venerdì 9 aprile 2021

LA DISTANZA TRA MESSAGGIO BIBLICO E LEGGE ECCLESIASTICA

  Eunuchi per il regno dei cieli: la nuova mascolinità del cristianesimo

Bernardo Pérez Andreo

L’immagine clericale del ministero include, tra le altre stravaganze esegetiche, l’attribuzione allo stesso Gesù sia dell’ordinazione presbiterale di maschi sia del loro celibato obbligatorio. Né l’uno né l’altro vengono da Gesù, nemmeno dalle prime strutture ecclesiali di cui siamo a conoscenza.

L'ordinazione presbiterale è molto tardiva, ci sono voluti poco più di tre secoli per arrivare a lei. E il celibato obbligatorio non è stato imposto fino a gran parte del Medioevo. L’immagine della Chiesa che abbiamo oggi è distorta da diversi secoli di costruzione di una realtà estranea a quello che possiamo leggere nei vangeli e che l’esegesi degli ultimi sessant’anni ci ha dimostrato.

  • Quello di cui parla Gesù secondo il vangelo di Matteo (19,12) è una realtà molto diversa dal celibato di un ordine sacro di maschi. Gesù viene interrogato dai farisei sulla liceità per un maschio di ripudiare sua moglie; non si tratta del divorzio, perché la donna non aveva questo potere, solo il maschio può ripudiare la moglie per alcune ragioni accertate. La risposta di Gesù li infastidisce molto perché toglie la questione dal quadro della legge e la colloca nella volontà di Dio, che è che gli esseri umani vivano in relazioni di amore, di giustizia e misericordia, anche nel matrimonio.

  • Il problema centrale qui è che il matrimonio era il modo con cui il maschio si assicurava la prole attraverso il dominio esclusivo sulla moglie, esercitando un potere assoluto su di lei, come lo esercitava su tutti coloro che abitavano la sua casa, che era di sua esclusiva proprietà. Gesù dice loro che, sebbene la legge di Mosè consenta il ripudio, la volontà di Dio non è questa e a un maschio non è permesso di ripudiare sua moglie.

  • Se un maschio ripudia sua moglie, questa è lasciata in una situazione di miseria, a meno che un altro maschio, suo padre o un fratello, la accolga sotto la sua protezione. La cosa più probabile è che una donna ripudiata finisca per mendicare o prostituirsi. Le parole di Gesù non sono contro il divorzio, come viene comunemente insegnato, ma contro il potere del maschio di sottomettere la moglie mediante la paura del ripudio.

  • L’aspetto più interessante del testo di Matteo è che proprio alla fine della disputa con i farisei, sono i discepoli stessi a mostrare il loro disagio: “se tale è la condizione dell'uomo con la donna, è meglio non sposarsi”, si lamentano. Cioè, mi sposo per avere una serva; se quello che ho è una pari con cui condividere pienamente la mia vita, non mi interessa.

  • Le parole di Gesù sono penetrate in profondità e hanno danneggiato la mentalità patriarcale e maschilista dei suoi discepoli, per questo esprime loro la necessità di abbandonare quella mentalità: “ci sono eunuchi che sono diventati tali per il Regno dei cieli”. In altre parole, i maschi devono diventare eunuchi sociali per accedere allo spazio che il vangelo di Gesù apre tra gli uomini; deono rinunciare alla loro posizione di dominio nello spazio familiare per essere compagni nella costruzione di una realtà alternativa radicale, come è il Regno di Dio.