lunedì 10 maggio 2021

E' GIA' UNA REALTA' MA SOLO IN GERMANIA

 OMELIE AFFIDATE A DONNE E LAICI: IN GERMANIA È REALTÀ

40633 OSNABRÜCK-ADISTA. I laici si prendono la parola, anzi, l'omelia: accade nella diocesi tedesca di Osnabrück, dove per il secondo anno la pastorale femminile ha dato vita a un'iniziativa di "allargamento" della predicazione dell’omelia durante la messa, formalmente limitata ai ministri ordinati. Il Codice di Diritto Canonico, infatti, sancisce che «tra le forme di predicazione è eminente l'omelia, che è parte della stessa liturgia ed è riservata al sacerdote o al diacono» (c. 767 §1).

In Germania, tuttavia, la rivendicazione del diritto per i laici di pronunciare l’omelia è da tempo all'ordine del giorno, e in molte parrocchie è già una consuetudine, con il benestare, quando non l'esplicito supporto, dei vescovi locali.

L'anno passato il motto dell'iniziativa di Osnabrück era "Le donne proclamano la parola mentre quest’anno, il prossimo settembre, sarà "Noi proclamiamo la parola";: secondo quanto riporta il sito della Chiesa tedesca katholisch.de (21/4), volontari e laici a tempo pieno sono invitati a interpretare le Scritture nel Corso dell’eucaristia, anche quella domenicale, e per questo sono già in corso laboratori di predicazione in cui i credenti che vogliono prendere parte alla campagna ricevono strumenti teologici e omiletici. «Per fortuna il nostro vescovo Franz-Josef Bode sostiene la settimana d'azione e, come l'anno scorso, ha scritto una lettera ai parroci in cui chiede sostegno», spiega in un'intervista Gisela Püttker, co-organizzatrice e responsabile di uno dei laboratori.

«Prima di tutto vogliamo incoraggiare le persone e mostrare che ci sono diversi carismi e doni spirituali. Vogliamo chiarire che la diversità della vita si riflette anche nella liturgia», e benché sia vietato ai laici tenere omelie, «per me ci sono molte ragioni che parlano contro questo divieto»; nella storia della Chiesa, spiega Püttker, «di solito qualcosa è cambiato quando è stata intrapresa un'azione». «Se si vuole che la liturgia sia realmente legata alla vita, la predica non può essere riservata ai soli consacrati. Si tratta sempre di cercare carismi: in quale campo qualcuno ha un talento, ha qualcosa da dire? Penso che alcuni talenti possano anche completarsi a vicenda. Tante diverse realtà di vita entrano nella liturgia: celebriamo l‘Eucaristia, celebriamo la Parola di Dio, ma celebriamo anche la vita. Si parla sempre di rafforzare e promuovere la chiamata del battesimo. Questo deve apparire anche nella liturgia». Senza dire che nella predicazione i laici possono tra- smettere alcuni contenuti meglio dei preti: «Su alcuni argomenti - rileva Gisela Püttker - una predicazione dei laici sarebbe certamente più: credibile, i fedeli potrebbero essere più propensi a credere a quello che dicono». _

Un punto fondamentale è la qualità dell'omelia, che richiede una specifica formazione: «Quest'anno abbiamo dato più spazio ai seminari di predicazione perché abbiamo detto che non vogliamo solo "far passare" qualcosa. Ovviamente vogliamo anche che ne derivino buoni risultati. Se la qualità non è garantita, gli obiettivi prefissati non possono essere raggiunti. Per quanto riguarda la questione delle qualifiche teologiche, penso che non sia l'unica cosa importante per un sermone. Diverse componenti giocano un ruolo: bisogna anche essere in grado di trasmettere il messaggio in modo autentico e credibile. Il nostro obiettivo durante la settimana d’azione è di accompagnare coloro che sono interessati a creare un'omelia»». Per questo occorre uno studio intensivo dei testi biblici, l’attenzione alla cornice liturgica, i fondamenti dell'omiletica. Ai seminari partecipano molte donne laiche, religiose, alcuni uomini e persino un prete; l’omelia «deve toccare la mia vita, deve toccarmi come ascoltatore. Ma è già positivo se riesco a trarne un messaggio che porto con me». La speranza. conclude Püttker, è che iniziative di questo genere aprano una strada: «Mi affido anche al Cammino sinodale. Ci sono singole diocesi in cui iniziative simili esistono già. Forse in questo modo la "predica laica" può passare dall'essere un‘eccezione a una certa regolarità», e non in opposizione a quella tenuta dal celebrante, «ma una bella convivenza di consacrati e laici per una liturgia che leghi ancora di più fede e vita».

Talenti e competenze

Ma Franz-Josef Bode non è |’unico vescovo a supportare l‘omelia tenuta da laici e laiche: nel contesto della conferenza regionale del Cammino sinodale tedesco, lo scorso settembre, il vescovo ausiliare di Hildesheim mons. Heinz-Günter Bongartz aveva affermato chiaro e tondo che non soltanto le persone consacrate hanno la competenza per interpretare la parola di Dio: «Dobbiamo pensare a cosa sia l’omelia - aveva detto -, cosa dovrebbe essere e quale competenza sia necessaria, indipendentemente dal fatto che a pronunciarla sia un uomo o una donna».

Altri, invece, hanno più difficoltà: «Qui non si tratta della testimonianza che tutte le donne e gli uomini potrebbero dare - è la posizione del vescovo di Münster mons. Felix Genn - ma di un servizio di predicazione ufficiale».

Un riferimento al sacerdozio universale di tutti i credenti e al loro mandato di predicare la parola di Dio, sottolineato dal Concilio Vaticano II, viene dal liturgista di Erfurt Benedikt Kranemann: l'omelia dei laici e «un'opportunità per promuovere i diversi talenti che esistono nella Chiesa», ha detto in un’intervista. Ma è anche realistico che il divieto dell’omelia venga ribaltato dai laici? È stato lo stesso papa Francesco, ha commentato il canonico di Münster Thomas Schüller, ad aprire la porta nella sua lettera post-sinodale Querida Amazonia, quando sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalle donne nella predicazione del Vangelo in Amazzonia. Dopotutto, aggiunge, sono state proprio le donne le prime a testimoniare il messaggio della risurrezione e a dare inizio alla predicazione della buona novella. Per questo sarebbe significativo che i vescovi tedeschi, unendo le forze con altre conferenze episcopali, presentassero una mozione a Roma per la revisione, su questo tema. della legge in vigore. (ludovica eugenio)

Adista, 1 maggio 2021