venerdì 23 aprile 2021

IL NOSTRO GOVERNO PREFERISCE DARE FONDI PER GLI ARMAMENTI: SCANDALOSO

Dopo-Covid, sono scandalosi gli ingenti fondi per gli armamenti

 Caro direttore,

mentre tante associazioni civili collegate alla Rete Italiana Pace e Disarmo affermano da tempo che è immorale e improduttivo favorire la corsa a nuovi armamenti, purtroppo dal mondo politico arrivano due indicazioni nettamente contrarie. Da un lato il comparto militare riceverà almeno il 18% (quasi 27 miliardi di euro) dei "Fondi pluriennali di investimento" attivi dal 2017 al 2034. Dall'altro le bozze riguardanti il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) raccomandano di «incrementare la capacità militare dando piena attuazione ai programmi di specifico interesse volti a sostenere l'ammodernamento e il rinnovamento dello strumento militare». Le indicazioni provenienti dalle Commissioni Difesa della Camera e del Senato invitano il Governo ad accrescere ulteriormente le spese a favore di sistemi d’arma che non solo sono strumenti di morte, ma non portano sviluppo, non garantiscono futuro, come testimoniano anche gli studi di Raul Caruso, economista della Università Cattolica collaboratore del suo giornale e autore di "Economia della pace"). Insomma, l'industria bellica sta mettendo le mani su una parte dei fondi europei destinati alla next generation Eu, alla prossima generazione dell'Unione. Il Pnrr potrebbe, quindi, destinare all’acquisizione di nuove armi, consistenti stanziamenti per la "rinascita" dell'Italia dopo la pandemia. È questa la rinascita? Nel suo messaggio Urbi et Orbi di Pasqua, il Papa ammonisce con forte mitezza: «La crisi sociale ed economica è molto pesante, specialmente per i più poveri; malgrado questo – ed è scandaloso - non cessano con i conflitti armati e si rafforzano gli arsenali militari. E questo è lo scandalo di oggi. Il Signore, che è la nostra pace, ci aiuti vincere la mentalità di guerra».

 Sergio Paronetto, Avvenire 7 aprile