"Sono però i formulari della fede, i Credo, che in realtà avrebbero più bisogno d'intervento. Continuiamo, infatti, a belare ogni domenica nelle nostre messe quei Credo, "apostolico" e "niceno-costantinopolitano" dal linguaggio criptico e inglobanti mitologemi impossibili da digerire al giorno d'oggi. Questo, però, non desta alcuna preoccupazione, e nessuna iniziativa è prevista.
Chiaramente, non si tratta di variare quei testi, che sono reliquia dell'antichità e documenti classici del cristianesimo - sarebbe insensato come modificare Omero o Dante -, ma di proporne dei nuovi, con la clausola che rimangano aperti a future elaborazioni".
Ferdinando Sudati, Una spiritualità oltre il mito. Gabrielli ED. pag.138