Dio è sempre diverso
Dio è sempre diverso dalle ricostruzioni fatte dall'uomo anche se ispirato.
Il nuovo testamento non si differenzia in questo del vecchio; anche se si potesse far risalire direttamente a Cristo la sua formulazione, le riserve avanzate sinora non perdono il loro peso poiché anche Gesù in quanto profeta, è un uomo del tempo, comprende, annuncia i segreti di Dio, i misteri del Padre, la propria realtà, il piano salvifico con i sussidi culturali, filosofici e teologici del momento storico e dell'ambiente in cui vive, quindi in maniera sempre locale, determinata, finita.
Il Vangelo è la predicazione di Cristo ma anche su Cristo.
Alla fine del I secolo la sua forma e formulazione iniziale si ritrova in differenti versioni, palestinese, antiochena, efesina, romana, asiatica. L'unico Vangelo di Gesù diventa egualmente il Vangelo di Paolo, di Marco, di Matteo, di Luca, di Giovanni.
La fedeltà dei vari ripetitori e redattori è sempre garantita ma anche la loro libertà non può essere ignorata o cancellata.
Ogni testimone non può rinunciare alla sua personalità quindi alla propria soggettiva parzialità.
Ortensio da Spinetoli, Chiesa delle origini, Chiesa del futuro, Borla, Roma 1986 pag. 31