L'IRLANDA COME LA GERMANIA: PARTE IL CAMMINO SINODALE
40585 DUBLINO-ADISTA. Un "Cammino sinodale" nazionale sul modello di quello in corso in Germania: lo vuole realizzare la Chiesa irlandese entro i prossimi cinque anni per ascoltare, tra le altre cose, le voci delle persone che hanno abbandonato l'istituzione. Secondo quanto riporta il sito della Conferenza episcopale irlandese catholicbishops.ie (10/3), nel corso dell'assemblea generale di primavera, conclusasi il 10 marzo, i vescovi hanno espresso la volontà di percorrere «un cammino sinodale che porti a un sinodo nazionale» per «camminare insieme nel discernimento di ciò che lo Spirito Santo sta dicendo alla Chiesa in Irlanda in questo momento».
«Dall'Assemblea generale ordinaria dei Vescovi del 2018 a Roma sul tema dei giovani, la fede e il discernimento vocazionale - spiegano i vescovi in un comunicato - abbiamo valutato attivamente la convocazione d'i un'Assemblea sinodale nazionale per la Chiesa in Irlanda. Conversazioni a livello locale, regionale e nazionale hanno informato il lavoro di un sottogruppo della Conferenza episcopale che è stato istituito per approfondire l'idea». La decisione di intraprendere un cammino sinodale è stata espressa durante l'assemblea generale invernale del 2020 e, da quel momento, i vescovi sono stati «assistiti e fortemente incoraggiati» dal Vaticano, tramite il card. Mario Grech e suor Natalie Becquart, rispettivamente segretario e sottosegretaria del Sinodo dei vescovi; il 3 febbraio scorso Grech ha rivolto ai vescovi un discorso in cui ha ribadito con forza "la nostra sincera disponibilità ad aiutarvi e accompagnarvi in questa tempestiva esperienza sinodale»; «Sono fiducioso - ha detto il cardinale - che questo rapporto tra il nostro ufficio e le Chiese locali, nazionali o regionali rafforzerà il rapporto tra Pietro e i vescovi insieme alle comunità ecclesiali affidate alla loro cura pastorale; in altre parole, i nostri sforzi congiunti contribuiranno sicuramente a consolidare una Chiesa sinodale».
«Siamo profondamente consapevoli - affermano ora i vescovi alla chiusura della loro assemblea generale - delle enormi sfide alla fede lanciate dalla rapida trasformazione e secolarizzazione della società irlandese negli ultimi 50 anni, che hanno portato con sé un forte declino nella pratica della fede e nel numero delle vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa». «Siamo anche consapevoli che molte persone si sono lasciate alle spalle la Chiesa e in alcuni casi si sentono ignorate, escluse o dimenticate: dobbiamo sentire anche le loro voci». Il processo dovrebbe portare a un raduno nazionale di laici, sacerdoti, vescovi e religiosi per tracciare un nuovo programma pastorale per la Chiesa del futuro: «Sentiamo un appello alla trasparenza, a una maggiore partecipazione e responsabilità nella Chiesa».
I prelati hanno affrontato anche la questione della presenza e della partecipazione femminile: «Di fronte al grande numero di donne molto impegnate nella vita della Chiesa in Irlanda, riconosciamo la necessità fondamentale di onorare il loro contributo, di ascoltare le loro preoccupazioni profonde, di riconoscere formalmente i loro ruoli e di articolare nuovi modelli di corresponsabilità e leadership che coinvolgano tutti i laici, donne e uomini».
Secondo il progetto, i prossimi due anni prevedono un periodo di preghiera, ascolto e discernimento, che coinciderà con un processo consultivo a livello nazionale nonché con la preparazione del Sinodo dei vescovi a Roma del 2022, centrato proprio sul tema della sinodalità. Questa fase «consentirà a individui e parrocchie, ordini religiosi e associazioni, nonché gruppi, movimenti e organizzazioni sia all'interno della Chiesa che nella società irlandese in generale, di condividere le loro intuizioni sulla Chiesa irlandese, del passato, del presente e del futuro», cercando «le migliori pratiche nell'ascolto nei processi sinodali e nelle assemblee, nel Paese e in tutto il mondo».
Quanto ai passi immediati, nel prossimo giugno, in occasione dell'assemblea estiva, verrà creato un gruppo di lavoro che coinvolgerà laici, religiosi, sacerdoti e vescovi, ma già da aprile sarà possibile inviare al sito internet della Conferenza episcopale idee, progetti e suggerimenti. «Mentre intraprendiamo il cammino sinodale - conclude il comunicato dei vescovi - chiediamo preghiere, affinché questo possa essere un momento di rinnovamento, riforma e nuova speranza per tutto il popolo di Dio in Irlanda». (ludovica eugenio)
Adista 20 marzo 2021