venerdì 29 ottobre 2021

DALLA TURCHIA A ISRAELE

 Dalla Turchia a Israele: una sottile linea nera

29-10-2021 Domenico Gallo

Volerelaluna

La sottile linea rossa è un film del regista americano Terrence Malick, girato nel 1998, che, uscendo fuori da ogni retorica, ci mette di fronte allorrore della guerra del Pacifico come metafora della follia di ogni guerra. Gli eventi di questa settimana ci mettono di fronte ad altri disastri, per fortuna meno sanguinosi, ma gravidi di conseguenze negative e fanno emergere un filo diretto, una sottile linea nera, che collega Istambul a Gerusalemme.

Ha suscitato clamore lo schiaffo che il nuovo sultano della Turchia ha inferto ai principali Paesi occidentali dichiarando di voler espellere gli ambasciatori di Stati Uniti, Francia e Germania, Canada, Finlandia, Danimarca, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia e Svezia che avevano firmato un appello per la liberazione del filantropo Osman Kavala, detenuto da oltre quattro anni. Il dissidente aveva fondato lorganizzazione Anadolu Kultur, da sempre impegnata nella promozione di arte, cultura e nella lotta alla violazione dei diritti delluomo. Non c’è dubbio che in Turchia tutti coloro che lottano contro la violazione dei diritti umani si trovino in serio pericolo, tanto che vengono qualificati come terroristi e sottoposti a persecuzione. La Corte europea dei diritti dellUomo, con una sentenza del 10 dicembre 2019 aveva condannato la Turchia e ordinato limmediato rilascio di Kavala, bollando come illegale la privazione della libertà del dissidente. La Turchia ha aderito alla Convenzione Europea dei diritti dellUomo nel 1950, tuttavia Erdogan, non solo non ha dato corso alla sentenza della CEDU, ma addirittura ha avuto limpudenza di rivoltarsi contro gli ambasciatori dei principali Paesi occidentali che lo richiamavano al rispetto degli obblighi internazionali, invocando lindipendenza della magistratura. Senonché proprio lindipendenza della magistratura è stato il primo e immediato bersaglio del controgolpe attuato da Erdogan nel luglio del 2016. Con larresto di 2.745 giudici e pubblici ministeri, il licenziamento di 4.560 magistrati, le purghe di massa nell’Università e nelle scuole, larresto di migliaia di avvocati, Erdogan ha trasformato la Turchia da Repubblica laica in una sorta di emirato islamico. Il fatto che, dopo il crollo della lira, Erdogan abbia fatto marcia indietro, revocando lespulsione dei diplomatici, non cambia la sostanza del problema che consiste in una orgogliosa rivendicazione di indipendenza dalle regole di civiltà che governano le comunità umane.

Negli stessi giorni in cui esplodeva il caso Turchia, Israele assestava impunemente un colpo durissimo alla società civile palestinese. Il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz, ai sensi della legge nazionale antiterrorismo israeliana del 2016, ha dichiarato organizzazioni terroristichesei associazioni della società civile palestinese attive nel campo della protezione dei diritti umani: Al-Haq, Addameer, Defense for Children-International, Union of Palestinian Womens Committees, the Bisan Research and Advocacy Center e Union Of Agricultural Work Committees. Con questa dichiarazione Gantz ha autorizzato lesercito a chiudere i loro uffici, a sequestrare i loro beni e ad arrestare e incarcerare il loro personale. Fra le associazioni messe al bando la più importante è Al-Haq, che da oltre trentanni documenta le massicce violazioni dei diritti umani commesse da Israele nei territori occupati, collaborando con lONU. Secondo il suo Direttore Shawan Jabarin non sarebbe una coincidenza «che le misure punitive contro Al Haq e altre organizzazioni sia arrivata subito dopo lapertura di unindagine della Corte penale internazionale sui crimini di Israele in Palestina». Human Rights Watch e Amnesty International, hanno espresso la loro ferma condanna della fatwa di Gantz in un comunicato congiunto nel quale affermano che continueranno a collaborare con i partner palestinesi. Ma la condanna più dura è quella del Centro israeliano per i diritti umani BTselem che, senza peli sulla lingua, ha dichiarato: «è una mossa che caratterizza i regimi totalitari».

Come in Turchia, adesso anche in Israele tutti coloro che lottano contro la violazione dei diritti umani, se palestinesi, vengono qualificati come terroristi e sottoposti a persecuzione. Sono questi gli esempi ultimi e più gravi di unonda nera che dalla Polonia, allUngheria, alla Turchia a Israele, sta travolgendo la democrazia, rinnegando quelle conquiste di civiltà scritte nelle Carte dei diritti, che sono il frutto più prezioso della lezione della Storia.

Sono tornate d’attualità le parole scritte da Thomas Mann nella prefazione alle Lettere dei condannati a morte della resistenza europea (1954): «Viviamo in un mondo di perfida regressione, in cui un odio superstizioso e avido di persecuzione si accoppia al terror panico. (…) Una costellazione fatale sovverte la democrazia e la spinge nelle braccia del fascismo, che essa ha appena abbattuto, solo per aiutarlo, non appena a terra, a risollevarsi in piedi per calpestare, ovunque li trovasse, i germi del meglio e macchiarsi con ignobili alleanze». Oggi una nuova costellazione fatale sta sovvertendo la democrazia e si sta estendendo in diversi Paesi e con varie forme. Ma noi non possiamo rassegnarci e continueremo a denunziare, con Kavala, con Al Haq e tanti altri, le violenze e gli abusi che corrompono la democrazia e oscurano il futuro.