Frossasco, 31 agosto 2021
Reverendo Monsignore,
siamo alcuni cittadini di Frossasco e ci rivolgiamo a Lei a seguito dell'articolo-intervista apparso sull'Eco del Chisone del 24 agosto u.s..
In particolare desideriamo esprimere profondo apprezzamento per le Sue espressioni, in modo particolare per la dichiarata disponibilità a favorire un dialogo aperto e sincero sull'argomento Kastamonu.
La questione, come bene ha rilevato, già vede il confronto di opposti punti di vista e rischia di produrre delle lacerazioni assai dolorose in una popolazione il cui territorio negli ultimi cinque anni ha subito devastanti incendi (2017: la fascia montuosa dei Tre Denti bruciò per diversi giorni; 2019: per ben 12 giorni andò a fuoco il deposito della Kastamonu; 2021: nel devastante rogo alla CIA di Roletto si è sfiorato un disastro di più grandi proporzioni).
L'apertura dello stabilimento Kastamonu che, secondo il progetto prevede tra l'altro la realizzazione di un impianto coincenerimento, ha provocato apprensione, oltre che tra molti frossaschesi, tra molti abitanti dei comuni confinanti; alcuni loro Sindaci si sono già espressi in termini critici rispetto alla questione.
Siamo consapevoli di quanto affermato nella Laudato sì che “su molte questioni concrete la Chiesa non ha motivo di proporre una parola definitiva e capisce che deve ascoltare e promuovere il dibattito onesto fra gli scienziati, rispettando le diversità di opinione” e, come Lei ha ricordato ci sono discussioni, su questioni relative all’ambiente, nelle quali è difficile raggiungere un consenso. La Chiesa, così, non pretende di definire le questioni scientifiche, né di sostituirsi alla politica, ma invita ad un dibattito onesto e trasparente, perché le necessità particolari o le ideologie non ledano il bene comune.
Come sottolineato in altra parte: “Basta però guardare la realtà con sincerità per vedere che c’è un grande deterioramento della nostra casa comune. La speranza ci invita a riconoscere che c’è sempre una via di uscita, che possiamo sempre cambiare rotta, che possiamo sempre fare qualcosa per risolvere i problemi.” (LS, 61).
Supportati dalle espressioni citate e dalla raccolta di diverse centinaia di firme di cittadini preoccupati per l'avvenire proprio e delle generazioni future, cogliamo, dunque, la Sua disponibilità volta a favorire, per quanto possibile, ogni forma di reale confronto, in particolare con le Istituzioni, al rispetto delle quali, confermiamo, nessuno intende mancare.
D'altra parte, “La previsione dell’impatto ambientale delle iniziative imprenditoriali e dei progetti richiede processi politici trasparenti e sottoposti al dialogo (..)” LS 182.
Se non spetta certo a semplici cittadini valutare la correttezza degli studi sui possibili effetti sull'ambiente, ci sentiamo tuttavia titolati a ricordare con forza gli effetti nefasti subiti dall'intera Val Noce a seguito dei ripetuti sinistri sopra ricordati.
Ci confortano le espressioni della Lettera Enciclica là dove afferma che “Uno studio di impatto ambientale non dovrebbe essere successivo all’elaborazione di un progetto produttivo o di qualsiasi politica, piano o programma. Va inserito fin dall’inizio e dev’essere elaborato in modo interdisciplinare, trasparente e indipendente da ogni pressione economica o politica. (...)”-LS-183.
Crediamo fermamente nel ruolo della politica intesa come arte della conciliazione delle diverse posizioni all'interno della società. Ci rassicura la Sua dichiarata disponibilità a farsi parte diligente affinché siano attivati tutti quei passaggi previsti all'interno delle Istituzioni così che decisioni che travalicano i confini di un piccolo comune siano effettivamente dibattute a più voci.
Siamo pienamente convinti che sia richiesta una maggiore responsabilità verso il bene comune da parte di chi detiene più potere -pro tempore - e non ci esimiamo, anche in questa occasione, dall'esprimere rispetto per chi ne è stato democraticamente investito.
Un numero significativo di cittadini, come sopra accennato, ha manifestato desiderio di sollecitare dialogo ed approfondimenti sul tema nelle forme istituzionali più appropriate. Una di queste potrebbe essere la riproposizione della Commissione per l'Ambiente - peraltro contemplata dallo Statuto del Comune di Frossasco - per dare spazio a diverse e qualificate posizioni indispensabili a creare una reale consapevolezza sui diversi aspetti della vicenda.
Siamo consci che le attuali circostanze determinate dalla pandemia non abbiano fino ad ora favorito la partecipazione: ciò, oggettivamente, non ha permesso un confronto allargato e di questo, da ogni parte, è corretto prendere atto.
Ci confortano, ora, le variate condizioni sanitarie che inducono a sperare che si possa al più presto dar corso a quelle proposte di incontro sostenute nella Sua intervista e da molta parte della popolazione auspicate.
Voglia accogliere i sensi della nostra rispettosa considerazione.