuove e ci aiuta a realizzare il nostro progetto, se fa parte del Suo Progetto.
*Ascolto di un brano musicale
PREGHIERA EUCARISTICA
1.Un giorno scegliemmo, o Signore,
il nostro <<sì>> al vangelo di Gesù:
ma siamo sulla strada della sequela?
2.La mia vita non può darlo per scontato:
debbo propormi e ripropormi la domanda,
ascoltare e riascoltare la voce di Gesù <<Vieni e seguimi>>
1.Sono Iieto, o Signore, della "chiamata“?
Tu sei contento, o Padre, della mia risposta
così come avviene giorno dopo giorno?
Sono davvero Iieto del dono della fede?
Oppure essa costituisce un tesoro
che il mio cuore deve ancora imparare ad apprezzare?
2.Dove si può vedere, o Padre,
nella nostra vita
che siamo sulla strada di Gesù?
Come so riconoscere il dono degli altri
e ringraziare Te, o Padre,
di avere dei compagni di viaggio e di speranza?
1.Ti prego, o Padre, fa che testimoniamo ai bambini
di questa nostra comunità che per noi
seguire Gesù è vita e speranza concreta.
2.Fa’ che la comunità ci offra stimoli
per il nostro impegno per la giustizia e la pace
e viva per servire il vangelo e i poveri.
1.Che nessuno di noi si vergogni delle sue poche forze,
ma piuttosto, nell'umiltà, mantenga
il cuore aperto al vento di Dio che sospinge.
2.Tieni accesa in tutti noi la fiamma della fede
e rendi vigilanti i nostri cuori
e operose le nostre mani, nella sequela di Gesù.
(Franco Barbero “Preghiere di ogni giorno”)
G. Eccoci ora partecipi, come discepole e discepoli, della cena di Gesù.
TTutti - Gesù era a tavola con i suoi amici e le sue amiche. Egli era ben consapevole della congiura che si stava organizzando contro di lui e il suo cuore faceva i conti con la paura. Voleva lasciare ai suoi amici e alle sue amiche, in quella sera e in quella cena di intimità, qualcosa di più di un ricordo, di un segno. Sulla mensa c’erano pane e vino. Gesù alzò gli occhi al cielo, come spesso faceva nei giorni della sua vita e, dopo aver benedetto il nome santo di Dio, prese il pane, lo spezzò, lo divise dicendo: “Prendete e mangiate. Questo pane condiviso sia per voi il segno della mia vita. Quando farete questo, lo farete in memoria di me, di ciò che ho fatto e detto”. Poi prese la coppa del vino e disse: “Questo calice sia per voi il segno di un’amicizia che Dio continuamente rinnova con tutta l’umanità, con tutto il creato”.
Condivisione del pane
Ascolto di un brano musicale
Padre nostro
Preghiere spontanee
Benedizione finale
Resta con noi, resta con tutti,
in particolare con tutti e tutte
coloro che vivono le sofferenze
della malattia o della solitudine…
Fa’ che rinnoviamo la fiducia nella Tua presenza che non fa miracoli ,
ma ci dona la forza di fare i conti con la realtà.
(Franco Barbero “Preghiere di ogni giorno”)
Per la Comunità cristiana di base di Piossasco M.Grazia Bondesan
Eucarestia di sabato 24 aprile 2021