sabato 6 novembre 2021

DOVE VA ITALIA VIVA E RENZI?

 Da Riad a Palermo

Ora c'è la questione della "rottura" con Renzi. Autorevoli esponenti della corrente non la considerano una gran mossa politica: «Tra qualche mese dovremo lavorare a trovare un'intesa larga per eleggere il presidente della Repubblica...». 

Ma Letta ieri mattina al Nazareno ci ha ragionato con attenzione prima di parlarne in radio: «Bisogna accendere una luce perché si veda quello che succede. Non dobbiamo dare appiglio. alle manovre nell'ombra», ha detto ai suoi.

Il riferimento è al Quirinale. Il ragionamento che viene fatto alla sede del Nazareno è che «Renzi ormai ha mollato gli ormeggi», o dimostra il fatto che il giorno del voto cruciale alla Zan era a Riad, e che avalla apertamente il "laboratorio Sicilia"» dove Italia viva e la Sicilia futura di Gianfranco Micciché, storico uomo forte di Forza Italia nell'isola, hanno stretto un accordo politico per fare liste comuni alle amministrative di Palermo e alle regionali del 2022. 

Lì l’obiettivo esplicito è di attrarre Renzi nel centrodestra, con Salvini e Meloni. A Roma Renzi spera di fare il contrario. Comunque è una strada ormai imboccata, ne sono sicuri al Nazareno, mercoledì con il voto sulla legge Zan. 

Perché se è vero che i 12 senatori di Italia viva non bastano a rivelare l'identità dell’intera ventina di franchi tiratori, è altrettanto vero che un minuto dopo il voto i renziani hanno attaccato Letta, anziché le destre. 

Giurando di aver votato contro il "non passaggio agli articoli".

Impossibile fare affidamento su loro, e sul loro leader, anche in vista del Quirinale: «Quanto vale ormai la parola di Renzi?», è la domanda (retorica) che circola al Nazareno.

Daniela Preziosi, Domani 29 ottobre