sabato 10 aprile 2021

CELEBRAZIONE EUCARISTICA COMUNITARIA DI DOMENICA 11 APRILE 2021

DIO ACCOMPAGNA I NOSTRI PASSI


P. Saluto all’assemblea

MUSICA

G. O Dio, Padre e Madre,

anche oggi ci hai chiamati qui per incontrarTi.

Non è la prima volta che ci inviti alla preghiera,

per molti e molte di noi il dono dura da molti anni.

Eppure ogni volta può diventare una riscoperta di Te,

del Tuo amore, della Tua sollecitudine.

Tu hai accompagnato nel cammino di ogni giorno

uomini e donne prima di noi,

li hai liberati dalla paura e dalla insicurezza,

hai protetto i loro cammini.


T. Come hai liberato il popolo ebreo dalla schiavitù,

continui a liberare oggi dai “faraoni moderni”

gli uomini e le donne che si affidano a Te.

Come nel deserto eri la colonna di fuoco

che indicava la strada agli ebrei in fuga dall’Egitto,

anche oggi sei la lampada che illumina i nostri cammini,

spesso bui e solitari.


G. Chiedi una sola cosa in cambio:

di accettare il Tuo amore,

di credere che Tu sei con ciascuno e ciascuna di noi

ora e sempre e ci offri il Tuo nutrimento:

la Tua parola e la possibilità di pregarTi.

Ci chiedi di condividere il gesto dello spezzare il pane

e di condividere le speranze, le gioie, i dolori, le lotte

di chi ci sta accanto e dei popoli che, più lontani da noi,

camminano sulla difficile strada

che Tu indichi continuamente.


T. Aiutaci a essere disponibili.

A fare del nostro cuore una casa

aperta all’amore e alla condivisione.

LETTURE BIBLICHE

Luca 24,13-35

Quello stesso giorno due discepoli stavano andando verso Emmaus, un villaggio lontano circa undici chilometri da Gerusalemme.

Lungo la via parlavano tra loro di quel che era accaduto in Gerusalemme in quei giorni.

Mentre parlavano e discutevano, Gesù si avvicinò e si mise a camminare con loro. Essi però non lo riconobbero, perché i loro occhi erano come accecati.

Gesù domandò loro:

Di che cosa state discutendo tra voi mentre camminate?

Essi allora si fermarono, tristi. Uno di loro, un certo Clèopa, disse a Gesù:

Sei tu l’unico a Gerusalemme a non sapere quel che è successo in questi ultimi giorni?

Gesù domandò:

Che cosa è successo?

Quelli risposero:

Il caso di Gesù, il Nazareno! Era un profeta potente davanti a Dio e agli uomini, sia per quel che faceva sia per quel che diceva. Ma i capi dei sacerdoti e il popolo l’hanno condannato a morte e l’hanno fatto crocifiggere. Noi speravamo che fosse lui a liberare il popolo d’Israele! Ma siamo già al terzo giorno da quando sono accaduti questi fatti. Una cosa però ci ha sconvolto: alcune donne del nostro gruppo sono andate di buon mattino al sepolcro di Gesù ma non hanno trovato il suo corpo. Allora sono tornate indietro e ci hanno detto di aver avuto una visione: alcuni angeli le hanno assicurate che Gesù è vivo. Poi sono andati al sepolcro altri del nostro gruppo e hanno trovato tutto come avevano detto le donne, ma lui, Gesù, non l’hanno visto.

Allora Gesù disse:

Voi capite poco davvero: come siete lenti a credere quel che i profeti hanno scritto! Il Messia non doveva forse soffrire queste cose prima di entrare nella sua gloria?

Quindi Gesù spiegò ai due discepoli i passi della Bibbia che lo riguardavano. Cominciò dai libri di Mosè fino agli scritti di tutti i profeti.

Intanto arrivarono al villaggio dove erano diretti, e Gesù fece finta di voler continuare il viaggio. Ma quei due discepoli lo trattennero dicendo: “Resta con noi perché il sole ormai tramonta”. Perciò Gesù entrò nel villaggio per rimanere con loro. Poi si mise a tavola con loro, prese il pane e pronunciò la preghiera di benedizione; lo spezzò e cominciò a distribuirlo.

In quel momento gli occhi dei due discepoli si aprirono e riconobbero Gesù, ma lui sparì dalla loro vista. Si dissero l’un l’altro: “Noi sentivamo come un fuoco nel cuore, quando egli lungo la via ci parlava e ci spiegava la Bibbia!

Quindi si alzarono e ritornarono subito a Gerusalemme. Là, trovarono gli undici discepoli riuniti con i loro compagni.

Questi dicevano: “Il Signore è risuscitato veramente ed è apparso a Simone” A loro volta i due discepoli raccontarono quel che era loro accaduto lungo il cammino, e dicevano che lo avevano riconosciuto mentre spezzava il pane.


