Una occasione irrepetibile
“Se memoria ci fosse stata e non come passivo e noioso apprendimento ma come coscienza che il mondo ci è stato affidato per trasmetterlo alle generazioni future, avremmo dovuto far camminare insieme libertà e giustizia. E in questo modo la memoria ci avrebbe davvero resi liberi dalla minaccia di un ritorno al passato. Così come una vera trasmissione della conoscenza storica e non la distratta ritualità della memoria degli errori passati avrebbe arginato meglio il ritorno della peste razzista e fascista. E’ mancata la giustizia. E questo ha fatto degenerare la libertà in liberismo e corrotto la politica come fede laica insieme alla sua parente, la fede religiosa: le due espressioni del “principio speranza” caro a Ernst Bloch. Oggi ci sta davanti il problema delle trasformazioni profonde operate nelle società umane dalla pandemia in atto. Che cosa cambierà nel futuro? Intanto si riaprono faticosamente luoghi di lavoro e di incontro. Si riattivano i traffici. Esiste una diffusa consapevolezza che siamo davanti a una occasione irripetibile di correggere le troppe storture della nostra società”.
Cito questo passo da “Un tempo senza storia” (Einaudi) di Adriano Prosperi.
Credo che nei primi giorni di maggio, quando faremo la prime “aperture” un po’ in tutta Italia, potremo verificare se cogliamo l’occasione di cambiare o se, in nome della libertà, torneremo peggio di prima.
Franco Barbero