LA LEZIONE FRANCESE
Oltre 216mila bambini violentati in 70 anni da sacerdoti. Il numero arriva a 330mila se si considerano anche gli abu si commessi da membri laici della Chiesa, come per esempio gli insegnanti delle scuole cattoliche. Sto parlando di quanto emerso da un'inchiesta indipendente sugli abusi pedofili avvenuti in Francia dal dopoguerra in poi. Spero mi perdonerete se per due volte di seguito torno sullo stesso argomento. Ma i risultati dell'inchiesta commissionata nel 2018 dalla Conferenza episcopale d'oltralpe resteranno una pietra miliare nella lotta contro la pedofilia di matrice clericale. Un punto dal quale non si può più tornare indietro. Che costringerà non solo la Chiesa francese ma quella universale a guardare ancora più in profondità al proprio interno per capire come è stato possibile e come è possibile che ancora oggi dei pedofili sacerdoti riescano a "bucare" il sistema di protezione dei bambini e a distruggergli la vita.
«Siamo allibiti per le conclusioni del rapporto» ha detto il presidente della Conferenza episcopale francese, Eric de Moulins-Beaufort prima di una riunione dei vescovi per decidere sui passi successivi. Dal documento, 2.500 pagine, emerge che gli abusi sono stati commessi da circa 3mila persone fra preti e laici legati alla Chiesa e che gli abusi sono stati coperti per decenni in modo sistematico». Il presidente della commissione indipendente sugli abusi sessuali, Jean-Marc Sauve, ha denunciato l'atteggiamento «omertoso» della Chiesa fino all'inizio degli anni 2000 parlando di «una profonda e crudele indifferenza verso le vittime», «Le conseguenze sono molto gravi: circa il 60% degli uomini e delle donne che hanno subito abusi sessuali ha problemi di grave entità nella vita emotiva e sessuale», ha detto Sauve. Insomma, purtroppo nulla di nuovo e di diverso rispetto a inchieste simili realizzate nell'ultimo ventennio negli Stati Uniti, in Germania, in Irlanda, in Australia, Belgio, Olanda... e qui ci fermiamo per brevità. Chi manca all'appello è la "nostra" Cei, ostinatamente convinta grazie anche all'inerte complicità delle istituzioni italiane che in Italia non occorra a fare alcun passo in direzione della piena luce su quel che è accaduto e accade nelle parrocchie, negli oratori, nei campi scout, nelle scuole private, nei campi estivi, insomma, in tutti i luoghi in cui sono presenti bambini e religiosi insieme. Chiunque sia dotato del minimo sindacale di umanità si chiede cosa aspettino i vescovi italiani a scoperchiare l'orrendo pozzo senza fondo su cui sono seduti. «Troppi sacerdoti nello Stato Usa della Pennsylvania, tra il 4 e il 6% nell'arco di 50 anni, hanno agito contro il Vangelo e contro le leggi. Sarebbe stupido pensare che in altri Paesi come l'Italia non sia accaduto lo stesso». Ho già riportato qui la clamorosa denuncia del gesuita tedesco Hans Zollner pubblicata nel 2018 su un articolo dell'AgenSir, l'agenzia dei vescovi italiani. Ebbene, da tre anni giace inascoltata. E io la ripubblicherò fino a quando a questi signori non gli si alzerà almeno un sopracciglio. Zollner oltre a essere uno psicologo e quindi a conoscere il fenomeno della pedofilia nei suoi molteplici aspetti, è membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori e presidente del Centre for child protection della Pontificia Università Gregoriana. Non essendo mai state rese pubbliche statistiche ufficiali sulla diffusione della pedofilia nel clero italiano, e non essendo mai stata svolta dalle istituzioni italiane alcuna inchiesta di carattere nazionale su questo particolare fenomeno cri minale, la dichiarazione del sacerdote gesuita è decisiva per inquadrare la situazione - passata e attuale-almeno a grandi linee. E "mostruosa", unico aggettivo che si può utilizzare per definire la percentuale del 46% da lui indicata, essendo superiore di centinaia di volte a quella di qualsiasi altra professione che porta un adulto a contatto con dei minori (allenatori sportivi, maestri, educatori, etc) e pertanto "scelta" da molti pedofili. Se a questo si aggiunge che in Italia risiede la più ampia popolazione ecclesiastica del mondo, oltre 50mila persone, il quadro assume contorni ancora più inquietanti. Cosa si aspetta, ribadisco, a indagare anche da noi?
Federico Tulli, Adista 16 ottobre