QUESTIONE DI TEMPERATURA
Celebrazione 17 agosto 2020
Comunità Cristiana di Base di Città di Gap, Pinerolo
P. SALUTO ALL’ASSEMBLEA
G. Riesci a immaginare di avere freddo in estate? O un inverno torrido? La temperatura sembra scandire il trascorrere delle stagioni e dona loro la normalità. Ebbene, dentro di noi succede qualcosa di simile. Non esiste una temperatura standard. Anche se in questo caso ciò che accade non sono stagioni, ma diversi momenti vitali.
Possiamo scoprire durante tutta la nostra vita momenti di freddezza, distacco, forse anche indifferenza. Altri momenti o situazioni in cui il caldo ci consuma, ci brucia, ci aiuta a maturare. Poi c'è il calore dei momenti in cui il vero fuoco è Dio, e in noi diventa calore e luce.
Forse si preferirebbe una temperatura standard, senza grandi variazioni, qualcosa di comodo, magari anche regolabile. Il problema è che stiamo scoprendo che quando lottiamo per la comodità la mediocrità è troppo vicina, la tentazione di rischiare poco e quindi non complicare la vita. Ed è così che scopriamo momenti in cui forse abbiamo vissuto a metà, con una certa tiepidezza, senza chiederci troppo, senza impegnarci fino in fondo, lasciando passare le cose. E quindi ci accorgiamo che la nostra vita è anche una questione di temperatura.
CANTO: “Sei fuoco e vento” https://youtu.be/SQd4dv45w-k
Dal freddo...
1. Finché la terra durerà, semina e raccolta, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno mai (Gn 8,22)
2. Di giorno mi divorava il caldo e di notte il gelo e il sonno fuggiva dai miei occhi. (Gen 31,40)
L. Questa è l’esperienza della vita: riconoscere momenti e notti fredde. Momenti in cui mi sono visto indifferente, svogliato, senza voler scommettere o sognare. Un fallimento, un rapporto personale che non funziona, una situazione dolorosa e inaspettata... la storia stessa, con le sue ferite e le sue delusioni. Dare tutto per scontato, accorgersi di vivere continuamente calcolando e analizzando tutto troppo freddamente. Anche in questi momenti la Tua presenza, o Dio, mi invita a qualcosa di più….
Calore che mi brucia...
1. Come il contadino che, quando si avvicina il gelo, annaffia i suoi campi in modo che l'acqua,
quando gela, dia calore alla pianta, così anche voi dal freddo potete irradiare calore attorno.
L. A volte si ha la sensazione di avere la temperatura un po' alta. Questo di solito si nota nel mio modo di relazionarmi con gli altri: gesti brutti, risposte fuori luogo... di solito coincide con
situazioni che vanno storte, in quei progetti in cui abbiamo invertito tempo ed interessi e non danno frutto. Mi brucio quando il ritmo della giornata mi passa addosso come un rullo
compressore. Quando per qualche motivo sono intrappolato in sterili discussioni, quando diminuisce la mia capacità di gratitudine e di perdono; quando non ho quel tempo per ridere,
cantare, pregare... Quando la mia vita è puro attivismo.
Calore che scalda...
2. «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». (Lc 24,32)
L. Ho esperienza di momenti calorosi che facilitano la mia maturazione: situazioni in cui incontro la pace necessaria, in cui ho ricevuto e pronunciato gesti e parole di affetto, occasioni in cui mi sono sentito perdonato. Momenti in cui la Parola mi riempie di coraggio, di slancio e di significato.
Questo è il calore della tua Parola, Signore, quello che mi riempie di speranza, energia, desiderio e progetti. Un calore che si trasforma in passione, un calore che si sente e si comunica, che mi lancia all'incontro con gli altri, a mettere calore nelle loro vite, a scaldare quelle notti fredde che tutti noi
prima o poi attraversiamo. Il tuo calore o Dio è l'amore che ci converte.
LETTURE BIBLICHE
Salmo 138, 1-14
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
Se dico: «Almeno l'oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»;
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
Sei tu che hai creato le mie viscere
e mi hai tessuto nel seno di mia madre.
Ti lodo, perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
Luca 24, 13-35
13 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava
con loro. 16 Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17 Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18 uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19 Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il
popolo; 20 come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno
sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23 e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».25 Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26 Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28 Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29 Ma essi
insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32 Ed essi
si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33 E partirono senz'indugio e fecero ritorno a
Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35 Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
CANTO: “Resta qui con noi” https://youtu.be/AyPDx-w7nKw
INTERVENTI LIBERI
MEMORIA DELLA CENA
G. Facciamo insieme memoria del pasto che Gesù celebrò con le sue amiche e i suoi amici.
T. O Dio di Gesù, oggi ricordiamo insieme quel pane spezzato. Gesù alzò gli occhi al cielo come era solito fare quando parlava di Te. Il suo cuore era in tempesta. Da Te sperava l’aiuto per affrontare l’ultima tappa del suo cammino di profeta fedele e appassionato. Spezzando ora questo pane, noi ricordiamo che Tu hai accompagnato Gesù e accompagni ciascuno e ciascuna di noi sui sentieri della condivisione. Aiutaci a “spezzare”, a condividere ogni giorno qualcosa di noi e di nostro. “Io infatti ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: ‘Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me’. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: ‘Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga’” (1Corinzi 11, 23-26).
P. PREGHIERA DI CONDIVISIONE
COMUNIONE
PREGHIERE SPONTANEE
PADRE NOSTRO: Canto https://youtu.be/Lmp4frR1NPk
BENEDIZIONE FINALE
A volte sarò distratto e vicino a me sarai un pellegrino ignorato. Tu fatti notare.
Potrei essere impantanato nei fallimenti, covando sconfitte, lamentando colpi, trascinando dolori, senza vedere il sole radioso, la vita che ribolle, la tua mano tesa.
Tu toccami la spalla, e importunami.
Forse, perso nelle parole, potrei non ascoltare la Tua voce, trascurando ciò che è scritto nel cielo, nella storia, negli eventi di ogni giorno.
Tu urla.
Può essere che non Ti chieda di rimanere, o che non ti apra nemmeno la porta.
Ma Tu rimani.
Forse, incontrandoti, vorrei tenerti a casa mia, alla mia mensa, trattenendo l'attimo.
Tu te ne andrai di nuovo, lasciando nel mio petto il fuoco di mille falò e la gioia di un rincontro.
Stefania e Esperanza