lunedì 30 agosto 2021

"Stipati e senza bagni, una pena il treno per noi disabili"

 

"L'unico bagno per noi quasi sempre non funzionante, postazioni strette per avere la sedia a rotelle accanto e discussioni per i pochi posti disponibili. Noi disabili motori non abbiamo scelta eppure ancora oggi sui treni regionali ci troviamo a vivere viaggi che si trasformano in odissee".

L'appello arriva da Patrizia Saccà, ex atleta della Nazionale paralimpica di tennis tavolo, medaglia di bronzo a Barcellona nel '92, Testimonial di WeGlad (Welcome Gladiators), l'app nata per mappare locali, ma anche vie, marciapiedi e aree della città per le persone in carrozzina, oggi sottolinea la necessità di ampliare i servizi sui treni regionali. La sua denuncia parte da un'esperienza personale. Venerdì ha preso il treno da Torino per andare a Varazze, in Liguria, per seguire da allenatrice le due atlete paralimpiche Allegra Magenta e Vittoria Oliva. Così, come richiesto per chi ha disabilità, ha prenotato il posto e comunicato le sue esigenze. "Servono almeno 24 ore di anticipo per permettere l'organizzazione con pedane e operatori".

All'andata, racconta la donna, "ero nella carrozza per disabili che ha l'unico bagno accessibile in carrozzina di tutto il treno, che come spesso succede non funzionava. Non c'era luce all'interno, il capotreno si è offerto di darmi il telefonino per fare luce ma gli ho spiegato che spesso essere paraplegici vuol dire anche avere il catetere e non è facile tenere un telefonino in mano".

Sul treno di ritorno, invece, "la porta non funzionava, serviva uno sforzo immane, tanto che un signore ha cambiato bagno. Ma lui può farlo, io no". Il problema maggiore però riguardava lo spazio in carrozza: "Ero stipata, accanto a una signora con una carrozzina elettrica, quasi incastrata, mentre al ritorno mi sono sistemata in corridoio dopo aver litigato con una coppia. Non metto in dubbio che avessero diritto di stare nello scompartimento per disabili ma eravamo in troppi, visti i limiti del Covid". Insomma, conclude Saccà, "serve la volontà politica di cambiare le cose".

-        C.pal.

 

Repubblica 23 agosto