mercoledì 27 ottobre 2021

LA MIXITE' NELL'ISLAM

 "Le reazioni del clero sunnita, in seguito all'esercizio dell'imanato della preghiera del venerdì di Amina Wadud davanti ad una assemblea mista negli Stati Uniti nel 2005, sono molto rivelatrici delle ragioni che li conducono a dichiarare interdetto il ministero religioso femminile.... 

Questi rappresentanti delle istituzioni religiose sunnite hanno messo in evidenza i seguenti argomenti.

In primo luogo, il corpo di una donna sarebbe provocante e potrebbe disturbare la concentrazione degli uomini durante la preghiera.

Questo argomento evidenzia il rapporto di questi uomini nei riguardi delle donne ma, anche e soprattutto, riguardo a se stessi. Essi riducono la donna a un corpo che suscita il desiderio e che è sorgente di tutti i mali. Certuni giungono al punto di considerare che il diavolo si nasconda in questo corpo......

Ciò che sfugge loro chiaramente, è che in realtà il problema non risiede in ciò è esteriore, ma piuttosto nella interiorità cioè nel loro rapporto con se stessi e la loro spiritualità......

Nella moschea sacra di La Mecca, gli uomini e le donne pregano insieme senza che questo faccia alcun problema....Aldilà di questo tipo di argomentazione, si constata la netta regressione e la degradazione dei rapporti tra i generi. Questo rivela la contraddizione degli studiosi religiosi e dei fedeli che sembrano non sopportare di vedere il corpo d'una donna nella moschea, sia che si tratti di donna Imame o di una donna che prega dentro l'assemblea. 

Ora, la “mixitè” è sempre esistita, fino ad oggi, nei luoghi santi dell'islam”.

Da Kahina Bohloul, Mon islam, ma libertè; Albin Michel Ed.pag,104-105