sabato 6 novembre 2021

GERARCHIA CATTOLICA E FASCISTI CONTRO IL DDL ZAN

 Vaticano e neofascisti vincono con le destre la battaglia anti Zan

Domani (Italy)28 Oct 2021

GIOVANNI TIZIAN

L’associazione Pro vita di Antonio Brandi, che ha legami con il leader di Fn Fiore, ha ispirato la linea contro il ddl Zan di Lega e FdI e lintervento della Santa sede

Alla fine hanno vinto Lega e Fratelli dItalia, la destra radicale. Ma anche e soprattutto ha trionfato il popolo pro vita, bacino ideologico che spesso ha ispirato le posizioni di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, rappresentato dallassociazione omonima Pro vita e famiglia. Il dibattito sul disegno di legge Zan contro l’omotransfobia è stato influenzato sistematicamente dallorganizzazione guidata da Antonio Brandi. La onlus è parte della vasta rete del Family day e del World congress of families, il più importante summit dei difensori della famiglia tradizionale. Dellassociazione fa parte anche Alessandro Fiore, figlio di Roberto, leader del partito neofascista Forza nuova arrestato per lassalto alla sede della Cgil del 9 ottobre. Le tesi contro il genderdi Pro Vita sono state oggetto di discussione anche allinterno della commissione Giustizia che doveva definire il testo da votare in aula. Ma il vero colpo è stato quello resto noto martedì sera, alla vigilia del voto nellaula del Senato. Un colpo che ha probabilmente contribuito ad affossare definitivamente il disegno di legge Zan.

Rispondendo a una lettera dellassociazione, la Congregazione per la dottrina della fede della Santa sede ha ribadito la «chiara riprovazione» dellideologia gender: «Davanti a simili progetti di legge, il comportamento dei fedeli e dei politici cattolici deve adeguarsi al magistero della chiesa, che sullideologia gender ha espresso chiara riprovazionetramite numerosi interventi di papa Francesco». Una risposta che ha di fatto legittimato le battaglie della onlus, portate avanti insieme a personalità legate allestrema destra. «Siamo grati alla Santa sede per la risposta chiara e inequivocabile», ha dichiarato Brandi, che si è poi rivolto ai politici cattolici di «destra e di sinistra», cui ha chiesto «di respingere il ddl Zan e scongiurare il lavaggio del cervello dei bambini che promuove nelle scuole italiane». La Congregazione ha anche ringraziato Pro vita «per il lavoro di difesa della vita, dal concepimento al suo termine naturale, a vantaggio di una vera cultura della famiglia». Parole apparentemente distanti dalle aperture di papa Francesco, spesso contestato dalla destra nazionalista e dai fedeli conservatori per le sue posizioni considerate troppo morbide sui diritti civili. Anche se Pro vita, così come la Congregazione, ricordano lesortazione apostolica Amoris Laetitia in cui Francesco, al paragrafo 56, considera «inquietante che alcune ideologie di questo tipo cerchino di imporsi come un pensiero unico che determini anche leducazione dei bambini».

Cattolici e fascisti

Domani aveva raccontato in una lunga inchiesta le infiltrazioni neofasciste nel mondo dei cattolici conservatori di Pro vita e, da lì, nel variegato universo No-vax e No-green pass. Lavvocato Alessandro Fiore, figlio del leader di Forza nuova, fa parte della redazione del mensile della onlus di Brandi ed è sempre molto attivo nelle iniziative contro laborto e a favore della famiglia tradizionale. Lui è uno dei punti di collegamento tra i due mondi.

Anche se Fiore e Brandi hanno spiegato che Forza nuova non ha alcun ruolo in Pro vita, accusando Domani di utilizzare il cognome del figlio del leader neofascista per portare avanti la tesi di una presunta infiltrazione. In realtà i fatti confermano non solo che Fiore junior fa parte di

Pro vita, ma anche che il giovane avvocato è in contatto con militanti di Forza nuova. Le prove sono nelle informative dei carabinieri del Ros che hanno indagato sugli estremisti neri e nei documenti societari che vedono il ragazzo azionista di una srl insieme a personaggi di questo mondo.

Brandi invece, come lui stesso ha ammesso, ha rapporti personali con il leader di Forza nuova. C’è anche un misterioso appartamento comprato da Fiore e che Brandi, dopo aver pagato quasi 150mila euro, ha lasciato in uso al politico per anni. Questione su cui il presidente di Pro vita continua a non rispondere. Fiore ha condiviso con Pro vita anche la battaglia contro il ddl Zan. Quando la Lega aveva proposto di portare in commissione 170 tra esperti e associazioni per ascoltare il loro punto di vista, Pro Vita era nellelenco. Alla fine le audizioni non sono state fatte e le organizzazioni invitate hanno depositato delle memorie. Tra queste una porta la firma di «Alessandro Fiore Pro vita e famiglia». Nel documento depositato si legge: «La questione sulla natura non binariae fluida del generesi traduce in un problema di indeterminatezza».

Concetti che ritroviamo nel parere della Congregazione per la dottrina della fede e in molti interventi parlamentari della destra istituzionale, nonché in altrettanti discorsi dei vertici del partito neofascista di Roberto Fiore, il padre dellavvocato di Pro vita, vincitrice di questa guerra sui diritti.