IL RE E' NUDO (Beppe Manni Gazzetta di Modena 14.7.21)
“La chiesa rischia di essere irrilevante…la cristianità è finita, ripartiamo dall’essere evangelici…una minoranza creativa che parla al futuro”. Così Zuppi Vescovo di Bologna il 10 luglio in Piazza Maggiore. ‘Il re è nudo’: ha rivelato quello che tutti da anni sanno. Le chiese si stanno svuotando, dopo ‘la chiesa dell’obbligo’, battesimo, comunione e cresima, i giovani spariscono. Molti adulti scelgono strade alternative, costruendosi spiritualità personali che non coincidono più con la religione cattolica. Siamo in un’epoca postcristiana. Il regime di cristianità si strutturò lungo due millenni dopo che Costantino e Teodosio (IV sc.), scelsero il cristianesimo come religione di stato concedendo ricchezze e privilegi ai vescovi ‘cattolici’.
Fu costruita nei secoli una struttura complessa con un bacino di dogmi da credere, regole liturgiche, giuridiche e morali da seguire, sotto la direzione di un clero obbligato al celibato estromettendo la donna da ogni ruolo dirigenziale. Un grande peso economico e un ruolo politico determinante specialmente in Italia, sancito dal Concordato. Gli scandali che hanno accompagnato la storia della chiesa e che oggi emergono, ci sono sempre stati e sono in gran parte dipesi da questa compromissione di fondo.
Sfogliamo la storia. Da subito: persecuzione dei dissidenti, guerre di religione, massacri, schiavitù, colonizzazione spesso in nome della fede; genocidi e torture. Per arrivare alle ultime due guerre combattute tra cristiani con abomini e nefandezze innominabili. E’ questa l’Europa dalle gloriose radici cristiane?
In verità i cosiddetti cattolici non sono mai stati nella quasi totalità, dei seguaci del Vangelo di Cristo. Non ci sono solo i dieci comandamenti del catechismo. Molti nemmeno conoscono ad esempio il Discorso della montagna o la Parabola del Samaritano. Fondamentali per chi ha fede. Parlano di misericordia e perdono, amore e riconciliazione; benevolenza anche verso i nemici; chiedono di essere vicini ai poveri, ai carcerati, ai senza casa e lavoro, denunciano l’uso delle ricchezze contro i poveri; della ipocrisia delle liturgie pubbliche ad uso politico; di condivisione e solidarietà. La stragrande maggioranza odia, non perdona, si vendica, sfrutta, bada al proprio tornaconto. E si scandalizza ipocritamente degli scandali nella chiesa. Questa religione dell’egoismo e della vendetta è predicata sui giornali nelle Tv, nei film, anche dai predicatori sedicenti cristiani che si fanno paladini dei cosiddetti valori del cattolicesimo.
Bravo Vescovo Zuppi che ha denudato il re e smascherato questo grande imbroglio.
E’ finalmente finita la cristianità ma non la fede. I cristiani, come i veri credenti di altre religioni, sono stati, sono e saranno sempre ‘una minoranza creativa che parla al futuro’ che testimonia tenacemente quei valori che solo salveranno l’uomo, l’umanità e la terra dall’autodistruzione.