Mohamed che lotta per gli “schiavi” della logistica
La logistica è uno dei settori dove il caporalato ha affondato le proprie radici. La storia di Mohamed Arafat può raccontare meglio di ogni analisi sociologica la dinamica del fenomeno che, a giugno scorso, ha registrato anche la morte di un operaio (e sindacalista) Adil Belakhdim, investito da un camion davanti ai cancelli della Lidl di Biandrate, nel Novarese, durante un picchetto di protesta.
Mohamed Arafat, che è egiziano, oggi è un dirigente del sindacato di base SìCobas di Piacenza e conosce bene le “filiere” del caporalato: dopo la traversata del Mediterraneo in un barcone ha lavorato negli agrumeti della Sicilia per approdare, infine, nella “capitale” della logistica italiana, Piacenza appunto, dove il sistema di appalti e subappalti fa da scheletro a buona parte del settore.
Negli hub della logistica è diffusa la somministrazione di manodopera, reclutata fra masse di profughi marocchini, egiziani, nigeriani, palestinesi, dequalificati e ricattabili.
La Repubblica, 11 dicembre