PREDICAZIONE

Il brano che ho scelto è uno dei numerosi “racconti delle apparizioni”, sono circa una decina e hanno tutti lo scopo di aiutare a capire il mistero della risurrezione e a ricordare che Gesù, oltre ad essere vivo e presente, ance se invisibile fisicamente, continua ad accompagnare e a guidare le comunità.

Ma ciò che voglio sottolineare nel brano in questione non è tanto il mistero della risurrezione bensì i metodi che Dio usa e che Gesù ha messo in pratica e fatti suoi per avvicinarsi a noi e per mettere in moto la nostra conversione.

Come primo punto possiamo osservare che Gesù incontra gli uomini, ma non nel palazzo e neppure nel tempio. Li incontra lungo la strada che stanno percorrendo, quale essa è, facile o impervia. Li accosta con discrezione; rivolge loro una domanda e di qui inizia il dialogo, proprio come era successo con la samaritana, alla quale Gesù aveva sì ricordato la sua vita inquieta, ma senza pronunciare invettive o condanne offrendole infine l’acqua viva.

Anche a Clèopa e al suo amico, Gesù rimprovera di non conoscere le Scritture e di non aver creduto ai profeti, però non li giudica e non si separa da loro. Anzi si ferma a cena per continuare il dialogo, per aprire i loro occhi e toccare il loro cuore. Questo per dimostrarci che è la relazione franca e discreta che aiuta e salva. Gesù, camminando accanto a loro si mette in ascolto per conoscere le loro delusioni, il loro scoramento ma non li investe con parole e dottrine. Non elenca regole, leggi, dogmi, ma compie gesti d’amore.

Soffermiamoci ora sulla figura dei due discepoli. Essi sono scoraggiati e dubbiosi, però non sono fermi stanno camminando. Poi discorrono tra loro, anzi discutono animatamente su ciò che è successo; non eludono il problema anzi, rivolgono all’interlocutore domande chiare nel merito e, di rimando, ascoltano la sua spiegazione delle scritture e accolgono il suo invito ad ascoltare i profeti.

A questo punto potrebbero dichiararsi soddisfatti, come accade a noi quando siamo contenti di essere cristiani, per sicurezza e senso di appartenenza più che per testimonianza personale. Invece trattengono Gesù “perché il sole ormai tramonta”, vogliono continuare l’incontro, approfondire l’amicizia, il dialogo.

Insomma, questa pagina ci stimola ad imitare i due discepoli pellegrini, che sono sì anche dubbiosi e delusi, come spesso lo siamo noi, ma anche capaci di camminare, di farsi e fare domande, di accogliere risposte, di ospitare uno sconosciuto e condividere con lui il pane della cena. Luca ci presenta Gesù come un uomo della strada, un viandante che diventa compagno di viaggio del suo prossimo, che condivide le sue angosce e le sue gioie.

Il suo esempio ci esorta quindi, ancora una volta, a non rimanere chiusi nella sicurezza delle nostre case, ma ad uscire nelle strade, non solo per incontrare “gli altri” ma soprattutto per farci compagni di viaggio di colore che fanno fatica a “camminare”.

INTERVENTI LIBERI


  1. In questo tempo di cammini telematici più o meno virtuali

è utile rimettere in moto ingranaggi diversi

e, riflettendo sulla vicenda di Elia,

ricordarci quanto sia importante metterci realmente in movimento,

come donne e uomini che, pur nella comprensibile fatica

e, a volte, anche con un po’ di smarrimento,

cercano di rispondere alle sollecitazioni delle Scritture.

  1. Tu, o Dio, ci fai costantemente un invito impegnativo,

ma, allo stesso tempo, molto affascinante;

alzare lo sguardo, guardare aventi, verso orizzonti aperti

e, nello stesso tempo, non perdere mai di vista le persone,

le cose vicine, piccole,

quelle porzioni di quotidianità, non sempre gioiose,

di cui sono pur guarnite le nostre giornate e le nostre vite.


T. Nutrirsi per poi camminare non è solo una necessità fisiologica per il corpo. Anche il nostro io interiore ha le stesse esigenze. Ma, nell’uno e nell’altro caso, il rischio è quello di rilassarci troppo, fino al punto di addormentarci. Fu così per Elia, lo può essere per ognuno e ognuna di noi.


  1. Per fortuna c’è sempre chi ci viene a svegliare.

Nel salmo 121 si dice che Dio non si addormenta mai.

Se anche a volte ci viene da pensare il contrario,

Dio non perde mai di vista le Sue creature.

