Documento falso
Al
tempo di Dante si riteneva che il "potere temporale" del papato (cioè
lo Stato pontificio) derivasse da un atto di donazione con cui
l'imperatore romano Costantino nel 314 aveva deciso che il possesso
effettivo dell'impero venisse conferito ai vescovi di Roma, in perpetuo.
Dante riteneva che ciò fosse l'origine di molti mali, nella Chiesa e
nel popolo cristiano. Ma un filologo del secolo XV, Lorenzo Valla,
analizzando lo stile del testo, stabilì con certezza scientifica che si
trattava di un documento composto dalla cancelleria pontificia molti
secoli dopo Costantino e che quindi il potere temporale fosse fondato su
un documento falso. Amplificato da un altro filologo, Erasmo da
Rotterdam, fu il primo atto che, con la libera ricerca, inaugurò la
"rivoluzione copernicana"
Tempi di fraternità maggio 2021