MEDITERRANEO, UN VIAGGIO STUPEFACENTE
Il Mediterraneo in trenta oggetti. La nostra identità vista attraverso opere che sono entrate nella storia. E che adesso sono custodite al Mann, il Museo archeologico nazionale di Napoli, uno dei più importanti del mondo, secondo molti addirittura il numero uno.
L'idea è venuta al direttore del museo Paolo Giulierini che ha deciso di raccontare in un libro questi trenta capolavori che non tutti conoscono. Ma che tutti riconoscono per averli visti raffigurati un'infinità di volte. Il risultato è Stupor Mundi, uno splendido volume illustrato edito da Rizzoli. E lo stupore è d'obbligo perché davanti a certe meraviglie c'è davvero da stropicciarsi gli occhi. Dal Toro Farnese, il più grande gruppo scultoreo dell'antichità, al celebre ritratto di Saffo, la poetessa che tiene la penna, pardon stilo, con aria sognante. Dalla Battaglia di Isso, il mosaico pompeiano che raffigura la vittoria di Alessandro Magno sul re persiano Dario e che ha influenzato l'intera pittura occidentale, al Gruppo dei Tirannicidi presente in tutti i libri di storia dell'arte. Dalla imponente statua di Ercole alla vezzosa Venerea in bikini che hanno influenzato i canoni della bellezza maschile e di quella femminile.
Ma non si pensi che il libro sia un catalogo. Niente di più lontano. Perché l'autore ci prende per mano e fa di ogni opera il punto di partenza di un viaggio. Che inizia dai miti del mondo antico per arrivare ai miti d'oggi. Dall'influenza dell'Oriente su Greci e Romani al viaggio in India dei Beatles. Dalla crudele Medea regina della Colchide, alla disneyana Amelia la fattucchiera che abita nel cono del Vesuvio. Dal dio-capro Pan simbolo della natura, all'ambientalismo contemporaneo. Insomma, l'itinerario di Giulierini ci riporta alle nostre radici. Verso quell'unità mediterranea dimenticata dalla politica e dall'economia. Ma che continua a risuonare come un motivo antico in fondo a noi stessi.
Marino Niola, Il Venerdì, 15 ottobre