  1. Non solo, ma riesce a mettere in moto campanelli un po’ qua e un po’ là.

Possiamo dire che le tenta proprio tutte, servendosi di persone, situazioni,

sorprese. L’intento è uno solo: scuoterci, svegliarci per farci riprendere il cammino; la Sua compagnia è garantita, basta mettersi in movimento.

  1. Se devo affrontare una salita con due borse pesanti,

non mi giova per niente rammaricarmi, ad ogni passo, ad ogni scalino,

per la durezza e la fatica del cammino.

Mi aiuta di più guardare avanti e vedere che mi sto avvicinando alla meta.

  1. Quella donna che, dopo l’incontro con Gesù, si è rialzata,

non avrà risolto definitivamente tutte le sue difficoltà,

ma è riuscita a individuare, da quel momento,

prospettive ed energie nuove per la sua vita.

  1. La persona che ha intrapreso un cammino terapeutico,

nel tentativo di uscire da una “dipendenza”,

passo dopo passo potrà ancora rinascere,

alimentando uno stile di vita alternativo.

  1. Aiutaci, o Dio, ad alzare lo sguardo verso di Te,

a camminare, andare avanti, anche lentamente.

“Chi mette mano all’aratro e poi si volge indietro

non è adatto al regno di Dio”, ci disse Gesù.

Questa esortazione concreta ed affettuosa del nazareno

ci svela il valore e la difficoltà della perseveranza.

Nei nostri cammini di liberazione dalle tante schiavitù

corriamo sempre il rischio di tornare indietro.


T. Liberaci, o Dio, dalla tentazione del cammino facile, della strada in discesa. Il cammino che porta a Te è un sentiero senza fine, ma lungo il tragitto Tu ci offri molti sostegni. Aiutaci a percorrerlo con fiducia e gioia, in Tua compagnia, senza la morsa della paura e degli affanni.


MEMORIA DELLA CENA

T. Facciamo ora memoria di quel camminatore instancabile e attento che fu Gesù di Nazareth. Egli accompagnò, sui sentieri della Palestina, i cammini di donne e uomini con cui condivise la propria vita, i propri doni, la propria affettuosa solidarietà. Come fece quella sera in cui, mentre mangiavano la cena di Pasqua, prese del pane, lo spezzò e lo distribuì alle amiche e agli amici che erano con lui, dicendo loro: “Prendete e mangiate; la mia vita, il mio corpo, è come questo pane: ho cercato di metterlo a servizio di ogni uomo e di ogni donna che ho incontrato. Fate anche voi così”. Poi fece altrettanto con una coppa di vino, dicendo: “Bevetene tutte e tutti un sorso, perché questo vino è come il mio sangue: ne ho dato una goccia a ogni uomo e a ogni donna che mi ha incontrato e ancora ce ne sarebbe, se gli uomini del potere non avessero deciso di farmi morire. Ma voi continuate a ripetere questo gesto per non dimenticarvi di me e dell’esempio che vi ho dato”.


P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE


COMUNIONE

MUSICA/CANTO


PREGHIERE SPONTANEE

PADRE NOSTRO


BENEDIZIONE FINALE


BUSSA ANCORA (da Preghiere d’ogni giorno – Franco Barbero)


O Dio di Gesù, Tu hai deposto e acceso

nei nostri cuori e nelle nostre menti

il fuoco della vita e la torcia dell’amore,

ci hai regalato le ali dei sentimenti

perché possiamo volare audaci verso la libertà.

Tieni vivi in noi la consapevolezza dei Tuoi doni

e il desiderio di una vita semplice e solidale.

Ricorda sorella, ricorda fratello:

il giorno in cui non sei più in cammino…

la tua vita è finita.

O Dio, Tu che cammini nelle vie del mondo

e cerchi ospitalità nei nostri cuori,

bussa a casa nostra e fai udire la Tua parola.

Siamo piccole creature sparse

nell’immensità: ci affidiamo a Te, Dio che ami chi è debole.

Come Aronne vorremmo dire: “Manda un altro”,

ma è proprio al mio cuore di piccola creatura

che Tu rivolgi l’invito a muoversi verso l’amore.

Tu tieni in gran conto ogni nostro piccolo passo.

Tu, o Dio, hai la pelle nera dello schiavo,

hai il volto disperato della bimba abusata,

Tu ascolti il grido di chi è abbandonato/a,

Tu sei vicino a chi abita una terra straniera.

Aiutaci, o Dio, a non spegnere nessuna fiamma,

a non tagliare le ali a chi vola verso la felicità,

a non vanificare mai il seme della Tua parola.

E poi insegnaci a seminare anche tra le pietre,

a salutare ogni giorno che ci viene concesso

come un nuovo tempo di fiducia e di costruzione.


Ada Dovio -Comunità cristiana di base Via Città di Gap 13 - Pinerolo

11 aprile 2021