giovedì 12 agosto 2021

L'EUROPA ASSENTE NEI CONFRONTI DEI NAUFRAGHI

 L’insostenibile leggerezza dell’Europa sui naufraghi


Oggi non si rischia né pioggia e né vento, oggi non si sogna di navigare, oggi il mare lo andiamo a salutare“
(Buontempo,IvanoFossati).


C'era "buontempo" sulle coste della Libia la scorsa settimana. Per questo centinaia di persone sono scappate sulla spiaggia e sono salite sulle imbarcazioni più o meno di fortuna, più o meno organizzate da scafisti trafficanti, per attraversare quel mare che assomiglia sempre più a un cimitero maledetto e sconsacrato. Per cercare chi un poco di speranza, chi di salvezza, chi la pace. Quattrocentocinquanta di loro, nella notte tra giovedì e venerdì scorso hanno avuto la buonasorte di incrociare delle navi. 

Delle navi civili che fanno quello che l’Italia, Malta e l'Europa intera si rifiutano incredibilmente di fare: salvare vite. Altre centinaia, probabilmente, non sono state altrettanto fortunate. Perché per una scelta disumana e criminale i governi europei, quello italiano in primis, impediscono alle navi della marina e della guardia costiera di intervenire con dei salvataggi se non in prossimità delle coste, di poco fuori dalle proprie acque territoriali. 

A una settimana da quella notte, ci sono 800 persone che stanno ancora aspettando di essere sbarcate, perché le autorità
non hanno ancora assegnato un porto, e la situazione sulle navi di Sos Méditerranée e di Sea-Watch è diventata più che insostenibile.
Pericolosa. «La situazione-dicono da Sea Watch- continua a peggiorare drammaticamente. Molte persone sono disidratate fino al collasso, altre hanno ferite infette o infezioni della pelle.
Per tutte le persone a bordo chiediamo alle autorità l'assegnazione immediata di un porto sicuro

MASO NOTARIANNI
ROMA, DOMANI,5 agosto 2021