L'Argentina riconosce la terza identità di genere: sulla carta d'identità sarà indicata con una X.
di Daniele Mastrogiacomo
22 LUGLIO 2021
La Repubblica
Nasce in Argentina la terza identità di genere. Da oggi tutti i documenti personali avranno anche la possibilità di indicare con una X una diversa identità di genere che andrà a sommarsi alla tradizionale scelta binaria uomo/donna. È il primo Paese dell’America Latina (e quarto al mondo dopo Canada, India e Nuova Zelanda) a introdurre questa importante novità in campo giuridico; proietta l’Argentina all’avanguardia nel riconoscimento di una realtà che altre grandi democrazie faticano a esprimere.
Il presidente di sinistra Alberto Fernández ha deciso di accelerare un vecchio progetto ricorrendo a un decreto che è entrato in vigore. A favore ha giocato il pubblico sostegno che ha sempre manifestato pubblicamente nei confronti di suo figlio Estanislao, noto come Dyhzy, 26 anni, cosplayer, 200 mila follower su Instagram, eccentrico studente di design e tra le più popolari drag queer del Paese.
“Ci sono altre identità oltre a quelle di uomo e donna e devono essere rispettate”, ha detto il presidente consegnando le prime tre carte di identità, il Dni, con una terza casella in cui si può indicare con la X, appunto, anche una identità diversa. Lo affiancavano i ministri dell’Interno e delle Donne, del Genere e dell’Identità. “L’ideale”, ha aggiunto, “è raggiungere il momento quando tutti noi saremo semplicemente chi siamo e nessuno si preoccuperà più dell’identità di genere”.
Proprio parlando alla radio di Estanislao, che convive con la sua compagna, papà Fernández aveva ammesso che suo figlio “è una delle persone più creative della mia vita. È un attivista per i diritti della comunità lgbtq. Mi preoccuperei se fosse un criminale ma è un grande uomo. In quel mondo, di cui non so molto”, ammetteva il presidente, “so che gode di grande rispetto ed è molto riconosciuto. Sono orgoglioso di lui e vorrei che qualsiasi padre lo fosse, che sia felice”.
Il figlio del presidente del Brasile Jair Bolsonaro, Eduardo, ha colto l’occasione per irridere Dyhzy con insulti e frasi impronunciabili pubblicate sui social. Fantastica la riposta della drag queer: “Fratelli brasiliani, questa battaglia la stiamo combattendo insieme. Vi amo”. Da oggi anche lui potrà segnare con la X lo spazio riservato al genere su passaporto e carta d’identità.