L’amaca
Marco che parla anche per mio conto
di Michele Serra
Marco Natali, di anni 22, è molto più bravo di me. Passava dalla piazza di Lodi, sabato scorso, e si è imbattuto per caso nel corteo che manifestava contro il Green Pass e i vaccini. Ha sentito una signora dire che i morti di Covid non esistono, li ammazzano negli ospedali al solo scopo di spaventare la gente. Marco si è fatto largo in mezzo ai manifestanti e ha detto: mio padre era medico, è morto di Covid, se ci fosse stato già il vaccino sarebbe ancora qui.
Marco è molto più bravo di me perché io, al posto suo, avrei cambiato strada. Le idee degli altri non mi spaventano, il fanatismo sì. La falsità eretta a regola, sì. Se uno mi dice che il Covid è un’invenzione del potere, o che la Terra è piatta, io scappo. Provo una specie di orrore e al tempo stesso una sensazione di impotenza, di fine corsa, puoi discutere della Terra con chiunque, anche con chi è convinto che sia un’arancia da spremere, una pecora da tosare, ma come fai a discutere della Terra, cioè della realtà, con uno che ti dice che è piatta?
Marco è molto più bravo di me perché non ha avuto paura di dire: guardate che la realtà esiste. La morte da Covid esiste. Mio padre è esistito. Ed esistete perfino voi, che avete la testa piena di cazzate lette sui social, di dicerie dementi. E siccome esistete, io parlo con voi. Ecco: Marco ha avuto, per i no vax, il rispetto che io non sono capace di avere. Li ha affrontati da persona a persona. Invidio la sua forza e la sua generosità. La sua fiducia nel prossimo, anche quando il prossimo cade, farnetica, e forse merita di incontrare uno come Marco che gli parla, non uno come me che si tappa le orecchie e fugge via.
La Repubblica, 28 luglio 2021