«HO FATTO IL TAMPONE»
Renzi in senato passando dal Bahrein
Dice che l'assegno unico e universale per i figli a carico è merito suo, che un'idea sua di quando era segretario del Pd anzi prima, della Leopolda, ma dice anche che «il gioco del "l'ho detto prima io" non ha senso». Poi Matteo Renzi annuncia «prima di pasqua» un'altra proposta «che farà discutere». Intanto fa discutere la sua presenza annunciata, oggi, nell'aula del Senato, dove si vota proprio il via libera all’assegno unico e non vuol mancare.
Solo che domenica è stato in Bahrein e si è fatto riprendere nell'area riservata del Gran premio di Formula 1.
A quell'evento, a quel che si sa, si poteva accedere solo se vaccinati. Renzi ha saltato la fila? E poi, tornando dall'estero, non dovrebbe fare la quarantena? E ancora, non dovrebbe essergli vietato andare all'estero se non per lavoro? Non era certo in missione per il senato. Domande e critiche affollano i social e le agenzie di stampa. Renzi decide di replicare spiegando che nella zona vip del Gran premio, dove lui era - e dov'è stato ripreso in compagnia del principe ereditario e primo ministro del Bahrein Salman ben Hamad Al Khalifa - bastava presentare un tampone negativo e lui lo aveva (anzi, il suo ufficio stampa lo esibisce, made in Bahrein). Quanto quarantena, i senatori sono esentati perché la loro presenza in aula non deve essere ostacolata dai viaggi di lavoro. Restano le domande su quale lavoro faceva Renzi al Gp, o più in generale che rapporto ci sia tra queste continue missioni nei paesi arabi (le ultime due dal principe Saudita Bin Salman, ritenuto il mandante dell'omicidio del giornalista Khashoggi, e negli Emirati). A riportare di attualità queste domande è anche il rapporto pubblicato ieri del Greco, l'organismo del Consiglio d'Europa per il contrasto alla corruzione.
Nel rapporto, infatti, se si riconosce all'Italia di aver dato seguito a 5 delle 12 raccomandazioni che il Greco aveva rivolto al nostro paese nel 2018, si legge anche che ad altre sei la risposta non è stata sufficiente e ha una non si è per nulla risposto. Si tratta proprio della necessità, segnalata da anni, di adottare un codice di condotta per i parlamentari. Necessità alla quale è stato dato un seguito e - secondo il Greco - in maniera non soddisfacente - solo alla camera. Mentre niente si è mosso al senato, malgrado il regolamento di palazzo Madama modificato nel 2017 preveda oltre al codice etico anche un controllo sulle lobby. Se solo fosse stato in vigore per il senato il codice della camera, Renzi avrebbe dovuto dimostrare di essere stato in Bahrein «nell'esercizio delle sue funzioni» per superare la soglia dei 250 euro oltre la quale non si possono accettare omaggi, spese di viaggio comprese. E in quel caso il senato avrebbe dovuto «assicurare la necessaria trasparenza». Secondo il presidente della prima commissione della camera, Giuseppe Brescia (M5S), il caso Renzi dimostra l'urgenza delle raccomandazioni del Greco.
Il Manifesto 30 marzo