lunedì 23 agosto 2021

RIPENSARE LA QUALITA' DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI

LA FINE DELL’OPERAZIONE NATO-ISAF

La fine della operazione Nato-Isaf, alla quale l’Italia ha assicurato un numero di militari cospicuo - con 52 caduti - obbliga a riflettere sul senso non solo dell'intervento in Afghanistan ma anche di quello in Iraq.
Questi due azioni militari che hanno impiegato uomini e risorse in abbondanza non hanno raggiunto i loro obiettivi dichiarati di portare la pace e la democrazia.
Si sono rivelate improvvide iniziative di apprendisti stregoni che hanno lasciato focolai di tensione accesi. E per venire a casa nostra non sarebbe ora di ricordare l'arroganza e la sicumera della destra berlusconiana al governo nel suo sostegno spassionato all’invasione in Iraq, al di fuori di ogni norma e diritto?
Oggi che si ricorda un uomo come Gino Strada, in prima linea a portare umanità laddove veniva calpestata, sarebbe più che mai necessaria una discussione sulle responsabilità politiche di chi ha sostenuto una visione bellicista e aggressiva delle relazioni internazionali. Senza per questo pensare che il modo sia una arcadia. Tutt'altro. Ma ci sono modi diversi di essere presenti: i cannoni non sempre devono tuonare.

Dal Manifesto